Marocco: Parole di giornalisti e non…

È attraverso le parole che i giornalisti producono degli effetti e che esercitano una violenza simbolica (…). La violenza simbolica è una violenza che si compie nella e per la misconoscenza, che si esercita molto meglio se colui che la esercita non sa esercitarla, e che colui che la subisce non sa di subirla (…). I giornalisti, e questa è la loro responsabilità, partecipano alla circolazione degli incoscienti”. Come non ricordare queste pertinenze marcate dal compianto Pierre Bourdieu nel contesto attuale, segnato da un onda di rivolte nei paese del Maghreb, del Machrek e nel Medio- Oriente, che i media hanno raggruppato, senza discernimenti, sotto l’espressione del mondo arabo, e che la stampa qualifica come “collera del mondo arabo”. La “strada araba”, ecco giustamente un espressione che ritorna sovente negli articoli della stampa per designare l’opinione pubblica araba. Ma chi c’è all’origine di questo termine? Chi sa che in realtà è un termine assolutamente dispregiativo? In un libro intervista apparso nel 2003 per i tipi di Fayard, sotto il titolo Cultura e Resistenza, l’universitario americano d’origine palestinesen Edward W. Saïd spiegava: Bisogna sapere che è un termine molto usato dagli orientalisti. Esiste, parlando degli Arabi, una sorta di identificazione incosciente tra la parola  strada e l’uso che si fa del termine “street Arabs” (arabi di strada) alla fine del XIX° e al debutto del XX° secolo. Gli street Arabs sono dei vagabondi (…). Io penso dunque che se si riferisce alla  “strada araba” si suggerisce in questo modo  qualcosa riferito  a della gentaglia derelitta senza interessi  di una società principalmente costituita da una umanità inferiore e barbara. L’autore del celebre libro L’Orientalismo, aggiunge: “Mi sembra che l’impiego costante di questo termine quando si parla dell’opinione pubblica araba non è un azzardo La maggioranza dei giornalisti svolge un controllo serrato nell’uso delle parole, quasi un leit-motif nel loro lavoro, per “limitare degli effetti di violenza simbolica” a cui possono eccedere sovente, anche in maniera incosciente, non sempre. Ultimamente poi, si cerca di creare sensazionalismi dove non ci sono e, peggio ancora, si identifica tutto quello che accade in alcune regioni nord-africane  al Maghreb in toto. Per quanto riguarda poi i Blogs, posts ridicoli appaiono ovunque, senza nessuna cognizione di causa, gridando ossessionamente cose assurde e dettate dalla pancia e dall’umore del singolo (il più delle volte personaggi che idealizzano il fatto che scrivere su di un blog dia per scontato l’attestazione virtuale di essere giornalisti),  che scrive con la funzione primaria di incrementare gli ingressi. Leggo di persone che vivono in Marocco che pubblicano contenuti nei quali si parla di spese al supermercato nell’attesa della rivolta e cose simili, o lanci di agenzie  MAI confermati che svolazzano da un Blog all’altro diventanto infine notizie  drammatiche (e infondate).  Prima di inserire una qualsiasi parola che diventerà pubblica bisognerebbe ponderare con la massima lucidità quello che si trasmette, fosse anche per una sola persona che legge. Le parole, ancor più quelle scritte che restano, sono dei macigni, e il turismo in Marocco,ad esempio, sta pagando caro e salato certe affermazioni che non corrispondono alla realtà.

Credits:  Bassirou Ba – AuFait du Maroc

23/03/2011 – QUESTO POST È STATO SELEZIONATO DA PAPERBLOG  COME POST DEL GIORNO.

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3 risposte a “Marocco: Parole di giornalisti e non…

  1. grande Paolo…so che ciò che scrivi è verissimo,qui si rischia di togliere ad un paese,che sta facendo molto per la propria emancipazione, l’unica vera grande risorsa : il turismo !

  2. So che leggi tutto ma magari questo ti è sfuggito,
    Non mi piacciono quelli che mi buttano addosso merda in continuazione gratuitamente, per cui vorrei ricordare a queste persone che sono capace anche io di produrre cacca, letame e affini a livelli industriali, é la cosa piu’ semplice del mondo.
    La diffamazione é il metodo piu’ banale e infame che esista e viene utilizzato dai mediocri, complessati e malati quando vogliono colpire volontariamente qualcuno, e le motivazioni che spingono questi individui a comportarsi in modo cosi’ vile possono essere differenti: invidia, gelosia, cattiveria, il rosico rosico, etc,etc,
    Invece IO quando sono molto incazzata, sono capace di presentare prove vere ed inconfutabili su chi mi diffama in modo da distruggerlo ed eliminarlo definitivamente, soprattutto se l’infame viola qualche articolo del codice penale marocchino e non é proprio uno stinco di santo, anzi… é solo uno stronzo con cortigiani stolti al seguito che si nasconde dietro menzogne e falso buonismo!
    Non é vero forse ?
    E si! penso che dovrei proprio dedicare qualche post a raccontare quello che fanno alcuni italiani qui in Marocco quando non sono impegnati a sputtanare gli altri (quasi,quasi apro un altro blog solo per quello), dei bei titoloni esilaranti di quelli che si !, mi farebbero aumentare le visite nel blog ( non ho messo la pubblicità e non ci guadagno nulla se non la merda che mi arriva addosso da chi mi detesta, a differenza di altri che con il loro blog ci lavorano e scrivono per forza di cose balle sul Marocco ), potrei pubblicare degli articoli che andrebbero a ruba in certi ambientini virtuali, anche materiale che scotta ( nel senso di hot, ma molto tchuma) che sarebbe tra i piu cliccati nel web, vizi e segreti inconfessabili conosciuti da tutti gli addetti ai lavori e non, di che andare fieri come italiani all’estero !
    Non é vero forse?
    Se non lavori non é certo per colpa mia ! Se la gente muore di fame non é colpa mia ! , Se il Nord Africa è in fiamme non é colpa mia! Se l’aria é radioattiva non é colpa mia, e se il mondo va a puttana non é colpa mia, quindi vedi di finirla, perché altrimenti comincio io !

    #1 23 Marzo 2011 – 16:37

    Oddio é cominciata un’ altra guerra nel mondo e nessuno lo sa! Comunque non vorrei essere il rosicone in questione!!!
    utente anonimo
    #2 23 Marzo 2011 – 17:36

    Ciao Inca, non pensavo propio che anche dalle tue parti la situazione fra connazionali fosse cosi’ tesa. Non so’ cosa succede a certa gente una volta fuori dai confini nazionali……… O forse certa gente e’ cosi’ ovunque, salvo che io in patria fortunatamente non ne avevo mai incontrata. Forza e coraggio siamo tutte nella stessa barca e sei hai bisogno di muscoli non esitare a chiamare!!!!!
    utente anonimo
    #3 24 Marzo 2011 – 07:48

    Anonimi: se un rosicone si trova in Marocco solo per cercare cazzi o culi , dipende dai gusti, niente di personale e la sua vita, solo che lo fa in un paese dove è vietato dal codice penale, per cui viene a casa degli altri a fare i suoi porci comodi, sempre che non cerchi un altro genere di cose nascondendosi dietro un’associazione e li diventa un pedofilo criminale, visto come è facile buttare merda ?
    Mi auguro che il rosicone infame in questione la smetta, perchè gli argomenti non mi mancano di certo !

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