Marocco: un sito per dibattere sulla Costituzione.

Un sito è stato creato in Marocco, dopo il recente discorso del re che annunciava profonde riforme costituzionali, che permetterà a migliaia di marocchini di esprimersi liberamente su ogni articolo della Costituzione, compresi i più sensibili, per l’avvio di proposizioni che serviranno nella stesura della nuova carta. Si è partiti dall’idea seguente: prima di riformare una Costituzione, il mezzo migliore è di leggere e di commentare liberamente articolo per articolo”, ha dichiarato all’AFP Tarik Nesh-Nash, 31 anni, coofondatore di + riforme.ma+. Il sito conta od oggi oltre 100.000 visitatori, un successo che ha superato le aspettative dei creatori e traduce l’esigenza dei marocchini di esprimersi liberamente su tutti i soggetti politici, compreso i più sensibili. In un discorso tenutosi il 9 marzo scorso, il re Mohammed VI ha annunciato importanti cambiamente politici tra i quali l’indipendenza della giustizia e la separazione dei poteri, creando ad hoc una commissione per le riforme della Costituzione. È dopo questo discorso che M.Nesh-Nash e Mehdi Slaoui Andaloussi, due ingegneri informatici, hanno deciso di lanciare a Tangeri il sito +reforme.ma+. “Il principio è semplice; l’internauta ha la possibilità di inviare un commentario sull’articolo della Costituzione  che sceglie e fare le sue proposte” ha spiegato M; Nesh-Nash. L’articolo 19 della Costituzione, relativo allo status di comandante dei credenti del re, è uno dei più visitati con oltre 10.000 commenti. Gli avvisi su questo articolo sensibile della Costituzione, che è oggetto di importanti dibattiti tra la classe politica sono diversi: “Personalmente penso che il fatto che il re sia il simbolo (…) della nostra religione è accettabile. Il problema risiede nel metodo con il quale si interpreta”, scrive un internauta nel capitolo consacrato all’articolo 19, “per questo, io propongo un limite a questa azione, ma senza eliminarla. Penso che dovrebbe essere (il re) un arbitro piuttosto che un decisionista”, conclude il commento. Venerdi’ scorso M. Nesh è stato contattato dai responsabili della commissione per la riforma della Costituzione, che dovrà essere consegnata al re il 16 giugno.  Per il momento, il Movimento dei giovani del 20 febbraio ha lanciato un nuovo appello, per la terza volta, su Facebook, invitando i marocchini a manifestare nelle piazze nazionali domenica 24 aprile. Grandi prove di democrazia in corso.

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