Riforme religiose in corso.

Né il luogo né il momento sono stati scelti a caso. E’ a Tétouan, città nel nord del Marocco, tradizionalista e conservatrice, segnata dall’integralismo, che il SAR Mohammed VI ha scelto di annunciare, sabato scorso, una riforma del dispositivo religioso nel Reame. Il sovrano ha svelato questo piano nelle ore della “Notte del Destino“, considerate come le più sante dell’anno per i musulmani perché segnano, qualche giorno prima della fine del Ramadan, la rivelazione del Corano al Profeta Maometto (vedi anche alla Cat.Religione). Forte della sua funzione di “Comandante dei credenti” (capo supremo dei musulmani) Mohammed VI ha deciso di mettere a nuovo le istituzioni religiose con un miglior inquadramento dei predicatori del Paese. Ogni provincia o prefettura avrà il suo Consiglio locale degli Oulema (teologi del Ministero degli Affar religiosi di Rabat). Il loro ruolo sarà di rispondere alle domande della popolazione e di controllare gli Imam delle moschee e “guidare le persone a combattere le congreghe mistificatrici che propagandano l’estremismo“. Questa ristrutturazione non é cosa di oggi, parte da lontanoi. Iniziata da SAR Hassan II, che volle combattere negli anni ’80 la ricaduta della rivoluzione islamica iraniana sul Marocco, é proseguita, a tappe, sino ad arrivare al figlio  Mohammed VI. Nel 2004, all’indomani degli attenti di Casablanca, le moschee non autorizzate furono interdette dalla loro funzione. “Il re deve essere  la grande e la sola autorità che sorveglia sulla preminenza del rito malekite (corrente religiosa moderata) attraverso tutto il Reame, per contrastare le autorità religiose autoproclamate“, spiega Rachid Benzine, ricercatore associato all’Osservatorio delle Religioni di Aix-en-Provence. La presa di posizione annunciata dal sovrano marocchino arriva all’indomani dello scandalo provocato dalla “Fatwa” emessa da un teologo della corrente salafista tradizionale che autorizzava un matrimonio con una bambina di nove anni (vedi anche alla Cat.Religione). Quest’uomo, Mohammed Maghraoui, é stato smentito il 21 settembre dal Consiglio Superiore degli Oulema, e il suo sito internet oscurato. Resta il problema che le autorità marocchine sono impotenti davanti a Internet e ai canali satellitari del Golfo, primo fra tutti il canale religioso Iqra. Uno di questi predicatori, Amr Khaled, che sprona ad un Islam conservatore, sta conoscendo un successo enorme. “Opera come i telepredicatori protestanti. Nello stesso modo che i cristiani, i musulmani bevono a tutte le sorgenti e fanno il loro mercato della religione. A queste condizioni, purtroppo, nulla assicura che le risposte approntate (dal potere politico) abbiano un riscontro attendibile e immediato“, sottolinea il ricercatore Rachid Benzine.

Fonts: Le Monde – Florence Beaugé

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