Genova Disperata!

Ho vissuto la mia giovinezza a Genova. Arrivai a  23 anni e ripartii a 30, l’anno che morì  mio padre. I ricordi più belli della mia vita sono li, in quella città moribonda è splendida, carica di emozioni, di storie, di vite, di carrugi orientali simili ai souk in cui vivo oggi. I miei amici più cari, i miei amori, la carnalità di un età magica, tutto questo mi ricorda Genova. Vivevo in una minuscola mansarda nel centro storico, a due passi dalla casa di Cristoforo Colombo, dietro alla piazzetta delle Erbe. Era tutto magico allora, tutto era pura poesia anche se a fine mese mangiavo delle grandi patate. Sono incollato alla TV e al web per vedere, capire, soffrire, con i genovesi. Gente dura, ruvida, difficile da farti amica, ma quando ti apre il cuore e per sempre. A Betty e alla sua famiglia e a tutti quelli che mi hanno voluto bene dico solo che passerà, fatevi forza ma voi di forza ne avete a palate..siete gente di mare voi. Come De André.

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2 risposte a “Genova Disperata!

  1. Sì passerà, come nel ’70. Ero piccola, avevo 9 anni, e dalla finestra guardavo con eccitazione mio padre con l’acqua alla vita cercare inutilmente le chiavi dell’auto. Fui impressionata dai racconti su una galleria invasa dalle acque del Bisagno, dove le macchine venivano trascinate dalla furia dell’acqua mietendo vittime. D’altro canto ero contenta di non andare a scuola…. Anch’io mi unisco a tutti i miei amici genovesi e a tutta la mia Genova, la città dove ho vissuto gli anni più belli, quelli della mia infanzia, la città che più mi è rimasta nel cuore e che non ti abbandona mai, misteriosa e semplice, buia e luminosa, generosa come una madre partoriente i suo figli dal buco di una creuza. Genova è il mondo e racconta il mondo, storie di di naviganti e pescatori.
    Oggi Genova è anche l’alluvione.

    Elisabetta

    Dolcenera

    Fabrizio De Andrè

    Amìala ch’â l’arìa amìa cum’â l’é
    amiala cum’â l’aria ch’â l’è lê ch’â l’è lê
    amiala cum’â l’aria amìa amia cum’â l’è
    amiala ch’â l’arìa amia ch’â l’è lê ch’â l’è lê

    Guardala che arriva guarda com’è com’è
    guardala come arriva guarda che è lei che è lei
    guardala come arriva guarda guarda com’è
    guardala che arriva che è lei che è lei

    nera che porta via che porta via la via
    nera che non si vedeva da una vita intera così dolcenera nera
    nera che picchia forte che butta giù le porte

    nu l’è l’aegua ch’à fá baggiá
    imbaggiâ imbaggiâ

    Non è l’acqua che fa sbadigliare
    (ma) chiudere porte e finestre chiudere porte e finestre

    nera di malasorte che ammazza e passa oltre
    nera come la sfortuna che si fa la tana dove non c’è luna luna
    nera di falde amare che passano le bare

    âtru da stramûâ
    â nu n’á â nu n’á

    Altro da traslocare
    non ne ha non ne ha

    ma la moglie di Anselmo non lo deve sapere
    ché è venuta per me
    è arrivata da un’ora
    e l’amore ha l’amore come solo argomento

    e il tumulto del cielo ha sbagliato momento
    acqua che non si aspetta altro che benedetta
    acqua che porta male sale dalle scale sale senza sale sale
    acqua che spacca il monte che affonda terra e ponte

    nu l’è l’aaegua de ‘na rammâ
    ‘n calabà ‘n calabà

    Non è l’acqua di un colpo di pioggia
    (ma) un gran casino un gran casino

    ma la moglie di Anselmo sta sognando del mare
    quando ingorga gli anfratti si ritira e risale
    e il lenzuolo si gonfia sul cavo dell’onda
    e la lotta si fa scivolosa e profonda

    amiala cum’â l’aria amìa cum’â l’è cum’â l’è
    amiala cum’â l’aria amia ch’â l’è lê ch’â l’è lê

    Guardala come arriva guarda com’è com’è
    guardala come arriva guarda che è lei che è lei

    acqua di spilli fitti dal cielo e dai soffitti
    acqua per fotografie per cercare i complici da maledire
    acqua che stringe i fianchi tonnara di passanti

    âtru da camallâ
    â nu n’à â nu n’à

    Altro da mettersi in spalla
    non ne ha non ne ha

    oltre il muro dei vetri si risveglia la vita
    che si prende per mano
    a battaglia finita
    come fa questo amore che dall’ansia di perdersi

    ha avuto in un giorno la certezza di aversi
    acqua che ha fatto sera che adesso si ritira
    bassa sfila tra la gente come un innocente che non c’entra niente
    fredda come un dolore Dolcenera senza cuore

    atru de rebellâ
    â nu n’à â nu n’à

    Altro da trascinare
    non ne ha non ne ha

    e la moglie di Anselmo sente l’acqua che scende
    dai vestiti incollati da ogni gelo di pelle
    nel suo tram scollegato da ogni distanza
    nel bel mezzo del tempo che adesso le avanza

    così fu quell’amore dal mancato finale
    così splendido e vero da potervi ingannare

    Amìala ch’â l’arìa amìa cum’â l’é
    amiala cum’â l’aria ch’â l’è lê ch’â l’è lê
    amiala cum’â l’aria amìa amia cum’â l’è
    amiala ch’â l’arìa amia ch’â l’è lê ch’â l’è lê

    Guardala che arriva guarda com’è com’è
    guardala come arriva guarda che è lei che è lei
    guardala come arriva guarda guarda com’è
    guardala che arriva che è lei che è lei

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