Marocco: No al Terrorismo, No al Fascismo.

NO al terrorismo, no al fascismo. Questo deve essere il credo del Marocco. Non bisogna illudersi: l’attentato di Marrakech è stato un tentativo per destabilizzare il regime. I terroristi e i loro comandanti hanno scelto di ferire il paese sul piano socio-economico, sul piano mediatico e sul piano politico. Le manifestazioni del 20 Febbraio hanno iniziato ad essere, a poco a poco, investite dall’islamismo estremista. Loro (gli estremisti)  pensano di manipolare il Movimento e usarlo per i propri abietti fini. Vero è che i giovani del 20 Febbraio non sembrano lasciarli manipolare cosi’ facilmente: sono agli antipodi delle scelte e degli orientamenti degli islamisisti estremisti. D’altro canto, il Sovrano ha reagito positivamente alle rivendicazioni politiche e sociali della democratizzazione e dell’allargamento dei campi delle libertà. Questo ha falciato l’erba sotto i piedi degli estremisti islamici* (che non hanno niente a che vedere con il PJD perchè quest’ultimo ha scelto il campo democratico). L’attentato di Marrakech è stato usato per ottenere un indebolimento del regime e per frenare il ritmo delle riforme, in maniera tale da poter continuare a cavalcare, per i propri scopi, le rivendicazioni politiche e sociali. In questo braccio di ferro, lo scopo è quello della presa del controllo dello Stato e del potere. Non è un caso se in questi ultimi mesi, tutti i responsabili e gli attori dello Stato sono stati trainati in diversi scandali. L’obiettivo è stato quello di screditare il regime attraverso i suoi uomini. In questo contesto è imperativo che le riforme continuino, tali e quali, secondo il programma. Lo Stato marocchino deve continuare la sua liberalizzazione, perchè è in gioco l’interesse di tutti. E’ fondamentale che il fascismo non possa nutrire le frustrazioni e il proseguimento del processo democratico è il  modo migliore per fermare l’estremismo.

EDITORIALE dell’Économiste firmato da Abdelmounaïm DILAMI

*Giustizia e Benevolenza” è il nome del movimento islamista estremista marocchino. Si dichiarano pacifisti ma si ispirano al jihad afgana ed sono presenti in diversi paesi arabi. In Marocco sono illegali ma tollerati dalle autorità a causa del crescente numero di iscritti nelle sue file. Lo sceicco Abdessalam Yassine è il capo spirituale di questo Movimento che ha come scopo un ritorno alle origine dell’Islam, senza condizioni.

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