Sahara Occidentale, good news.

Il Ministro marocchino degli Affari stranieri ha incontrato lunedi’ scorso a New York il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon, nel quadro delle prospettive sul processo di negoziazione del conflitto nel Sahara Occidentale. Il Marocco propone un piena autonomia di questa regione che sarà collegata al Reame, mentre il Fronte Polisario reclama la sua autodeterminazione con un referendum. Sassi Firhi, ministro marocchino degli Affari stranieri e della Cooperazione, ha trasmesso lunedi’ a New York gli orientamenti del Re in vista della risoluzione del conflitto sahariano. Al centro della discussione di questo incontro la messa in atto, nelle prossime settimane, di un tavolo che permetta di arrivare, nel migliore dei modi, ad una negoziazione intensiva tra le parti belligeranti. Il conflitto del Sahara Occidentale, oppone da più di 30 anni il Fronte Polisario alle Forze Armate Reali (FAR). La posta in gioco? L’indipendenza dell’anziana colonia spagnola, divisa oggi in due zone. A ovest la parte sotto amministrazione marocchina e, ad est, i territori controllati dal Polisario e i campi profughi situati nella regione di Tindouf, nel cuore del Sahara algerino. Per mettere fine a questo conflitto il Marocco propone di conservare “l’integrità territoriale del Reame con la concessione di uno statuto di autonomia a questa parte della regione“. Questo piano, considerato dalla parte marocchina come la soluzione unica al conflitto del Sahara Occidentale, é stato rifiutato dal Polisario. I dirigenti di questo fronte rivendicano il diritto del popolo saharaoui all’autodeterminazione  e chiedono, da anni, un referendum sotto l’egida delle Nazioni Unite. Ad oggi nessun inviato speciale é stato mediato dopo l’abbandono di Peter Van Walsum, qualche mese orsono. Gli appelli ai negoziati si moltiplicano da ogni parte e l’ONG sarahoui di Difesa dei Diritti dell’Uomo, Assadeh, ha chiesto alla giustizia spagnola  l’arresto e la messa a giudizio dell’anziano responsabile del ‘dipartimento della Difesa” del Polisario, Brahim Ghali. Questo rappresentante avrebbe dovuto effettuare giovedi’ una visita a Siviglia per partecipare ad alcune giornate di studi sul Sahara. E’ accusato di genocidio per atti compiuti durante il suo mandato come ministro della Difesa del Fronte. In un contesto simile, il 5° round delle negoziazioni, che dovrà svolgersi a breve tra le due parti in lotta,  crea forti aspettative nella speranza che dopo 30 anni di guerriglia, con migliaia di persone rifugiate in campi profughi in condizioni precarie, si possa arrivare ad una conclusione che  renda giustizia ad entrambe le parti. Per chi non conosce a fondo la questione sarahoui postero’ a breve una cronologia dei principali avvenimenti che hanno, purtroppo, portato all’arresto, alla tortura, alla morte, di migliaia di persone in nome di un territorio, il Sahara Occidentale.

Fonts: Le Matin – Aujourd’hui le Maroc

Images: saharalibretorino/saharauiak su flickr.com

6 risposte a “Sahara Occidentale, good news.

  1. Non ho capito bene:

    l’ONG sarahoui di Difesa dei Diritti dell’Uomo, Assadeh, condanna la giustizia spagnola per l’arresto e la messa a giudizio dell’anziano responsabile del ‘dipartimento della Difesa” del Polisario, Brahim Ghali.

    ????

