Marocco: donne all’attacco contro il Governo.

L’universo femminile politico marocchino ha protestato calorosamente, giovedi’ scorso, durante la presentazione del programma del nuovo Governo, presieduto da Abdelilah Benkirane (segretario del PJD, partito islamico), davanti alle due Camere del Parlamento. Tutte quante alzavano dei cartelli del Movimento per la Democrazia Paritaria mentre davanti al Parlamento moltissime altre manifestavano durante il discorso del capo del governo. All’interno dell’Emiciclo i membri del Governo hanno preso il loro posto, 30 uomini e una sola donna, che quasi annegava in un mare di uomini. “Una donna e 30 uomini?, è questa la parità?”, chiedeva con forza una attivista del Movimento per la Democrazia Paritaria prima di avere un pensiero per la ministra velata Bassima Haqaoui. Per poi pariodare la canzone e intonare il refrain “di 30 uomini al governo, e io, e io, e io”. Giovedì scorso le donne hanno  protestato, rivendicato e fustigato. “La nostra presenza qui è un modo per dare voce alla dignità, all’uguaglianza e alla democrazia”, gridava una marocchina in collera. Tutti quelli che hanno risposto all’appello del movimento nato alla vigilia delle elezioni legislative sono corsi per gridare tutta la loro indignazione, tutta la loro collera per questa retromarcia della democrazia e di tutte le conquiste acquisite  a suo tempo dai marocchini. “Chi osa ancora parlare di democrazia se la metà della società è stata esclusa dai comandi del potere? E dire che la Costituzione prevede la creazione di un consiglio di uguaglianza! La composizione del governo capitanato da M. Benkirane dimostra che l’uguaglianza non è che uno slogan, un discorso. Per quanto riguarda la parità, siamo molto lontani”, ha affermato un militante dei Diritti Umani. Ad ogni buon conto, le iniziative femminili si moltiplicano. Una petizione è stata avviata dall’Associazione Women’s Tribune, sotto forma di lettera aperta indirizzata al capo del Governo e ai partiti politici, lettera che denuncia la quasi assenza delle donne nell’attuale governo, oltre alla sottorappresentazione negli stati maggiori di tutti i partiti politici nazionali. La petizione si spinge più lontano chiedendo un rimpasto ministeriale e domanda espressamente alla capo dell’esecutivo di identificare nell’immediato i mezzi per correggere questa ingiustizia che crea un grave danno all’immagine del paese, sia al suo interno che all’estero. Inizia bene il nuovo Governo, dopo le tante promesse nella campagna elettorale a favore delle donne marocchine come la non obbligatorietà nell’indossare il velo, la parità tra i sessi e molto altro ancora. Parafrasando una famosa canzone si trattava di “parole, parole, parole”.

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