La Solitudine di Saïd, ermafrodita marocchino

Non è un uomo, ma neppure una donna. Saïd ha 40 anni, è nato ermafrodita e a causa del suo handicap non ha mai potuto accedere ad un vero lavoro, a delle cure decenti. Oggi, sogna di diventare “uomo” per poter avere finalmente una vita normale. E’ disoccupato Saïd, non ha una vita sociale e soffre di numerose patologie. Questa vita non l’ha scelta. Vive in una piccola località nei pressi di Tétouan, in Marocco, con la sua famiglia. I pregiudizi sociali  gli hanno imposto una vita durissima e l’assenza di una struttura sanitaria che si occupasse  delle sue patologie; le autorità poi non hanno fatto altro che peggiorare la sua situazione. Questo non toglie che Saïd cammini a testa alta dichiarando che “gli ermafroditi non devono vergognarsi, non hanno  nessun motivo per farlo”.  In un intervista a Afrik.com dichiara che la sua infanzia non è stata facile e sovente si trovò solo.  A causa del suo handicap è stato privato degli studi perchè i suoi compagni lo deridevano dicendogli che era diverso. Non poteva andare alle toilettes perchè non esistevano porte. Smise la scuola nel 1985. In gioventù  lavorò  in un negozio e un giorno il gerente lo toccò  sul petto rendendosi conto che era un seno femminile e lo mise alla porta. Poi la voce si sparse e nessuno lo ha più assunto.  Ha vissuto nella solitudine più totale, sempre più solo. Dichiara gridandolo che è nato così, diverso. Con un nome maschile e fisicamente uomo/donna.  Qualche anno fa decise  di sottoporsi ad alcuni trattamenti medici per diventare “uomo”, per poi affrontare la correzione chirurgica del sesso; in primis asportare i seni che gli creano enormi problemi obbligandolo ad indossare una t-shirt che li comprime creandogli un dolore molto forte, a giorni insostenibile.  Il calvario negli ospedali ebbe inizio e vide molti dottori. Ma nessuno di questi gli diede una cura. Ogni volta, il medico lo orientava verso un altro. Un urologo lo prese in giro e gli prescrisse una ricetta che dichiarava “dolori addominali”. Saïd è diabetico e ha un cancro. Senza soldi non si va lontano e un operazione chirurgica correttiva a Rabat o a Casablanca costa molti soldi. Nell’intervista, dichiara di essere il solo marocchino, forse il solo arabo, che ha avuto il coraggio di gridare forte di essere ermafrodita, dopo anni passati a mascherarsi, a fuggire dagli sguardi insulsi e indagatori della gente.  Nel suo entourage, fortunatamente, ci sono diverse persone che lo sostengono moralmente, che gli dicono “bravo!”. Altri lo insultano per strada e dicono che la sua è una punizione di Dio. L’abitudine però,  e un pò di indifferenza,  lo salva da queste persone ignoranti, che non sanno e non capiscono che la sua non è stata una scelta. Saïd è nato cosi’ e nessuna struttura sanitaria o sociale  lo ha mai aiutato.

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