Marocco: Islam e Cannabis, una liason dangereuse

Qualcosa come 550 ettari di terreni appartenenti al Ministero degli Habous e degli Affari islamici (massima autorità nell’ambito religioso), nella regione di Ouezzane, saranno dati in affitto a degli agricoltori che coltivano cannabis. Questo è quello che ha rivelato lunedì il consigliere del Partito Autenticità e Modernità (PAM) Larbi Mharci, durante una seduta della seconda camera del Parlamento. Una parte del budget del Ministero degli Habous e degli Affari Islamici proverebbe dunque dalla coltura della cannabis, e servirebbe a pagare i salari di certi oulemas, imam e impiegati delle moschee.   Diverse personalità della regione di Ouezzane, interpellate dalla redazione di Bladi.net, hanno affermato che non si tratta di una novità per tutta la regione di Mokrisset, a circa 30 km a nord di Ouezzane, dove le terre degli Habous sono affittate regolarmente ai produttori di cannabis da circa una decina di anni. In Marocco, uno dei primi produttori mondiali di cannabis, 47.500 ettari di terreno  sono consacrati alla cultura del cannabis nel 2010, contro i 134.000 ettari del 2003, secondo una stima dell’Organo Internazionale di controllo degli stupefacenti (OICS). Della serie si predica bene (molto bene) e si razzola male!

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