Marocco: Lo scandalo delle Cliniche Private

La decisione della Ministra della Salute, Yasmina Baddou, di procedere alla chiusura di diverse cliniche private attraverso il reame, sta creando una vera tempesta che non accenna a diminuire. Il dipartimento di Yasmina Baddou ha giustificato questa misura alfine di preservare la salute pubblica e per fermare il pericolo che rappresentano queste cliniche per i pazienti e il personale. La decisione è stata presa sulla base dei rapporti della sua equipe di ispettori di cui fanno parte dei membri dell’Ordine dei medici marocchini, e concerne alcune cliniche private che non rispondono ai requisiti e alle condizioni legali e igienico-sanitarie minime per l’esercizio della medicina, oltre a diverse cliniche che, avvisate a suo tempo, non hanno messo in atto alcunchè per rimediare al disfunzionamento constatato dagli ispettori, ignorando di fatto la regolamentazione in vigore.  Le cliniche in questione sono tredici, prime di una lunga lista che si arrichirà a breve di altre decine di chiusure, per un totale di oltre trenta  stabilimenti. Oltre 140 cliniche sono state ispezionate ad oggi su 360 presenti in Marocco e tredici di esse appunto hanno subito la chiusura immediata e la sospensione di tutte le attività operatorie. Da precisare che alcune di queste avevano beneficiato di un periodo di “grazia” per poter mettere a livello le loro installazioni difettose e conformarsi al quaderno dei carichi approvato dalle regioni. Ovviamente, in seguito a questa decisione, tutta la professione è partita in carica attraverso le associazioni delle cliniche private per denunciare le misure che giudicano illegali (!!!), arrivando addirittura a presentare una denuncia al tribunale amministrativo contro la ministra Baddou che, ovviamente, resta ferma sulle sue decisioni dopo aver preso visione dello stato dell’arte delle suddette cliniche, dove ogni tipo di abuso ed errore medico era all’ordine del giorno e tollerato.  Lo scopo principale di queste cliniche era il guadagno: lavoro in nero per i medici e gli infermieri e  riduzione al minimo sulle spese, causando un vero rischio pêr la salute dei pazienti. Gli incartamenti registrati durante le ispezioni sono significativi e parlano da soli mettendo in luce lo spirito mercantilista dei proprietari delle cliniche che basavano esclusivamente la loro attività sul profitto puro, piuttosto che investire in nuove tecniche e soddisfare le risorse umane delle loro cliniche. Questa prima lista di chiusure non è che il preludio di una vasta messa in ordine in un settore dove l’anarchia regna sovrana e gli abusi sono stati la parola d’ordine sino a quando questa operazione salvifica, che sta procedendo a grandi passi, ha iniziato a far riflettere gli addetti ai lavori del settore sanitario privato e l’opinione pubblica. Brava ministra!!

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