Economy: FMI controlla il Marocco

L‘economia marocchina offuscata e molte riforme devono essere approvate per frenare il cattivo andamento attuale. Il Governo è accusato di lentezza e inefficacia. Degli esperti del Fondo Monetario Internazionale dovranno analizzare queste riforme e se giudicheranno che sono insufficienti il rischio di una sospensione della « linea di precauzione » di 6,2 miliardi di dollari  diventerà un incubo.

Maroc-caisse-compensation

Questi esperti del FMI sono attualmente in Marocco per una “mission” quasi impossibile : fare il punto sugli sforzi presi dal Governo per attuare delle riforme strutturali, in primis la riforma della Cassa di Compensazione, il regime delle pensione, il calo degli ingressi fiscali. RIforme, che dovranno aprire la strada della “linea di precauzione” di liquidità pari a 6,2 miliardi di dollari accordati dal FMI, linea che il governo, molto provato, avrà molte difficoltà a portare in rada. Le riforme, sempre più difficili da attuare, tra cui la cassa di compensazione dei prezzi calmierati, il cui budget equivale all’8% del PIL nel 2012. Reclamate dall’opposizione e dal FMI, questo ventaglio di riforme è oggi sporcata da un dibattito politico surrealista tra il governo Benkirane e l’opposizione. Il Governo vuole mantenere la cassa di compensazione dei prezzi con qualche trasformazione, mentre l’opposizione, tra cui l’Istiqal, vorrebbe sopprimere e accordare un aiuto diretto ai più demuniti. Nel 2012, la sovvenzione dei prezzi di prima necessità è costata al bdget dello Stato qualcosa come 54 miliardi di DH (circa 5,4 miliardi di euro), tra cui la sovvenzione dei prezzi dei cereali. La settimana scorsa, un rapporto  dell’Alto Commissariato marocchino al Piano (HCP) confermava la cattiva salute dell’economia marocchina. La caduta della crescita economica marocchina nel 2012 sta proseguendo in questo 2013 e si spiega, secondo l’HCP, dal  ribasso del valore aggiunto agricolo del 8,9% sul volume (+5,6% nel 2011), mentre il rialzo del valore aggiunto degli altri settori economici si è stabilizzato al 4,4% nel 2012, contro il 2 ,7% nel 2011. Il tasso di crescita del PIL (agricoltura esclusa) è sceso al 4,5% nel 2012 contro il 4,9% del 2011. Il capo del Governo, Abdelilah Benkirane, ha riconosciuto  “il cattivo momento” attuale dell’economia marocchina, indicando che l’anno 2011 è stato archiviato con un deficit del 6,1% del PIL contro le previsioni del Governo che stimava un 3,5%, deteriorandosi ancora nel 2012 al  7,1%. La legge finanziaria 2013 si basa su un deficit budgettario del 4,8% del PIL, un tasso di crescita del 4,5%, un inflazione a meno del 3% e un tasso di disoccupazione a meno del 10%. Per il Presidente del RNI, Salaheddine Mezouar, ex ministro delle Finanze sotto il precedente governo diretto dall’Istiqal, la legge 2013 non  “invia messaggi forti per rilanciare la crescita” . Mezouar stima che questa legge manca di innovazione e di stimoli seri per l’incoraggiare l’impiego e se questo è l’orientamento, il FMI potrà sospendere la sua linea di precauzione. Nei migliore dei casi, stima L’Economiste, è obbligatorio un piano di rilancio che si prenda carico della lentezza sull’esecuzione di certe riforme. Il FMI non crede più alle promesse del Governo Benkirane che prevede di ristabilire gli equilibri macro-economici a medio termine, aggiunge il quotidiano finanziario marocchino. E la situazione dell’economia è lontana dall’essere brillante. A fine aprile, il deficit budgettario si è attestato a 21,3 miliardi di DH, quasi  la metà della previsione (43,5 miliardi) stimata dalle legge finanziaria 2013. Tutto questo allontana ancor più le previsioni di un ritorno progressivo del deficit sotto il 3% nel 2016. Nel 2012 si è attestato al 7%. Secondo diversi economisti marocchini, tutti questi dati potranno far rivedere completamente al FMI il sostegno alle riforme in corso nel paese e tornare indietro  sulla linea di precauzione di liquidità di 6,2 miliardi di dollari. E’ dell’altra settimana la notizia che l’indice MSCI (Morgan & Stanley Country Index) ha deciso di declassare il Marocco da “Paese Emergente” a “Paese Frontaliero” e  questo comporterà una caduta di investimenti stranieri.  Un vero incubo.

Credits: Maghrebemergent – Boualem Alami

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