    Assadeh ha chiesto all’Audiencia Nacional di arrestare Ghali (cosa che naturalmente non ha fatto perché non c’erano prove di reato contro di lui).

    sei italiano o marocchino?

    credo, e te lo dico con tutto rispetto, che la tua visione del conflitto è viziata dalle news che leggi in un paese senza libertà di stampa.

    saluti

  2. Puo’ essere SLT…di fatto vivo qui da molti anni oramai, sono volontario nel sud del Marocco, frequento assiduamente molti saharaoui, che vivono e lavorano sul territorio marocchino, per motivi umanitari…credo che la stampa sia viziata da entrambe le parti….i fatti sono la sola verità…un certo estremismo di parte non lo tollero..mi spiace..l’Algeria ( li’ si che esiste la libertà di stampa!) è il principale colpevole di questa tragedia…interessi ENORMI hanno creato questo baratro senza fine…sulla pelle di essere umani inermi…ho sperato da sempre in un referendum di autodeterminazione ma purtroppo la soluzione di questo conflitto dovrà essere risolta con altri mezzi e credo anche con un passo indietro da entrambe le parti. Di fatto nel post c’é un refuso (traduzione non corretta), ma Brahim Ghali è ancora al suo posto pur essendoci prove penali inconfutabili a suo carico e su altri 27 membri del Polisario.

  3. Innanzi tutto devo dichiarare la mia ignoranza su questo tema…ma ho visto sul sito del giornalista Stefano Salvi una denuncia molto articolata con tre video e interviste alla pop. Saharawi…”abbattiamo il muro della vergogna” è il titolo della richiesta di adesioni…da quello che ho potuto vedere e leggere la ritengo veramente una cosa di cui vergognarci tutti : 2.700 km di muro solo per interessi economici !?!?…pazzesco pensare che esistano ancora queste cose alle soglie del 2010…vogliamo fermare questo processo di disumanizzazione ??

  4. OK Paolo, il fatto che la stampa algerina non sia libera (d’altronde quella italiana non è messa tanto bene, ho provato a correggere le inesattezze dell’articolo che tratta il tema Haidar su La Stampa e naturalmente è stato censurato: La Busiarda la chiamano a torino).

    Ma vedere nell’Algeria il colmo di tutti i mali mi sembra un po’ troppo: non è stata l’Algeria a espellere i saharawi dalla loro terra con tanto di bombe di racimo, fosforo biano e napalm. non è stata nemmeno l’Algeria chi ha costruito (come dice Tina) il muro di 2700km riempito da mine antipersona. Non è l’Algeria chi ha inviato centinaia di migliaia di coloni per ostacolare il censimento della popolazione con diritto di sufragio nel referendum di autodeterminazione. Credo l’Algeria non c’entri nulla con l’espulsione da El Aaiún di Aminatu Haidar neppure con gli arresti degli 8 attivisti detenuti a Casablanca e che in questo momento aspettano che una corte militare gli condanni alla pena di morte.

    Paolo, sono stato più volte nei territori occupati del Sahara Occidentale, lì il Polisario non ha mezzi, non ha uomini, non ha nulla. Ma è pieno di saharawi che soffrono un’occupazione illegale solo per le ANSIE ESPANSIONISTICHE di un sultano che ruba e mente alla propria popolazione marocchina. ai saharawi gli tortura, gli mette in galere segrete (o in quella non più segreta conosciuta come La Cárcel Negra dove i reclusi riposano come sardine in lattina, vedi le foto su flickr con gente che dorme sotto i cessi).

    Il Marocco ha dato, con l’espulsione illegale di Haidar, la sua ennesima mostra di cecità e despotismo.

    Come amante del Marocco non vedo l’ora che quel sultano venga messo davanti alla corte penale internazionale e mandato dove deve stare: la galera!

