Meknès


Non si puo’ parlare di questa splendida città senza accennare della spettacolare Volubis, città romana situata sulle rive dell’Oued Khoumane. In questo prezioso sito archeologico sono state fatte scoperte entusiasmanti con il ritrovamento di opere d’arte dal valore eccezionale, datate II secolo A.C.. Ma di Volubis postero’ a parte per darvi il maggior numero di informazioni possibili per visitarla al meglio. Meknès venne fondata nel X secolo dalla tribù Zénète Meknassa, originari dell’oriente. La fertilità del suolo e l’abbondanza di acqua, abbinati alla bellezza del sito, attirarono questa tribù berbera che edifico’ delle piccole borgate con tradizioni berbere che coesistevano tranquillamente, senza che fossero protette da mura. La vita si svolgeva dietro alle attività agricole e queste tribù si definivano “Imazighen” che significa “uomini liberi” in lingua berbera. L’antico nome di Meknès era Meknassa es-Zitoun (Meknès degli olivi) dove le abbondanti acque, la terra generosa e la natura avevano sedotto questi nomadi zénèti delle steppe orientali. Nel VIII secolo Meknès conobbe la nascita della prima dinastia del Marocco, la dinastia Idrisside (786 – 917). Questa dinastia fu fondata da Moulay idriss I, originario del Medio Oriente, dinastia che inglobava anche Ali’, cugino e genero del profeta Maometto. E’ su di una montagna (Zerhound) nei pressi di Meknès distante circa 25 km dalla città che è sepolto il primo Re del Marocco. Questo sito divenne nel tempo un luogo santo di pellegrinaggi e di meditazione, ed è il primo luogo dove si dirigono tutti i Re tronizzati del Marocco in ricordo del Santo fondatore del Paese. Nel XI secolo gli Almoravidi si impadronirono della città (nel 1069 esattamente) e vi edificarono un bastione e una Kasbah dove oggi si trova il quartiere di Touta. Meknès prospero’ e divenne una ricca città. Nel 1145 il sultano almohade Abdel Moumen entro’ nella città e ordino’ l’esecuzione dei ribelli. Meknès venne abbandonata e gli almohadi la ripopolarono e costruirono moschee, degli hammam e alcuni monumenti. Il quarto sultano almohade Mohammed An-Nasir restauro’ la grande moschea aggiungendo un mihrab (1203). Abou Youssef fece costruire una Kasbah e Meknès divenne residenza dei Vizir. Nella prima metà del XII secolo i Merinidi invasero la regione e si impadronirono della città. Grandi lavori furono intrapresi; una Kasbah, una moschea, una medersa (scuola coraniche)  e  molti fondouk (caravanserragli) furono edificati. I merinidi costruirono molti monumenti ad opera del sultano Abou Youssef e Abou El Hassan. Sotto questa dinastia Meknès divenne realmente una città ispano-magrebina, ma tutto questo porto’ inesorabilmente al declino della città. In effetti, all’inizio del XV secolo i Berberi della città e della piana circostante vennero sconfitti dalle popolazioni arabe e si ritirarono sulle montagne. Meknès passo di mano ai Watasidi (una dinastia effimera che non duro’ per lungo tempo) poi sotto il regno dei Saaditi. Sotto il loro governo le città del nord perderanno la loro importanza. Bisognerà attendere sino al XVII secolo e l’avvento del secondo sultano della dinastia Alaouita perché la città di Meknès ritorni al rango di città imperiale. Nel 1672 Moulay Ismail scelse Meknès come capitale politica e militare e decise di rifondarla in uno stile presahariano (la dinastia alaouita era originaria del Sahara). Moulay Ismail dono’ uno straordinario appel alla città che divenne una grande capitale riconosciuta mondialmente. Divenne la sua residenza abituale e la mise in valore con numerose e grandiose costruzioni. Non per niente venne soprannominato il Luigi XIV marocchino. Furono