Attentato a Marrakech: Al-Qaïda si dice estranea.

Al Qaïda nel Maghreb Islamico (AQMI) ha negato ogni implicazione nell’attentato omicida di Marrakech, smentendo la pista inizialmente evocata dagli investigatori. In un comunicato in arabo, datato venerdi’ 06 aprile, e diffuso da una agenzia mauritana privata in linea, l’Agenzia Nouakchott Informations (ANI), l’AQMI rinnega  l’attentato che ha provocato la morte di 17 persone, di cui 8 francesi, il 28 aprile scorso, cosa che invece ha dichiarato l’autorità marocchina qualificando il principale sospetto come “un ammiratore di Al Qaïda”. “Smentiamo tutte le relazioni con queste esplosione e affermiamo di non essere implicati in questa operazione”, assicura la branca regionale del reseaux islamista nel suo comunicato. Al momento il comunicato non è ancora stato autentificato e l’ANI ha regolarmente pubblicato l’annuncio. “Noi affermiano che (…) noi scegliamo il momento e il luogo che non sarà mai in contraddizione con gli interessi della Nazione (musulmana) e gli obiettivi della sua liberazione”, aggiunge AQMI. Il giorno dopo  l’attentato, il ministro dell’Interno Taieb Cherkoui dichiaro’ che il modus operandi ricordava lo stile utilizzato abitudinariamente da Al-Qaïda. Il principale indagato è “fortemente impregnato di ideologie jihadiste, tentando in diverse occasioni di raggiungere i punti caldi del terrorismo, senza successo” preciso’ il ministro, senza pero’ chiarire se fosse o meno legato all’organizzazione criminale. L’esecutore materiale dell’attentato, Adil El Atmani, 25 anni, è dipinto dai suoi vicini e conoscenti come un uomo pio ma senza l’apparenza di un islamista integralista e i suoi due complici, Hakim Dah e Abdessamed Bitar, rispettivamente di 41 e 28 anni, sono altresi’ descritti  dagli abitanti di Safi come “riservati e devoti“. In comune erano commercianti di scarpe d’occasione, abitando in quartieri modesti ed erano stati espulsi dalla Libia nel 2007 per “soggiorno illegale”. Un telefono scoperto nel Caffè Argana rimasto quasi illeso nell’esplosione, ha permesso agli inquirenti di risalire sino al El-Atmani. Per il politologo marocchino Mohamed Darif, “pare che si tratti di una persona che non ha un legame organizzativo con Al-Qaïda ma ha portato avanti la jihad a suo modo, un cane sciolto dunque. Vi ricordo che la Mauritania è uno dei paesi più toccati dalle attività dell’AQMI che ha delle basi anche in Mali, paese vicino, e opera nel Sahel dove commette attentati e rapimenti, essenzialmente a stranieri occidentali, ed è a capo di una forte organizzazione di narco-trafficanti. Secondo il capo della Direzione centrale di Informazione interna francese, Bernard Squarcini, i suoi effettivi sono all’incirca 400, contro i 150 di due anni fa. L’AQMI tiene in ostaggio dalla metà di settembre dello scorso anno quattro francesi rapiti nel nord el Niger, oltre alla nostra connazionale rapita nel febbraio 2011 in Algeria.  Oggi a Marrakech, durante la manifestazione che commemorava i morti dell’attentato, si è avuta la presenza del Ministro del Turismo Yassir Zenagui e del console generale di Francia a Marrakech, la signora Chantal Chauvin, che hanno partecipato al raggruppamento davanti al Caffè Argana. Domani, il Movimento del 20 Febbraio, che rivendica delle riforme politiche profonde in Marocco, ha organizzato a livello nazionale, una manifestazione contro il terrorismo e per insistere sulla democrazia, unica arma, secondo gli organizzatori, contro il terrorismo.

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