Dove sta andando il Marocco?

Una ragazza , vestita all’occidentale e con abiti leggeri, è stata vittima di linciaggio, nelle vicinanze del mercato  centrale della capitale marocchina, da alcuni individui che, secondo i testimoni, presentavano chiari segni di estremismo religioso (barba, abbigliamento). Gettata a terra e lapidata, questo è quello che ha subito la giovane ragazza che indossava una minigonna di jeans e un top, fomentando l’ira dei salafisti che hanno giudicato la sua tenuta come un incitamento alla dissolutezza, così riportano i media nazionali, choccando i sostenitori delle libertà e della Costituzione varata il 1° luglio 2011.  “Io credo nella libertà, Dio ci ha creati liberi..Chi è Benkirane per dire ai marocchini di non rasarsi la barba o per imporre il hijab? Le libertà individuali sono sacre e intangibili”, ha dichiarato qualche tempo fa il capo del Governo filo-islamista difendendosi dalle accuse lanciate al suo governo da alcuni membri della società civile come l’Associazione Bayat Al Hikma della deputata riformista  del  PAM  Khadija Rouissi, definendo l’agressione alla ragazza  ” barbaro“,  ricordando che  si è verificata nel momento in cui il paese è governato dagli islamisti. “L’aggressione è avvenuta sotto un governo diretto da un partito islamico, che potrebbe bloccare il movimento in favore della democrazia, delle libertà e del rispetto delle leggi”, ha dichiarato ieri Rouissi. Da ricordare che un deputato del  filo-islamico PJD, Abouzad El Idrissi, ha chiesto alle istituzioni, tramite il governo, di approvare una giornata “della castità e della modestia”, raggiunto nel suo abominevole  appello dal capo salafista Mohamed Fizazi. Non è a tutti gli effetti propriamente da fondamentalisti islamici fare atto di castità tenendo presente che sposano, obbligandole, bambine di 12/13 anni (per noi volgari e dissoluti  occidentali si tratta di PEDOFILIA!) e accumulano, come  uno stock di merci, tre o quattro mogli. Su Facebook, militanti dei diritti umani, giornalisti e semplici cittadini “democratici” si sono riuniti sotto lo slogan “Debardeur w Bikhir” (letteralmente Star bene in canottiera), per dare sostegno alla giovane aggredita, e denunciare i fatti giudicati pericolosi e regressivi per i diritti e le libertà in Marocco.  Purtoppo questi avvenimenti aumentano di mese in mese dall’inizio del potere governativo filo-islamico  che i cittadini hanno votato, lo ricordo, con libere elezioni. Purtroppo si tratta di una larga maggioranza del paese senza cultura alcuna,  tenuta in ostaggio da predicatori senza scrupoli che, in cambio di soldi, generi alimentari e favori, sono riusciti ad imporre il partito islamico nel governo del paese. È drammatico tutto questo, per un paese che a grande velocità stava cercando di raggiungere gli standard europei, con investimenti importanti, con nuovi diritti e con una democrazia tout-court che però, da qualche mese, tarda ad arrivare. Speriamo nei giovani marocchini perchè sappiano discernere la religione dalle leggi e dalla vita pubblica. Ho dei dubbi.

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