Il Marocco di Marguerite Yourcenar

La grande e irraggiungibile scrittrice belga, Marguerite Yourcenar, resta per me un mito. Ho scritto qualche riga nel post relativo al film che è stato girato un paio di anni fa a Ouarzazate e non ancora uscito nelle sale,  sull’imperatore Adriano e Antinoo. “Memorie di Adriano“, il Libro. Lo conobbi intorno agli anni ’80, grazie ad un erudito amico/collega che rivolgendomi una domanda a proposito della mia conoscenza su questo scritto e ricevendo una negazione come risposta, mi disse:” Non è un libro, è il Libro“. Da quel momento in poi questo splendido diario/romanzo è parte della mia vita, così come tutti gli altri libri della Yourcenar. La sua vita è stata un romanzo, a volte misteriosa e inarrivabile.È da qualche mese che cerco di ripercorrere il suo viaggio in Marocco e le biografie sono veramente scarne di informazioni e a volte incomplete. In tutte si parla di un suo viaggio in Marocco nel 1981, in compagnia del suo ultimo giovane compagno, Jerry Wilson; partirono per questo lungo viaggio il 22 gennaio 1981, qualche giorno dopo il suo ingresso alla Académie Française. Il viaggio si proponeva di visitare l’Algeria, il Marocco, la Spagna e il Portogallo. A Taroudant, tra il 5 e l’11 marzo 1981, la Yourcenar scrisse una postfazione a quel capolavoro che si chiama “Anna, soror..“, nella raccolta “Come l’acqua che scorre“. Mi trovo, quando rileggo questo splendido libro, a fantasticare sulla scrittrice, intenta nella stesura della postfazione, su qualche terrazzo della medina di Taroudant, immersa nella luce e nella atmosfera del Marocco, assorta nei suoi pensieri. yourcenarlibroIl secondo viaggio in Marocco, nel 1987, anno della sua morte, con Christian DumaisLvowski, e il fotografo Saddri Derradji. Nessuna biografia ne fa cenno. E grazie ad alcuni scritti del fotografo Deeradji che si può risalire ai 12 giorni trascorsi in Marocco dalla Yourcenar. La scrittrice visitò diverse città come Taroudant, Essaouira e Féz, uscendo generalmente il mattino presto e la sera, al tramonto del sole, per evitare il grande caldo del pomeriggio. Il fotografo descrive alcuni anedotti di quelle giornate vissute accanto alla scrittrice, come l’ilarità che suscitava quando parlava in un francese da “banlieue” (periferia), come lo definiva la Yourcenar. Il fotografo era di origini algerine, non parlava l’arabo e manteneva una pronuncia francese non propriamente perfetta, e questo faceva sorridere e divertire la scrittrice. O quando, alle porte del deserto incontrarono dei pastori, dei giovani ragazzi che accompagnavano ai miseri pascoli le loro pecore; la Yourcenar si fermò e volle vedere da vicino gli animali, gli accarezzò e ne abbracciò qualcuno. Alla sera poi ebbe un incontro con un signore che le propose di assistere ad una festa religiosa musulmana, una festa segreta, che si svolgeva abitualmente in privato, lontano dagli occhi di sconosciuti. Ovviamente la Yourcenar fu molto attratta da questa proposta ma quando poi il signore gli spiegò che avrebbe “mangiato dell’ottimo montone” allo spiedo la scrittrice, in maniera molto charmant, rispose: “I montoni.., i montoni io gli abbraccio, io non li mangio, signore“. yourcenar1Molte fotografie vennero scattate durante il suo soggiorno in Marocco; alcune di queste ritraggono la scrittrice che si protegge dal sole e dalla sabbia del deserto con i suoi famosi scialli. Quasi una sorta di touareg traspare da quelle immagini e come sfondo, delle antiche medine. In una di queste medine un giovane marocchino si propose, spontaneamente, di essere la sua guida perchè aveva capito che il gruppo si era perso nei meandri dei vicoli. Una fotografia in particolare è impressa nei ricordi di Derradji e ritrae la scrittrice in compagnia di alcune donne marocchine intente a sistemare dei fiori. Sembrerebbe una fotografia costruita ma non lo è affatto. Nel patio dell’Hotel la Yourcenar appare sorridente e sempre serena. Tutte le immagini di questo viaggio sono racchiuse in un libro di Christian DumaisLvowski, “La Promesse du seuil“, dove si restituiscono le circostanze dell’incontro tra la Yourcenar e Lvowski in terra marocchina. Questa recita intimista offre una panoramica attenta della scrittrice nelle sue manifestazioni di vita quotidiana, lavorando al suo ultimo libro, inquieta sui destini del mondo. Lo stesso Lvowski avrebbe dovuto accompagnare la Yourcenar in Asia, alla fine del 1987, ma la morte della scrittrice, il 17 dicembre 1987, pose fine al progetto. Le fotografie di questo libro (disponibile su Amazon.com) sono tutte di Saddri Derradji, ultimo testimone di una grande passione della Yourcenar: il viaggio come scoperta.

Tutto è già stato vissuto e rivissuto migliaia di volte dagli scomparsi che portiamo dentro le nostre fibre, cosi’ come portiamo in esse le migliaia di esseri che un giorno saranno“.

Marguerite Yourcenar

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