Un Marocco nuovo.

Questi ultimi quattro giorni sono stati il simbolo indiscusso di un Marocco più forte e democratico. Giudicate voi. Tutta la nazione ha smesso ossessionatamente di seguire le informazioni di Al Jazeera, France 24 o CNN, per collegarsi sugli eccellenti dibattiti che trasmettono i canali nazionali della SNRT, senza nebulose o censurati. Si, anche i più scettici stanno costatando che la trasparenza e oramai una regola. Immediatamente dopo l’attentato di Marrakech, le informazioni si sono susseguite una dietro l’altra, direttamente sul luogo della strage, dove decine di postazioni TV  trasmettevano in diretta. La polizia scientifica dopo venti minuti era sul posto e lo è ancora. Il ministro dell’Interno qualche ora dopo l’esplosione ha consegnato alla stampa e alla società civile le prime informazioni sullo stato delle investigazioni e ha indicato la composizione della bomba, ricetta conosciuta e efficace per distruggere, usata solitamente dai terroristi islamici. La popolazione di Marrakech ha dato prova di grande maturità e di senso civivo senza pari, dimostrando contro il terrorsimo e onorando le vittime del barbaro attentato. 48 ore dopo il dramma, il re si è recato al Caffè Argana e negli ospedali dove sono ricoverati i feriti, per manifestare la sua solidarietà alle vittime, informandosi direttamente sull’inchiesta in corso. E’ stato perfetto nel suo ruolo. Quel ruolo che dovrà conservare al di sopra delle parti e lontano dall’esecutivo quotidiano per il quale solo il governo dovrà avere la parola. Ieri, 1° maggio, tutta la classe operaia marocchina ha manifestato nelle principali piazze del Marocco, senza paure o remore. E’ stata l’occasione per dimostrare che anche i sindacati e i loro militanti non si limitano più alle rivendicazioni tradizionali. La loro presa di coscienza politica è totale e si ritrovano nei loro discorsi e nelle bandiere tutte le richieste del Movimento 20 Febbraio e di una larga parte della società civile. Le critiche mosse ai  servizi segreti, da parte di alcuni politici di dubbia capacità, ha immediatamente scatenato la forte reazione di condanna da parte dei principali partiti politici e dai giornalisti. Questa è riprova che la libertà di stampa non è aleatoria e il rispetto rigoroso di questa libertà d’espressione è fondamentale per l’avvenire democratico di questo paese. Tutti questi segnali dimostrano e testimoniano una forza democratica nuova e reale,  che nessun terrorista e nessun oscurantista, tantomeno i conservatori e i riformatori esitanti della nuova Costituzione, potranno fermare. La polizia marocchina è in grado di bloccare i terroristi con il sostegno di tutta la popolazione, in tutta trasparenza. La mobilizzazione dei sindacati, della gioventù e della società civile deve essere presa sul serio dalla commissione che sta lavorando sulla nuova Costituzione, questo è oramai un dato di fatto, che nessun atto terroristico potrà mai mettere in discussione .

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Una risposta a “Un Marocco nuovo.

  1. Ciao Paolo, sono rientrata ieri da Marrakech e scrivo sul tuo blog solo per incoraggiare tutti i viaggiatori ad andare, andare e andare.
    Quello che è successo è triste ed è una ferita ancora aperta, ma Marrakech ti accoglie come sempre a braccia aperte. E credetemi è piena di turisti, famiglie con bambini, ragazzi di ogni nazionalità, non si respira paura, tutt’altro. Quello che è accaduto non appartiene al Marocco, l’ospite è sacro, ed oggi ancor di più Marrakech ti coccola e ti protegge.
    Abbiamo preso il thè alla menta a le grand balcon mentre la piazza si animava, contrattato nei souk, siamo stati in un hammam e ci siamo goduti la pace del cortile del Riad.
    Un fiore davanti al Café Argana, per ricordare le vittime, ma si va avanti. E’ stato un bellissimo viaggio.

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