Standard & Poor’s e il Marocco

Che Standard & Poor’s continui a credere, notizia di ieri,  nella solvibilità del Marocco è un ottima notizia. Non perchè le agenzie di quotazione siano diventate gli oracoli dei tempi moderni, tutti conosciamo bene le loro responsabilità della crisi finanziaria ingiusta che ha scosso il pianeta, ma da queste analisi emerge la positività degli sforzi di democratizzazione e dello sviluppo politico fornito dal Marocco. Perchè? In primis perchè il Marocco anche se è stabile e anche se non sta vivendo insurrezioni o guerre civili , è perseguitato, come altri paesi in ebolizzione, come un paese a rischio. Infine, tutte le manifestazioni nel nostro paese, anche pacifiche, anche ben gestite dagli organizzatori e dalle forze dell’ordine, sono drammatizzate dagli osservatori, notoriamente chi è alla ricerca sfrenata di sensazionalismi. Un colpo mal dato di un poliziotto diventa immediatamente, un crimine contro l’umanità suscettibile di essere inserito all’ordine del giorno dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Bisogna avere rispetto per le vittime  di questi veri crimini. Lo stato marocchino non è angelico, lontano a pensarlo: il suo passato recente  mostra che è capace di essere il contrario,  ma le raccomandazioni dello IER  ne sono il riconoscimento formale. Ma nessuno deve dubitare o far dubitare, giusto per militantismo, per illuminazione religiosa o per ostinazione malata, delle decisioni prese dal capo di stato durante il suo discorso del 9 marzo scorso, che vanno tutte nel senso della modernizzazione del sistema politico marocchino e della sua democratizzazione. Ma infine, il mondo intero scruta il Marocco! Nessuno potrà tollerare un effetto di annunci senza futuro, o non si accontenterà di una mistificazione che svuoterà il discorso reale del suo contenuto fondatore.  Per questo tutti i marocchini dovranno aiutarsi in questo formidabile periodo, legittimo di immaginazione e di creatività politica, per preservare la sua credibilità economica, il solo motore di impiego, e la sua capacità di attirare gli investimenti, solo fattore di crescita, di prosperità e, più tardi, di ridistribuzione.

Editoriale Aujourd’hui le Maroc Khalil Hachlimi Idrissi

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