impiegati quotidianamente 1.300 cristiani venuti da Fès e trentamila prigionieri delle tribù delle regioni circostanti. Il sultano alaouita fece distruggere la Kasbah merinide e una parte della vecchia medina per far costruire un enorme muraglia ( circa 40 km) dotata di porte monumentali. Costrui’ moschee, Kasbah per la sua guardia, padiglioni, granai, dei giardini vastissimi, specchi d’acqua e il Dar Kèbira. Fece prelevare il materiale dal Palazzo Badi(l’Incomparabile) a Marrakech e dalle rovine di Volubis per costruire il Dar El – Makhzen dove riuni’ la sua amministrazione personale e il suo harem di 500 donne originarie di tutte le contee. Intrattenne scambi con il Reame di Francia e nel 1698 invio’ a Parigi una missione che aveva lo scopo di concludere una alleanza politica importante. Il 16 febbraio 1699, Luigi XIV ricevette l’ambasciatore del Marocco Ben Aicha  a Versailles, ma il risultato fu vano. Di ritorno a Meknès l’ambasciatore descrisse le meraviglie che vide alla corte di re Luigi XIV e in primis l’incontro che ebbe con la bella Anne-Marie di Borbone, futura principessa Conti e figlia del re Sole. I suo elogi e le sue descrizioni fecero nascere in Moulay Ismail un tale desiderio che sollecito’ la mano della principessa al re di Francia. La richiesta fu rigettata. Questo aneddoto ispiro’ un buon numero di poeti e scrittori della corte. Jean Battiste Rosseau compose per Anne-Marie questi versi: “La vostra bellezza, grande principessa, porta i tratti dell’amore ferito sino al più selvaggio dei luoghi; l’Africa con voi è capitolata e le conquiste dei vostri ochhi vanno più lontano di quelle di Ercole“. Dopo la morte di Moulay Ismail nel 1727, il figlio Moulay Abdellah continuo’ e archivio’ una parte dei lavori intrapresi dal padre. Meknès si arrichi’ ancora di monumenti sotto il regno di Sidi Mohammed Ben Abdellah (1757-1790): fece costruire delle moschee, dei mausolei e il Palazzo di Dar Beida, occupato attualmente dall’Accademia reale Militare.  La città ospita attualmente ancora la più importante base militare del Paese. Separata dall’Oued Fekrane, la parte antica e la città moderna, vennero unificate nel 1920 sotto il Protettorato francese raccogliendo più di trecentomila Meknessi (nome degli abitanti). Il destino ha voluto che la prima dinastia del Marocco nascesse a Meknès e lo stesso destino ha voluto che a Meknès venne riconosciuta per la prima volta, l’Indipendenza della nazione nascente degli Stati Uniti d’America. Un riconoscimento che parti’ dall’Accademia Reale Militare. Ancor più, il sultano gioco’ un ruolo fondamentale con le nazioni europee alfine di facilitare  il riconoscimento del nuovo Paese, insieme al transito delle navi che salpavano o arrivavano da quel Paese. Questo prova l’importanza politica che occupava questa città all’epoca. Meknès è una delle quattro città imperiali del Marocco. Nel dicembre 1996 è stata dichiarata Patrimonio Universale dell’Umanità dalla Commissione intergovernativa dell’UNESCO. La regione di Meknès copre una superficie di 79.000 Km2 e la sua popolazione è stimata in 1.900.000 abitanti, di cui la maggioranza è concentrata al nord e al centro, in particolare sulla piana di Meknès- Sais.

3 risposte a “Meknès

  1. Zénète Meknassa, originari dell’oriente. “Falso”. Non sono del’oriente sono Berberi veri, e come tutti i berberi sono d’origine Africana. tu devi studiari la vera storia dei Berberi

    • No Comment….dialogare con personaggi come te è aria fritta…. impara l’educazione in primis.Poi potrai scrivere e commentare….peccato per gli Amazigh avere un personaggio come te nelle loro fila……

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