Spiaggie marocchine a rischio!

Il verdetto é arrivato! 28 stazioni balneari sono state giudicate NON conformi e quindi sconsigliate ai bagnanti. Sarà opportuno non bagnarsi nella spiaggia Calabonita, nella provincia di Al-Hoceima, a Asilah porto e a Tangeri città e Malabata. Le acque della spiaggia Miami a Larache, quelle di Rabat, Salé, Ouled Hmimoune e Ain Sebaa a Casablanca e ancora Sidi Ifni e nella provincia (tutta!) di Tiznit. Nel male una trentina hanno avuto dei miglioramenti. In tutti i casi la zona del mediterraneo conta 25 spiaggie e 71 stazioni di sorveglianza ripartite tra Saidaa e Tangeri. Il numero dei prelievi realizzati entro il maggio 2007 e febbraio 2008 sono stati 781, + 24,3% sul totale nazionale. La graduatoria é composta da quattro categorie: A (buona qualità), B (media qualità), C (momentaneamente inquinata), D (cattiva qualità). Gli autori del documento lanciano un grido d’allarme per la spiaggia di Calabonita dove le acque sono ogni giorno più inquinate. A Nador é urgente iniaziare una seria bonifica al fine di evitare l’inquinamento totale della Marchica dove proliferano alghe in gran quantità che restano poi a seccare sulla spiaggia. La stessa spiaggia dovrà essere ugualmente equipaggiata di docce e toilettes (inesistenti). Il rapporto ha preso in esame anche la costa Atlantica che ha a disposizione 75 spiaggie e 226 stazioni di vigilanza. Qualità A per Agadir e Taghzaout. Sidi Infni, bellissima e romantica, purtroppo deve dotarsi di un purificatore delle acque che vengono immesse in mare, quindi a oggi classificazione C. La Fondazione Mohammed VI per l’Ambiente, presieduta dalla principessa Lalla Hasna, ha creato l’etichetta “Pavillon bleu“, donata alle spiaggie più pulite del Paese, secondo gli standard internazionali in materia di qualità e sicurezza. In Marocco esistono delle spiaggie magnifiche, sia nella parte atlantica che quella mediterranea, ricordo quella di Laghzira, Essaouira, Tetouan e molte altre. Certo é che tanto deve ancora essere fatto in materia di inquinamento ambientale e, prima regola, far percepire alle popolazioni che salvaguardando l’ambiente si fà del bene se stessi, ai propri figli e agli altri. Importante sarebbe creare nelle scuole delle ore dedicate alla civiltà (qualcosa sta’ cambiando!) per far si che già da bambini possano percepire chiaramente le buone regole del vivere comune e del rispetto reciproco, cosa purtroppo ( lo scrivo con rammarico) che stenta a decollare anche nelle nuove generazioni.

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