Aïd el Kebir, fortunati i negozianti!

Mancano quattro giorni  all’Aïd el Kebir. I belati dei montoni risuonano da qualche giorno in tutti i quartieri della Medina medioevale. Gli odori forti trapassano le narici ad ogni angolo di strada per ricordarci la data del grande giorno. L’Aïd Al-Adha è la festività che necessita in assoluto di più preparazione. La febbre degli acquisti raggiunge il suo massimo in questa settimana: oltre al mitico montone che si dovrà  poi nutrirlo a casa serve acquistare le spezie, i tajine per cuocerlo, le corde, il carbone, nei nuovi coltelli e portare ad affilare quelli vecchi. Poi, cosa importante, è necessario fare acquisti alimentari per almeno un a settimana perchè tanti commercianti nella medina chiudono i battenti per diversi giorni. Per i commercianti è chiaro che l’Aïd è una grossa opportunità da prendere al volo. A partire dai trasportatori, passando per gli arrotini, i venditori di utensili e i proprietari di garage che vengono trasformati in stalle per la vendita dei montoni. Non necessitano quest’ultimi di autorizzazioni e molte persone si trasformano in venditori di montoni tout court. Oggi, in giro per i souk  della medina  tantissimi venditori ambulanti che sistemano la loro mercanzia sulle strade ppubbliche : qui vengono chiamati « ferrachas » e sono, neanche a parlarne,  abusivi. Molte persone poi, attendono l’Aïd per rinnovare la cucina. In effetti, le promozioni sono ovunque e i commercianti di elettrodomestici si fregano le mani. Tutti i marchi cercano di attirare i clienti con dei prezzi promozionali, regali, offerte del tipo prendi due paghi uno e nei grandi magazzini le vendite hanno ripreso fiato dopo alcuni mesi di calma piatta. I prezzi abbordabili e i crediti invogliano all’acquisto, senza pensarci troppo. Se la carne di montone cucinata in mille modi resta il piatto clou per i marocchini durante l’Aïd, i dolci e il cioccolato sono presi di mira per questa occasione; senza dimenticare bibite gassate di ogni tipo che sono promozionate ovunque e richieste da tutti durante l’Aïd el Kebir. Le drogherie, i supermercati e i grandi centri commerciali sono presi d’assalto dai consumatori che si approvigionano di enormi quantità di limonate, aranciate, acqua minerale e quant’altro stipate ovunque. Il tasto dolente di tutta questa storia è che tante famiglie marocchine vivono una situazione finanziaria precaria. Vacanze, Ramadan, rientro scolastico, tanti avvenimenti che hanno messo a dura prova le casse famigliari. Tutto questo rappresenta il periodo di punta per le società di credito al consumo in Marocco. E quest’ultimi si fanno in quattro in materia di comunicazione. Tutto nella norma tenendo conto che la cifra d’affari di queste società in queste settimane raddoppia, con buona pace dell’Islam che reputa il credito “Haram“, proibito. La festa del sacrificio  ha una notevole importanza sociale per i marocchini, ma ultimamente, si sta affacciando una nuova categoria di persone che decidono di “zappare” la festa del montone. In effetti, in questi ultimi anni, una sempre più numerosa  fascia di persone pensa che l’Aïd el Kebir sia una vecchia abitudine démodéé e sempre più out. Non festeggiano e ne sono fieri. “Ogni anno, aprofitto delle vacanze dell’Aïd per viaggiare con mia moglie e rilassarmi. E’ molto meglio che sgozzare un montone. Non sono più vacanze così ma una corvée”, ha dichiarato ad un giornale arabono Lachen, impiegato di banca. Prendendo coscienza di questo fenomeno, le agenzie di viaggi e gli hôtels hanno moltiplicato le loro offerte per attirare sempre più nuovi clienti. Convengono tutti sul fatto che una vera recrudescenza della domanda di viaggi arriva in questi giorni. Senza fare troppa pubblicità, dicono le agenzie marocchine, rimarcano la forte progressione delle richieste di viaggi sia all’interno del paese che verso la Turchia, l’Egitto, Singapore, il Belgio e l’Europa in generale.  Con buona pace dei poveri montoni.

Credits: interviste raccolte da  Le Matin

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