I serpenti velenosi in Marocco.

I morsi di serpenti stanno ponendo un grande problema di salute pubblica in Marocco ; il Centro Anti Veleni e di Farmacovigilanza (CAPM) ha organizzato a Rabat, in collaborazione con la Società Marocchina di Tossicologia Clinica e Analitica, una giornata nazionale sotto il tema “Problematica degli avvelenamenti dovuti a morsi di serpenti in Marocco”. Dalla vipera autoctona al leggendario Cobra, i rettili marocchini restano il simbolo mitico del sud e del deserto marocchino. Ma se essi affascinano e offrono un avventura turistica fuori dagli schemi per gli amanti dell’esotismo e delle sensazioni forti, costituiscono un pericolo permanente per i cittadini e i loro morsi e avvelenamenti sono all’origine di decessi e di gravi handicap fisici nell’uomo. Più grave ancora è il fatto che non sono ancora riconosciuti  come problema di salute pubblica a causa della mancanza di dati epidemiologici. In Marocco, uno studio retrospettivo è stato condotto dal Centro Anti Veleni dal 1980 al 2008. L’analisi ha  registrato la frequenza dei morsi e delle intossicazioni dovute ai serpenti velenosi. 1.761 casi sono stati censiti durante tutto il periodo con una media annuale di 60 casi. L’età media delle vittime va dal periodo neonatale a 98 anni. I ragazzi di 15 anni rappresentano il 31% dei casi. Il sesso è maschile,  in quanto sono gli uomini che si ritrovano più a contatto con l’animale per via dei lavori agricoli, e il 70% dei casi avviene appunto in ambienti rurali.  Gli incidenti avvengono generalmente tra le 10.00 e le 12.00 e tra le 17.00 e le 19.00, in estate piena.  La provincia che ha dichiarato il più alto numero di morsi è Essaouira con 326 casi, seguita dalla provincia di Agadir Ida– Ou–Tanane con 276 casi. Le regioni più toccate sono, in ordine decrescente: Souss-Massa-Draa (27,7%), Marrakech–Tensif – Haouz  (20,7%), Meknès Tafilalt (12,2%), Guelmin–Es Semara (11,8%) e Tangeri–Tétouan (8,3%).  1.049 casi su 1.761 sono stati sintomatici con un tasso del 62%. Le infezioni del sistema grastro-intestinale sono le più importanti a livello di segnali clinici, a ruota i disturbi di visione e del ritmo cardiaco con un 14,8% dei casi. 77 sono stati i decessi registrati nel periodo censito, pari al 7,2% della totalità degli incidenti. Tra i bambini i decessi sono stati pari al 13,18% dei casi. Nella sola regione di Souss–Massa–Draa 45 decessi sono stati registrati, di cui il 40% nella provincia di Agadir, seguito dalla regione di Méknes con 10 decessi. Per quanto riguarda invece la presa in carico medicale, lo studio descrive un trattamento sintomatico dispensato nel 32% dei casi, una astensione terapeutica volontaria  nel 23%, una sorveglianza medica nel 29% e un trattamento specifico nello 0,5% dei casi. In Marocco, il numero esaustivo dei casi di morsi da serpenti velenosi resta sconosciuto ma lo studio ha permesso di  chiarire che le regioni del sud del paese sono le più toccate da questi incidenti, causa ovvia  l’abbondanza dei rettili in queste regioni semi desertiche. Una situazione dovuta all’ecologia delle specie, l’antropizzazione dei luoghi  e la rarità di risorse acquifere, questo afferma lo studio voluto dal Centro Marocchino Anti Veleni.  Lo studio ha rilevato anche le specie in questione che mostra due famiglie di serpenti velenosi: gli Elapidi e i Viperidi che comprendo sette varietà in Marocco. Nel contesto marocchino un morso di serpente velenoso puo’ essere considerato molto grave, vedi mortale, nel caso di prese in carico tardive. Le raccomandazioni sono sempre le stesse: recarsi in ospedale il prima possibile, stringere con bende o lacci la parte sopra il morso, e se molto lontani da un ospedale incidere il morso per far fuoriuscire abbondante sangue infetto.  Consiglio personale, se dovete recarvi per qualche giorno in un oasi, è quello di verificare l’esistenza di gatti (generalmente sono sempre presenti in alto numero) che hanno la capacità di tener lontano i serpenti e gli scorpioni, in caso contrario…cambiare oasi!

 

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