Il Marocco e Standard & Poor’s

Standard & Poor’s mantiene, per il momento, la sua fiducia sul Marocco. L’agenzia ha confermato il classamento BBB con prospettiva stabile. Il reame ebbe l’accesso alla categoria “Investimenti graduali” nel marzo 2010. S&P non crede, per il momento,  di ritoccare le note del paese dopo le elezioni legislative che hanno visto la vittoria del partito islamista moderato PJD. Per l’Agenzia , il nuovo governo sarà giudicato per le sue capacità a sostenere la stabilità economica e il consolidamento budgettario e non sulla qualità dei suoi membri. In breve, le note del Marocco potranno degradarsi o evolversi positivamente indipendentemente dalla presenza degli islamisti al potere. Nella sua ultima valutazione sul Marocco, l’agenzia di rating internazionale ha valutato “i rischi che incorrono sull’economia nazionale, molto elevati in ragione della sua forte dipendenza a fattori esterni”. I settori dell’agricoltura o del turismo sono alcuni di questi in ragione dell’esposizione ai condizionamenti climatici per il primo e  alle congiutture internazionli per il secondo.  Questo ha di fatto mantenuto il Marocco nel gruppo 8 su una scala di 10, in compagnia dell’Argentina, l’Egitto, l’Azerbaidjan o ancora la Bolivia. Dopo la sua nomina a capo del Governo, Abedelillah Benkirane tenterà di concretizzare le sue promesse elettorali. Il programma economico del PJD ha la pretesa di realizzare un tasso di crescita del 7% e uno stop al deficit budgettario che vorrebbero assestare al 3% del PIL. Il deficit  ora è al 4,5% e si chiuderà nel 2011 con un 5%. In assenza di misure concrete si toccherà il fondo, avvertono gli economisti. Il progetto economico del PJD prevede anche una riduzione del tasso di povertà alla metà dell’attuale proponendo una soluzione: tassare i ricchi e dall’altro lato tassare del 40% gli introiti della classe media dal 2012 al 2016. L’equipe di Benkirane dovrà inoltre mettere mano alla riforma della compensazione. Gli economisti del partito hanno contestato il mancato sviluppo al governo uscente, tacciandoli di essere stati privi di coraggio sul dossier delle nicchie fiscali. In ogni caso, le misure del prossimo governo saranno tenute in stretta osservazione da S&P.

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