Il Re del Marocco e la nuova Costituzione: tutto cambia, niente cambia?

Il Re Mohammed VI ha chiesto ieri sera, durante un accorato appello alla popolazione, di votare Si al referendum che si svolgerà il 1° luglio che chiederà l’approvazione della nuova Costituzione, che passerà da 108 a 181 articoli. Leggendo il testo integrale della riforma tutto cambia e niente cambia, come direbbero i più scettici, vedi i giovani del Movimento 20 Febbraio che questa mattina hanno lanciato un appello per manifestare domani in tutte le piazze del Marocco contro la riforma, che a loro parere, è assolutamente nulla, anzi rinforzerebbe i poteri del monarca. Nella riforma il Primo Ministro vede aumentati i suoi poteri ma il sovrano resta il Comandante dei Credenti tout-court come l’Islam rimane religione di Stato, quindi lo Stato è sottomesso alle sue leggi. Il progetto della riforma servirà “a consolidare i pilastri di una monarchia costituzionale, democratica, parlamentare e sociale”, ha dichiarato nel suo discorso alla nazione Mohammed VI, che aveva comunque già annunciato il 9 marzo scorso questi cambiamenti. Il Primo ministro, che si chiamerà “Capo del Governo”, capo della maggioranza in Parlamento, avrà il potere di dissolvere la camera dei rappresentanti, la camera bassa del Parlamento, secondo il progetto in questione.  Nell’attuale costituzione, la dissoluzione delle due camere del Parlamento sono di esclusiva competenza del Re. Con l’arabo, la lingua Amazigh, il berbero, sarà considerata come lingua ufficiale, secondo il preambolo della nuovo articolo inserito nella riforma, ma dovrà ancora attendere i nuovi protocolli per la funzionalità esecutiva (vedi scuole, bilinguismo negli uffici e nelle amministrazioni pubbliche, ecc..). Il Re resterà “Comandante dei Credenti e Capo di Stato” e la sua persona sarà “inviolabile”. Garantirà “il libero esercizio dei culti” e l’Islam resta quindi la religione di Stato e la libertà di culto sarà garantita dal re (qui è tutto ancora molto ambiguo, anche secondo i giovani del Movimento 20 Febbraio). Il suo statuto di Comandante dei Credenti è quindi preservato e sarà la più alta autorità religiosa del reame. Il nuovo progetto costituzionale prevede anche di garantire l’indipendenza della giustizia vis-à-vis ai poteri legislativi e giudiziari, ha sottolineato ancora il re nel suo discorso. Il re resta, come nell’attuale Costituzione, il capo dell’esercito e dispone di poteri tali da accreditare gli ambasciatori e i diplomatici. Un “Consiglio superiore di Sicurezza”, presieduto dal re, sarà creato ed avrà come missione quella di “gestire le questioni  di sicurezza interna, strutturale e degli imprevisti”. Questo consiglio avrà come membri i capi dei poteri legislativi, esecutivi e giudiziari, i ministri, i responsabili e le personalità del settore. Il nuovo progetto   prevede di garantire l’indipendenza della giustizia davanti ai poteri legislativi e giudiziari, ha sottolineato più volte il re durante il suo discorso. Mohammed VI ha anche proposto di iscrivere nella Costituzione l’uguaglianza tra l’uomo e la donna oltre alla protezione dei Diritti dell’Uomo riconosciuti universalmente (anche qui l’ambiguità regna, è il caso di dirlo, sovrana). Un passo di quest’ultimo articolo recita infatti che i diritti riconosciuti universalmente (quindi la libertà di culto?  l’omosessualità che qui è punita sino a 6 anni di prigione, ecc..) saranno sottomessi alle leggi vigenti dell’Islam.  Staremo a vedere adesso cosa succederà; i giovani dei movimenti stanno scalpitando e, a onor del vero, avevano già previsto tutto questo.  Altro enigma sarà il referendum: quanti andranno a votare per il si o per il no alla nuova riforma? Se si pensa che nelle ultime legislative soltanto il 36% dei marocchini aventi diritto si era recato alle urne.

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