Il Mandorlo in Marocco

La fioritura dei mandorli in Marocco, come ovunque in Africa, avviene in pieno mese di febbraio, ed è attesa annualmente con impazienza. Primo albero fruttifero a fiorire, si copre letteralmente di fiori bianchi e rosa. Tafraoute, nel cuore dell’Anti-Atlas, non è mai cosi’ bella come a fine dell’inverno marocchino, nell’effimera e abbondante esplosione dei suoi fiori di mandorlo, il cui nettare risveglia le api dall’inverno. Gli abitanti della regione celebrano allora l’avvenimento con canti e balli. Un altra grande festa organizzata in onore dei mandorli è il Moussem dei mandorli di Taza, a fine estate, durante il raccolto. Questo rendez-vous annuale ha lo scopo di mettere in rilievo i programmi di sviluppo  dei mandorli, degli olivi, dei fichi e delle essenze autoctone della regione, con un focus-point sui mandorli di Aknoul.  In Marocco grandi coltivazioni di mandorli sono presenti nelle regioni pre-rifane e del Rif, sui massicci dell’Anti-Atlas e le zone aride delle regioni di Tafraoute, Azilal e delle valle del Drâa. Gli alberi disseminati sulle montagne hanno pero’ dei rendimenti aleatori e i loro frutti sono essenzialmente riservati all’autoconsumazione, commercializzando l’eventuale surplus nei souks. Piantagioni semi-intensive, condotte secondo teniche moderne, sono presenti nelle province di Fès-Meknès, Essaouira e Marrakech che dispone di 11.000 ettari a mandorlo. Altre zone conosciute per il mandorlo sono le regioni di Imintanout e di Amzmiz che raccolgono oltre il 70% della produzione nazionale. Originario delle zone calde del Medio Oriente, i mandorli si impiantarono presto in tutto il bacino del Mediterraneo. I mandorli domestici appaiono nella prima parte dell’Età del bronzo (3000-2000 a.C.). Un esempio archeologico di mandorlo sono i frutti trovati nella tomba di Tutankamon in Egitto (circa 1325 a.C.), probabilmente importate dal Levante. Fin dall’antichità, il mandorlo è stato un simbolo di promessa per la sua precoce fioritura, che simboleggia l’improvvisa e rapida redenzione di Dio per il Suo popolo dopo un periodo in cui sembrava lo avesse abbandonato; si veda ad esempio Geremia 1:11-12. Nella Bibbia il mandorlo è citato dieci volte, a cominciare con  la Genesi 43:11, dove viene descritto come “tra i migliori frutti”. Per i Romani, che chiamavano il mandorlo la “noce greca” simbolizzava la fertilità ed era uso gettare mandorle sui giovani mariti duranti le funzioni. Oggi, ancora, si offrono confetti con le mandorle nei matrimoni e nei battesimi. Questo frutto possiede molteplici virtù: la consumazione regolare di mandorle riduce il rischio di malattie cardio-vascolari, del diabete di tipo 2, dei calcoli biliari e del cancro al colon delle donne. La scheda tecnica di questo frutto parla chiaro: proteine, anti-ossidanti, acidi grassi insaturi, fibre e molto altro ancora. La pasticceria marocchina è il regno delle mandorle, vi ricordo soltanto il più conosciuto pasticcino che si trova ovunque nei souks e nelle pasticcerie, le corna di gazzella, in arabo Kaab Ghzal.

  

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