Lixus, il Giardino delle Esperidi

lixus È qui, nel Giardino delle Esperidi, che Ercole raccolse i pomi d’oro, terminando la undicesima delle dodici fatiche della leggenda. Lixus è situata su di una collina che domina la piana. Il sito archeologico dista 3 km dall’Oceano Atlantico, all’imboccatura del fiume Loukkos, ed è incluso nel perimetro urbano della città di Larache, poco distante da Tangeri.  A nord, Lixus è circondata da colline che a loro volta sono abbracciate da una splendida foresta di querce. Il sito venne alla luce, in una attività di scavo, tra il 1948 al 1969. Negli anni ’60 Lixus venne alla ribalta grazie al consolidamento e al restauro di alcune importanti ritrovamenti. Nel 1989, dopo un colloquio internazionale che riunì numerosi specialisti, storici e archeologi del Mediterraneo, si decise di recintare una parte importante dei ritrovamenti. Un enorme lavoro venne intrapreso sui mosaici scoperti, di cui uno in particolare, che ritrae il Dio Nettuno della grandezza di 60 metri! Al momento sono visibili una cintura muraria, il quartiere dei Templi o l’Acropoli, che comprende numerosi templi antichi, delle terme d’epoca romana, una casa d’epoca islamica e una moschea. E ancora un teatro/anfiteatro, un quartiere di epoca romana, un quartiere di epoca pre-romanica ed un insieme industriale di fabbriche di salatura (uno dei più importanti dell’occidente mediterraneo). La cronologia del sito, allo stato attuale delle ricerche, inizia dall’epoca fenicia, dal VII° secolo A.C.,  al XII° secolo D.C. e si estende su di una superficie di 75 ettari. Le zone scavate costituiscono circa il 20% di tutta la superficie. I monumenti scoperti sono stati rialzati da terra anche di 3 metri e, per mancanza di fondi, l’80% del sito è ancora inesplorato. L’ultima grande scoperta risale all’agosto 1999 quando una equipe di archeologi marocchini scopri’ una fattoria presso l’imboccatura del fiume Loukkos, datata verso il I° secolo. L’attività della fattoria era principalmente nella coltivazione di olivi e vigne. La fattoria venne distrutta verso il III° secolo durante un guerra. In effetti gli studiosi trovarono nel sito dei ferri di lance, dei giavellotti e delle palle in pietra che servirono per le lancia-pietre e le catapulte. La fattoria romana fu costruita su di una necropoli datata tra il VI° secolo e il IV° A.C.. Durante uno scavo efettuato tra il 18 giugno e il 22 luglio dello stesso anno venne alla luce una tomba costruita in una pietra intagliata e ricoperta da grandi lastre dello stesso materiale. Questa tomba comprendeva degli accessori funerari, un piatto, un mestolo in bronzo depositato vicino al cranio della salma e, ai suoi piedi, una grande giara in terracotta. Alcuni ossa dello scheletro erano dipinte in ocra/rosso ed indicavano che il morto apparteneva ad una categoria sociale superiore, come testimoniano il valore degli oggetti funerari ritrovati e le cure apportate alla sua sepoltura. Lixus è proprietà dello Stato ed è una zona archeologica protetta dalla legge (n.22/80) sul Patrimonio Archeologico.

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