Meravigliati Viaggiatori

museofoto

“Meravigliati viaggiatori

quante nobili storie

leggiamo nei vostri occhi

profondi come i mari”

Chi non ricorda queste parole, questi versi di Baudelaire scritti nel libro “Les fleurs du mal” del 1857? Parole scritte a Maxime Du Champs, che viaggiò con Flaubert sul Nilo organizzando dei veri reportages d’attualità. Si possono definire due grandi momenti dei viaggi in Marocco. Il XIX° secolo, sino al 1910; è a Tangeri che si ritrovarono gli europei in viaggio. Diplomatici e militari, commercianti e avventurieri, archeologi, pittori e scrittori. Dumas, Lotti, Matisse, Reygnault, frequentavano la libreria Arevalo; la vasta colonia di fotografi  lavorava negli studi di rue Siaghine. Dall’Andalusia, i viaggiatori del Grande Tour proseguivano verso il sud, scoprendo le rovine di Volubis e sovente continuavano verso gli splendori  merinidi di Tlemcen. A partire dal 1910, il Marocco entra nella modernità; le sue strutture vennero profondamente modificate. Flandrin realizza un inventario allargato della società, numerosi fotografi lavorano su ordine, come Belin, Garaud, Laribe, Chelle…opere individuali importanti furono realizzate: Clérambault, Lucien Roy, Chouanard, De Meyer, vissero diversi mesi a Tangeri. Cosa videro?  Meraviglie: luci, colori, uomini, donne, musica e danze, architettura..i musei. Questa esposizione alla Maison de la Photographie di Marrakech, propone un percorso cronologico: Tangeri dal 1870 al 1910 con una serie di rare immagini albuminate originali. Diverse lastre in vetro, del 1926, la cui tecnica cercò di inserire l’immagine nello spazio. E ancora diversi lavori di Nicolas Muller, nato in Ungheria, di cultura ebraica, che visse molti anni a Tangeri, durante gli anni della seconda guerra mondiale, sotto protezione del re  Mohammed V. Sono visibili i documentari di Daniel Chicault, del 1957, sui Berberi. I ritratti poi, sono onnipresenti così come i testi scritti dai fotografi che rafforzano le meraviglie vissute. Al di là dell’infinita diversità degli esseri, del tempo e dello spazio, siamo contemporanei  di questi uomini che, come noi, camminano con il viso al vento, che con le dita gustano del miele, raccolgono fichi profumati, dormono sotto gli olivi secolari, si amano, muoiono…

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