48 ore in Marrakech

Terra di contrasti e di stordimenti, Marrakech deve essere scoperta lentamente, gustata come una primizia rara e mai considerata come una semplice e banale terra di shopping a basso costo. Fascinoso punto di incontro tra l’Oriente e l’Occidente, l’antica città imperiale del Marocco non si svela facilmente agli occhi dei visitatori. La sua magia forse non incanta il viaggiatore al suo primo sguardo e bisognerà apprendere a conoscerla di notte come di giorno, lontano dai circuiti “ufficiali”, perdendosi nei suoi dedali inestricabili della medina, spingendosi sino alla Palmeraie, o sfogliando un libro all’ombra dei giardini Majorelle. Questo vademecum vi sarà utile per scoprire al meglio Marrakech, la città rossa, in due giorni, intensi ma assolutamente indimenticabili, per tutti quelli che non hanno a disposizione che un week-end lungo o qualche giorno last-minute da strappare alla routine quotidiana della vita.

marrakechGiorno 1

Ore 10.00 – Moschea della Koutubia

Punto di referenza spirituale e fisica della città, la moschea della Koutubia , il cui nome significa “libro” in quanto sul suo piazzale sin dal VIII° secolo si vendevano manoscritti religiosi, fu eretta nel 1150 dagli Almoravidi. È riconoscibile ovunque si guardi in città per il suo spettacolare minareto, ed è considerata la porta “ufficiale” per entrare nella medina antica. Particolarità: il richiamo alla preghiera è svolto da un oratore “on live”, cinque volte al giorno, contrariamente a quasi tutte le altre moschee dove l’appello è pre-registrato. Per una camminata nei suoi giardini vi raccomando di attendere le ultime ore del giorno, quando la luce del tramonto rivela tutto lo splendore della struttura.

Ore 12.00 – Place Jemaa el Fna

Inserita nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità (così come la medina storica) dall’UNESCO nel 2001, la piazza è un condensato di tradizioni degli abitanti della città vecchia. Calma e piatta al mattino, inizia ad accogliere gente poco per volta, arrivando verso sera ad un vero delirio di esseri umani. Incantatori di serpenti, venditori di olio di argan, sapone nero, succhi d’arancio, frutta secca e articoli artigianali, venditori di acqua…tutto si mescola in un turbinio quasi invivibile che lascia spazio all’immaginazione e al sogno. Attenzione: i turisti occidentali sono velocemente addocchiati e rischiano di essere abbordati con insistenza. Al calar della notte, i banchetti di cibarie, i cantastorie, i danzatori e i maghi, sostituiscono le tatuatrici e gli incantatori di serpenti. Indimenticabile: un mechoui al chiaro di luna.

Ore 13.00 – Necropoli di Al Mansour (Tombe Saadite)

Nel cuore del quartiere della Kasbah, dietro alla moschea Al Mansour, questo giardino raccolto e intimo venne recuperato dalla dinastia saadita per ospitare le tombe dei suoi re e dei famigliari. Un ora è più che sufficiente per ammirare questo prezioso scrigno di bellezza. Da non perdere (mettetevi in fila pazientemente): la Sala delle 12 colonne, in marmo di Carrara.

 Ore 14.00 – Passeggiata nella Mellah (quartiere ebraico)

Quartiere ebraico tradizionale di Marrakech, la mellah conserva tutta la sua autenticità (verificate i balconi esterni con i simboli ebraici incisi nel ferro e negli intonaci) e i suoi labirinti. Lontano da essere un ghetto, raggruppa diverse corporazioni di artigiani come i tessutai e molte eccellenze in  epoche lontane. Oggi si incontrano per lo più magazzini di spezie. Consiglio: Uno sguardo alla sinagoga eretta nel 1492 e al cimitero, nei pressi della porta di Bab Agnaou.

Ore 15.00 – Lunch al Café des Epices

Sulla piccola e poetica Place des Epices (Rahba Kedima), ex mercato di schiavi neri provenienti dal Mali e dalla Mauritania (all’avvento del colonialismo si proibì questa pratica), lontani dal caos incessante della Place, è situato il Café des Epices, piccolo bar con tanti panini e piatti tipici, avvolti dal nebulizzatore che dona freschezza nelle giornate torride. Da gustare: i sandwich con il tonno e verdure.

Ore 16.00 – Museo Dar Si Said

Consacrato all’artigianato del legno , della ceramica e della pelle, le collezioni di questo museo provengono essenzialmente da Marrakech e dalle regioni del sud del paese. Vetrina eccezionale dell’artigianato marocchino, Dar Si Said, situato nella parte centro-sud della Medina, offre una decorazione di interni spettacolare.

