Scontri in Marocco: cambiare le regole del gioco.

Servono nuove forme di regole dopo il discorso del Re e la creazione della commissione incaricata di riformare la Costituzione attuale del paese. Nella  cinematografia dei movimenti (fisici) conosciamo bene il grande ruolo delle masse inerti che si oppongono ai cambiamenti brutali di direzione. Le idee degli uni e degli altri, giovani del 20 febbraio o sistema repressivo, rappresentano le inerzie cinematografiche e questo impedisce loro di adattarsi alle nuove forze dei cambiamenti: gli uni e gli altri faticano a cambiare atteggiamento.  Chi ha avuto modo di dibattere con i giovani del 20 febbraio ha chiaramente notato la loro mancanza di conoscenza della storia e dei diversi movimenti che hanno animato il Marocco sino ai giorni nostri. Desiderano (i giovani) con tanto entusiamo  di partecipare alla vita politica attiva, ma è tutto ingarbugliato, niente di chiaro, nessuna direzione o organizzazione del movimento da intraprendere. Hanno creduto che un appello su Facebook  potesse essere sufficiente,  e continuano a crederlo, a far basculare il regime marocchino come in Tunisia o in Egitto. Condotti dal loro entusiamo (del momento), continuano ad agire nel disordine. Dal suo canto, la polizia, ha dato prova di molta inerzia nel suo dover adattarsi alle nuova era.  Vivendo dei suoi metodi passati ha parecchi problemi di comportamento con questi nuovi rivoluzionari: i giovani hanno dato prova di voler dimostrare pacificamente e senza violenze. Ma dalle 09.00 del mattino di domenica scorsa, o ieri a Khourigba,  prima ancora che tutti i manifestanti si rassemblassero sulle varie piazze, i poliziotti hanno imbarcato e malmenato tutte le persone che arrivavano sul luogo…inerzia di mentalità ancora una volta. L’obiettivo era quello di offendere più persone possibili, costi quel che costi, anche chi non partecipava! Quando qualcuno tentava di scappare, veniva seguito come per “marcarlo”, come con le bestie in un recinto: per questi poliziotti dovevano ricevere comunque la loro quantità di botte!. Ancora una volta certi adepti “dell’educazione con la punizione” troveranno tutto questo normale. La constatazione lampante è che gli uni e gli altri hanno bisogno di formazione. I giovani devono apprendere a fare della politica sana, usando il dibattito e la manifestazione seria. C’è un tempo per ogni cosa, ci sono delle regole per ogni cosaLa polizia deve apprendere a rispettare i manifestanti, quando dimostrano pacificamente (anche senza autorizzazione). Devono apprendere anche ,  fattore determinante, a scindere chi rivendica da chi si crea problemi e danni..

Credits: L’Economiste

© Riproduzione riservata

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