La calligrafia araba.

Lo sviluppo della scrittura tra gli arabi fu tardiva a causa del loro stato di nomadismo che favoriva in primis la cultura orale. Dalla nascita dell’Islam, all’inizio del VII° secolo, il Corano si diffuse con la tradizione orale. L’arabo appartiene al gruppo di scritture semitiche consonantiche perchè di fatto solo le consonanti sono rappresentate. La maggioranza degli specialisti si accordano oggi sul fatto che la scrittura araba deriva dalla scrittura nabatea, essa stessa d’origine aramaica. I Nabatei, installatisi sulle terre bibliche del reame di Edom in Arabia del nord (l’attuale Giordania) verso il IV° secolo a.c., la cui capitale era Petra, parlavano l’ aramaico e scrivevano in aramaico.  Progressivamente si sviluppo una scrittura corsiva formale specificatamente nabatea che si distinse dall’aramaico per la presenza di legature. Questo sviluppo si doppio’ con una evoluzione nella lingua parlata dai nabatei che vide l’introduzione progressiva dei termini e della costruzione grammaticale araba. Verso il II° secolo d.c., i nabatei parlavano in maggioranza l’arabo come attesta l’orgine araba dei loro nomi e conservarono l’aramaico, in una versione arabizzata, come lingua ufficiale. La scrittura araba nacque dunque intorno al VI° secolo dalla scrittura corsiva nabatea. Progressivamente si espanse, all’epoca di Maometto, alla Mecca poi alla Medina. Si sviluppo’ cosi’ la prima scrittura specificatamente araba, il Jazm, di cui l’angolosità e la proporzione uguale delle sue lettere ricorda la grafia cufica. La scrittura Jazm divenne ben presto quella di tutti gli arabi e assunse lo statuto di scrittura sacra che Dio aveva scelto per trasmettere all’umanità il suo messaggio divino (Safadi). Da sottolineare il ruolo centrale che il Corano gioco’ nella formazione della scrittura araba. Il bisogno di consegnare il Corano tramite lo scritto obbligo’ gli arabi a riformare la loro scrittura e ad abbellirla, per renderla degna della rivelazione divina. Omar, amico del Profeta e futuro califfo, spinse il primo califfo Abu Bakr perchè si scrivesse il Corano, e questo lavoro venne realizzato dal segretario del profeta, Zayd Ibn Bakr. Questa edizione, codificata sotto il terzo califfo Othman, venne copiata in cinque esemplari che furono spediti nelle principali contrade dell’impero. Le ulteriori copie del Corano derivarono da questi primi esemplari, realizzati all’epoca della scrittura Jazm. In quell’epoca apparvero delle varianti medinesi e mecchesi del Jazm, il Mail (scrittura dormiente), la Mashq (scrittura allineata) e il Naskh (iscrizionale) ma solo le ultime due perdurano.Il successore di Othman, il cugino di Maometto e suo nipote, Ali Ibn Talib, sono considerati come i primi maestri della calligrafia, sviluppando uno stile particolare detto “cufico”. La scrittura cufica nacque a Kufah, nel secondo decennio dell’era islamica. Ispirata alla scrittura dlla città vicina di Hirah, al-Khatt al-Kufi (scrittura cufica in arabo), è caratterizzata da una grafia originale fondata sulle sue angolosità e sulle sue forme quadrate molto pronunciate, fatte di tratti molto brevi e da linee orizzontali prolungate.  Contrastando con queste verticalità basse, le linee orizzontali si allungano. Parallelamente, la scrittura Mashq, sviluppo’ delle caratteristiche individuali e divenne leggermente più corsiva, con un profilo verticale basso e dai tratti orizzontali allungati. La scrittura cofica attesto’ la sua perfezione nella seconda metà del VIII° secolo e acquisi’ di fatto una preponderanza che duro’ più di tre secoli diventando l’unica scrittura impiegata per trascrivere il Corano. L’austerità delle sue origini spari’ con lo sviluppo della scrittura cufica ornamentale. La sua semplice eleganza ne fece una scrittura molto usata per gli epigrafi. Il suo sviluppo prosegui’ sio al XII° secolo, data che defini’ questa scrittura essenzialmente decorativa. Il Cufico orientale è una variante sviluppatasi in Persia alla fine del X° secolo  che si distinse dal cufico tradizionale per le sue slegature che restarono verticali, con dei barbigli alla sommità, e i suoi tratti corti inclinati o arcuati verso la sinistra, donando alla scrittura un movimento dinamico in avanti. La più famosa di queste scritture è la scrittura Qarmate, nella quale i caratteri del Cofico orientale sono integrati ad un fondo riccamente illuminato, fatto da motivi arabescati e floreali. La calligrafia araba è l’arte della bella scrittura. L’arte calligrafica si caratterizza con i simbolismi delle lettere e lo sviluppo dell’espressività del testo illustrato. Il posizionamento delle lettere ha un alto significato perchè esprime in termini intelleggibili la realtà nascosta. Attraverso i secoli e attraverso la civilizzazione islamica raggiunse un grado di raffinatezza e di armonia senza eguali. In alcune opere islamiche la scrittura stilizzata è stata esasperata a tal punto che l’eleganza travalica la leggibilità creando delle vere opere d’arte uniche al mondo.

 

 

 

 

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