    saluti

    SaharaLibreTorino

    • Ciao SLT,…la “busiarda”..ehehe..anche io sono piemontese sai?!.. Non voglio dare tutte le colpe all’Algeria, ci mancherebbe…sono sempre più convinto che la verità sta in mezzo…(enormi responsabilità di questo conflitto sono da attribuire alla Spagna). Detto questo le torture, le violenze e quant’altro sono state perpetuate da entrambi gli schieramenti….credimi…. le informazioni a riguardo del caso Haidar qui sono trattate con la massima diplomazia…sicuro è che il passaporto non le verrà restituito….circolano fotografie dove la separatista è immortalata con un bandiera dell’Algeria sulle spalle…questo tu non puoi immaginare quanto scuote (negativamente) l’opinione pubblica marocchina, tutta. Credo che Haidar abbia peccato di ingenuità tenendo conto che con il passaporto marocchino ha girato il mondo per difendere la sua causa, accusando (a torto o a ragione non importa) sempre e comunque il califfato. Il ritiro del passaporto è stato dettato da una semplice constatazione: sulla fiche di ingresso in aereoporto alla voce “nazionalità” la signora Haidar si è rifiutata di scrivere “marocchina”.

  5. logicamente Haidar non è marocchina, è il marocco che ha occupato illegalmente il S.O.; con diversi aiuti internazionali dagli USA di kissinger alla Francia di Giscard (la storia ci ha mostrato la poca etica di questi due personaggi).

    Vuoi dirmi che Haidar avrebbe dovuto mangiarsi la sua dignità per entrare a El Aaiún? Vuoi dirmi che il Marocco le ha dato un passaporto come regalo di anniversario? (è stata la pressione internazionale sul marocco che ha fatto sì che gli sia concesso un passaporto agli attivisti).

    Sulla Spagna: deve sopportare la metà della responsabilità di questa situazione in quanto Re Juan Carlos firmò gli “acuerdos tripartitos de Madrid” ovvero la concessione dell’amministrazione (mai la sovranità che risiede nel popolo) sul territorio al Marocco e Mauritania. Poco prima della firma, e dopo l’annuncio del Marocco di voler invadere il S.O., Juan Carlos I avrebbe promesso ai sahrawi che l’esercito spagnolo avrebbe lottato fino al ultimo goccio di sangue per il “sahara spagnolo e la sua popolazione”.

    Il successivi governi spagnoli hanno barattato il tema sahara per il tema pesca, e il problema immigrazione. Vergognoso! ma la popolazione spagnola (come sicuramente sai se leggi altro che il diktat del MAP) è 100% con il popolo sahrawi. Va detto pure che dal punto di vista del diritto internazionale il Marocco è lo stato invasore, l’amministratore rimane sempre la spagna.

    Sulle torture praticate da entrami schieramenti: ma sai chi ha iniziato il conflitto? chi è il primo responsabile della situazione? il Marocco solo! se poi il Polisario ha avuto l’aiuto dell’algeria e altri stati è stato un aiuto “con finalità di ristabilire la legalità internazionale”. Invece il Marocco (con aiuto di Francia, suo primo partner commerciale, e USA molto interessati ad avere un governo amico nel Maghreb); ha solo violato continuamente le risoluzioni adottate nel seno delle Nazioni Unite (unico foro competente per la risoluzione di controversie internazionali).

    Non puoi dire “entrambi hanno fatto…” C’è stata una guerra iniziata con l’invasione del Sahara Occidentale da parte del Marocco mentre si stava decolonizzando un territorio non autonomo d’accordo alla legalità internazionale.

    insomma non sono sullo stesso piano etico il polisario (frente de liberación) e il governo del Marocco (monarchia feudale con ansie espansionistiche non assecondate da nessun paese al mondo).

    Haidar e la bandiera: non la trovo quella foto, mi puzza di montaggio stile MAP per incazzare la popolazione marocchina (poveretti che davvero mi stanno tanto sympa). passami il link alla foto ti prego (fermo restando che Haidar è libera di mettersi la bandiera che le piaccia, e naturalmente l’algerina è per i sahrawi una bandiera amica, ricorda che è stato il paese che hospita i rifuggiati sahrawi da 34 anni).

    Tu che sei lì potresti dare una mano ai marocchini nella lotta contro il despotismo e la corruzione.

    saluti

    saharalibretorino

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