Turismo in Marocco: Ottimisti malgré tout.

Da fine febbraio, il settore del turismo ha iniziato a mostrare qualche segno di recessione. La causa è da ricercare negli avvenimenti relativi alle manifestazioni, di fatto mal interpretati dalla stampa e dai media internazionali, e dalle congiutture mondiali. In effetti, l’attività turistica ha conosciuto in queste ultime settimane un volume importante di annullazioni. Il fenomeno è stato confermato dalle Federazione Nazionale del Turismo (FNT). Le annullazioni variano secondo le regioni, ma anche dai segmenti, e toccano essenzialmente i MICE (congressi, conventions e incentive). Questo non significa pero’ che le annullazioni siano generalizzate; Agadir, per esempio, ha registrato un aumento positivo del 5% in termini di arrivi. Questa realtà non è pero’ quella di molte altre regioni, anche se sino a febbraio l’annata 2011 era partita con il vento in poppa. Per il periodo marzo-giugno, considerato come alta stagione, i professionisti notano dei cambiamenti in negativo. Per quanto riguarda i tour-operators si registrano dei segni meno e una forte flessione in termini di prenotazioni. Questo ovviamente non significa che la stagione si concluderà con segno negativo e concretamente, il calo delle prenotazioni potrà essere compensato grazie alle nuovi abitudini dei turisti, i last minute e le prenotazioni su Internet, che hanno iniziato ad assumere proporzioni sempre più importanti. Una tendenza che si è evoluta negli ultimi quattro anni e che permetterà ai professionisti del settore di pareggiare i conti con le annullazioni. Globalmente non si parla  ancora di stagione negativa ma la Federazione resta vigile. Il lavoro profondo si sta svolgendo nella promozione del paese con road-show organizzati a margine dei grandi saloni internazionali. Tutto questo per richiamare l’attenzione sul paese Marocco, per dimostrare  che non ha subito i problemi della Tunisia e dell’Egitto con le rivolte degli ultimi mesi. Come se non bastasse, la coincidenza del Ramadan con l’alta stagione turistica, produrrà invitabilmente un abbassamento delle prenotazioni nei prossimi anni. Uno studio lanciato dall’Osservatorio del Turismo, alfine di valutare l’impatto reale del mese del digiuno nel settore turistico nel corso dei prossimi 8 anni, non è ancora ad oggi stato pubblicato, ma una cosa è sicura secondo gli addetti ai lavori: il Ramadan non avrà  nessun impatto negativo sul turismo internazionale. Al contrario creerà dei problemi sul turismo nazionale e i professionisti dovranno mettere in cantiere delle campagne di promozione in alcune regioni che hanno come destinazione primaria la clientela “domestic”.

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