Ore 20.00 – Serata alla Place Jemaa el Fna

Vi consiglio caldamente di passare una serata “in piazza”. Potete mangiare tranquillamente ai banchetti con tanti piatti tipici a disposizione. Tutto è fresco,i prezzi sono “politici” e l’igiene, nel limite del possibile, è curata. Se proprio non ci riuscite accomodatevi da Chez Chegrouni, in terrazza, dove vi raggiungerà il suono della musica proveniente dai tanti musicisti presenti ogni sera con le loro performance. Per gli innamorati: per finire in bellezza fatevi accompagnare al vostro Hôtel/Riad su di un caleche trainato dai cavalli.

medersa-ben-youssef-marrakech

Giorno 2

09.00 – I giardini Majorelle e il Museo di Arte Berbera

Una vera oasi di pace nel centro città. I giardini Majorelle sono uno dei luoghi più visitati di Marrakech dove è possibile ammirare una collezione unica di piante esotiche e di cactacee, avvolti dal colore blu Majorelle, irresistibile e inimitabile, a cui il pittore ha donato il suo nome. Il Museo di Arte Berbera, voluto fermamente da Yves Saint Laurent, aperto nel 2011, permette l’incontro con le tradizioni dei popoli di montagna e del deserto marocchino. Uptodate: non dimenticate di visitare la piccola sala dove esposti i cartoni di invito alle sfilate di YSL, nei pressi della boutique.

Ore 12.00 – Souks

“Nocciolo duro” della Medina, i mercati artigianali sono una serie eccessivamente complessa di stradine e passaggi che non sono molto cambiate nel corso dei secoli. Serve molto tempo per intraprendere il duro cammino dell’acquisto, sempre avvolto dalla negoziazione, impegnativa e a volte stressante. Per una vasta selezione di prodotti di artigianato locale, situato ai bordi delle mura esterne della Medina, troverete la Maison de l’Artisanat, dietro alla sede del Comune. In questo centro troverete gli stessi oggetti dei souks con artigiani gentili e disponibili; qui la vendita “sotto pressione” è proibita. Per non perdersi: ricordate che tutte le strade in salita portano alla Place.

Ore 14.00 – Palazzo della Bahia

Terminato di costruire alla fine del XIX° secolo, si racconta che questo palazzo costruito nel più puro stile arabo-andaluso, aveva come principale vocazione di ospitare gli amori del Gran Vizir Ahmed Ben Moussa e delle sue concubine. Contrasti: il contrasto con il Palazzo El Badii, costruito dai saaditi nel 1603 ed oggi in rovina, è impressionante.

Ore 16.00 – Medersa Ben Youssef

Altro gioiello dell’architettura arabo-andalusa, questa antica scuola coranica poteva accogliere al suo interno oltre 900 studenti di teologia. Alto luogo spirituale musulmano nel periodo saadita, la medersa venne restaurata tra il 1960 e il 1982 ed è oggi una delle principali attrazioni turistiche di Marrakech. In velocità: a lato della piazza Ben Youssef la Koubba almoravide, oggi chiusa. Potete ammirarla dall’esterno (troverete al lato dell’ingresso un cartello descrittivo).

Ore 17.00 – Museo della Fotografia

Una visita a Marrakech non è completa se non è prevista una visita a questo piccolo riad che ospita l’opera dei fotografi occidentali che incrociarono i loro sguardi sulle innumerevoli scene della vita quotidiana in Marocco tra il 1870 e il 1919. Sguardi magnificati con un paese che oggi è in parte scomparso e dove, secondo la testimonianza di Eugène Delacroix, “la bellezza ti stordisce ovunque”. Why not? Cercate il titolare, un signore francese colto e simpatico, vorrà sicuramente farvi da cicerone e vi meraviglierà con la sua conoscenza.

Ore 20.00 – Serata al Dar Zellij

Splendido riad-museo del 1700, restaurato ad arte, dove si può gustare una cucina tradizionale marocchina di qualità superiore. Vi consiglio un aperitivo in terrazza (si, qui gli alcolici sono serviti) dove potrete ammirare una medina illuminata e piena di vita. Consigliato: agli inguaribili romantici.

Come arrivarci?

Marrakech e il suo aereoporto sono facilmente raggiungibili dall’Italia con voli Low –Cost dell’Easyjet e di Ryanair. Vi consiglio di controllare anche il sito di Air Arabia (linea Low-Cost della Royal Air Maroc). Voli di linea giornalieri con Royal Air Maroc sono previsti dall’Italia su Casablanca (partenze da Torino, Milano e Roma) che dista circa 200 Km da Marrakech, raggiungibile con treni veloci in partenza ogni 30 mn dal centro città della città bianca.

luci

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