Fès e il suo Festival di Musica Sacra

Fès, splendida e ospitale, non lascia trasparire immediatamente i suoi segreti. Dalle sommità delle sue colline dove sembrano dormire le tombe della necropoli merinide, si estende un mare di tetti tenuti  alti dai muri colorati dalla luce, fermi, stabili, dietro al loro anonimato di patrimonio che non chiede altro che tempo per svelarsi ai viaggiatori. Fès, che fu per secoli la capitale politica e intellettuale del Marocco, è ora un centro di incontri e di scambi. Nelle cronache storiche si racconta che Silvestro II (Gerbert d’Aurillac), Papa dal 999 al 1003, soggiorno nella sua giovinezza per compiere degli studi che gli diedero l’opportunità di  introdurre le cifre arabe in Europa. Maimonide, medico e filosofo ebreo, insegno’ alla prestigiosa Università  Qaraouine. L’opera di questo filosofo è una meravigliosa illustrazione della simbiosi della cultura giudeo-islamica che prevalse in Andalusia e trovo’ un eco simile a Fès. Il Festival di Musiche Sacre del Mondo, creato nel 1994, si iscrive nella tradizione dei sapienti, degli artisti e nella spiritualità della città.  Il Festival di Fès venne proclamato dall’ONU, nel 2001, come uno degli avvenimenti più importanti e fondamentali per il dialogo delle civiltà. Parallelamente al Festival, si è svillupato un réseau internazionale  di sostegno e di mediatizzazione; è nata cosi’ negli USA l’Organizzazione “Spirit of Fès” che organizza ogni due anni un programma del Festival e degli Incontri di Fès attraverso 20 città americane.  Una tournée venne organizzata durante il mese di ottobre e novembre 2006 in diverse città americane con un concerto finale al Carnagie Hall di New York. La diffusione, attraverso queste manifestazioni, dello “Spirito di Fès”, è servito ad irradiare cultura e interscambio in diversi luoghi del mondo. Molte altre città come Milano, Londra o Madrid, hanno voluto un interscambio con Fès, per prolungare il messaggio del Festival e degli Incontri di Fès, in primis per creare un dialogo di spiritualità attraverso la musica, creando una cultura di pace favorita da una mondalizzazione pluralista, rispettosa dei valori etici e religiosi.  Il filo d’Arianna che attraversa tutta la programmazione del Festival di Musiche Sacre di Fès, quest’anno, nelle sue diverse declinazioni, è quello della creazione e dell’innovazione. Nel corso di una avventura che festeggia quest’anno i 17 anni del Festival, l’impressione che si ha di questa manifestazione è che abbia raggiunto progressivamente la sua età matura. Non è soltanto un luogo dove si consuma della cultura ma è quello della creazione e dell’esperienza, con la complicità di artisti importanti  per scoprire insieme l’Oriente e l’Occidente.  Lo “Spirito di Fès” diventerà una sorta di label dove si ritroveranno le tracce e i ragionamenti dei differenti paesi del mondo. Il Forum, una “Davos spirituale”, è un luogo privilegiato per osservare il mondo in mutazione che apporta dei nuovi  sguardi emananti culture e saggezze, insieme alla serenità e alla comprensione. E’ stato ben capito  lo “spirito di Fès”, anch’esso in perenne evoluzione, segno tangibile di una vitalità e di una capacità che continua a sorprendere ad ogni  tappa delle sue nuove esplorazioni  sociali, intellettuali o artistiche della nostra cultura.

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