Corruzione in Marocco: stadio (quasi) terminale

Il nuovo governo che farà della moralizzazione e del risanamento della vita pubblica una delle sue priorità, avrà bisogno di trovare la bacchetta magica per venire a capo di questo flagello che mina l’economia del paese e della società. La corruzione purtroppo, è ben radicata nel quotidiano dei marocchini, ne è riprova il fatto del poco invidiabile piazzamento nella classifica internazionale. L’ultima, emanata dall’ONG Trasparency International, riconosciuta a livello mondiale per la pertinenza dei suoi indicatori e l’oggettività delle sue conclusioni annuali, parla chiaro. Il Marocco figura tra i paesi più corrotti del mondo arabo. Con uno score di 3,4 su 10, si classifica all’80° posto nell’indice della percezione della corruzione per l’anno 2011. Questo indice si basa sulla percezione del livello di corruzione dei paesi afflitti dalle loro amministrazioni pubbliche e dalla classe politica. La constatazione è senza appello: anche se alcune leggi anti-corruzione sono state adottate e anche se le autorità si sono fatte carico di sradicare questa tendenza nefasta, la corruzione è largamente diffusa nei diversi strati della società marocchina e di fatto quasi impossibile da sconfiggere. La situazione è tale che il Marocco non cessa di essere posizionato nei vertici mondiali della corruzione portandosi dietro tutte le conseguenze negative che bloccano lo sviluppo del paese e gli investimenti. Il grave difetto del Marocco è che nessuna conseguenza penale reale viene applicata negli atti di corruzione e nella malvessazione che regna negli affari pubblici. Altro esempio lampante: le autorità hanno legiferato sul mercato pubblico ma queste leggi non sono mai state applicate. Per convincersi di questa situzione basta leggere i rapporti della Corte dei Conti che rileva, una dietro l’altra, le derive nelle imprese pubbliche. Per capovolgere questa tendenza e cambiare l’immagine del paese, sarebbe opportuno che lo stato dia dei segnali forti e sottometta tutti i dossier penali davanti ai tribunali che dovrebber, a loro volta, essere intransigenti e pronunciarsi con pene esemplari contro questi delitti, riducendo e arginando così questa pandemia. Per fare tutto questo (ne sa qualcosa anche l’Italia), è necessaria una reale volontà politica e una lotta permanente per riuscire a passare dalle dichiarazioni di buone intenzioni agli atti, unica strategia dissuasiva.  Per discutere sul flagello della “Corruzione in Marocco” che frena enormemente lo sviluppo del paese, uno spazio su Facebook è stato aperto da poco.

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