Il re sulla luna…era il 1953..

Ogni popolo ha le sue credenze (gli italiani tantissime lo sappiamo) e i suoi miti. Ad esempio,  le due religioni monoteiste oltre all’Islam, giurano che Mosè divise le acque del mar Rosso per permettere agli ebrei di fuggire alla tirannia del Faraone, e più vicino ai nostri giorni, tantissime persone giurano di  aver visto esseri alieni, quasi sempre verdi. Bugie interessate, allucinazioni singole o collettive, tutto è possibile con gli esseri umani. Una delle più grandi visioni della storia, è quella del re Mohammed V, in sella ad un cavallo bianco a spasso sulla luna, sotto lo sguardo meravigliato dei suoi sudditi. Era il 1953, è pare che tutto il Marocco l’abbia visto55 anni più tardi il settimanale Tel Quel ha trovato un testimone, un certo Bouchaïd Raiq, che ha confermato l’informazione.  “Ero sul luogo dell’avvenimento, in place Bousbir a Casablanca. Allora ero un 18enne. Tutto di un colpo abbiamo guardato la luna e il sultano Mohammed V era visibile. L’ho visto, tutta la gente lo ha visto a Casablanca, il Marocco intero lo ha visto”.  In quel periodo, per protestare contro l’esilio del re in Madagascar, i nazionalisti avevano elaborato uno stratagemma per disturbare i francesi che occupavano quello che si chiamava allora il Califfato. Lo storico Mustapha Bouaziz, dell’Università di Casablanca, ha spiegato il presunto fenomeno, sempre sulle pagine di Tel Quel. “I marocchini hanno visto il Sultano sulla luna, è un fatto. I nazionalisti marocchini hanno ripreso una idea geniale di Otto Von Bismark, riunificatore della nazione tedesca alla fine del XIX° secolo. Il principio è semplice, provato scientificamente: si tratta del fenomeno di persistenza retinica.Tecnicamente, i nazionalisti, hanno stampato delle foto del sultano e le hanno distribuite al popolo con delle istruzioni chiare: “Osservate il ritratto qualche minuto e poi guardate la luna”. L’illusione ottica ha fatto il resto“. Illusione o no,  è stata la più grande manifestazione allucinatoria di tutta la storia dell’umanità.  Dopo, alcuni spiriti benpensanti, per paura di una ridicolizzazione in toto del Marocco, misero questa visione notturna sotto il conto della vendita libera della cannabis, in quell’epoca prodotta in quantità ragionevole. Altri, alzando le spalle, spiegarono questa burla collettiva con la percentuale realmente astronomica di analfabeti presenti negli anni ’50 tra la popolazione. Morale: non è possibile pensare che quando i francesi hanno appreso, nel 1953, questa storia del re sulla luna, abbiano velocemente pensato di dare l’indipendenza al Marocco? Infine, Mohammed V sulla luna, senza combinazioni spaziali e 16 anni prima dell’americano Armstrong, non era  già una ottima ragione per cui i francesi se ne andassero  e lasciassero libero (sempre troppo tardi però’) il più bel paese del mondo, il Marocco.

Credit: Tel Quel – Demainonline

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