Marocco: il via a riforme storiche e referendum sulla nuova Costituzione

Qui di seguito alcuni dei passaggi più salienti del discorso di SAR Mohammed VI pronunciato questa sera alla Nazione, di portata storica per il Marocco :

Caro popolo,

mi indirizzo a voi per comunicarvi l’avvio della prossima fase del processo di regionalizzazione avanzata, con tutto il potenziale che è portatore di consolidazione del nostro modello di democrazia e di sviluppo, e che induce ad una revisione costituzionale profonda. Crediamo in questo modello che sarà la chiave di svolta delle nuove riforme globali che noi intendiamo lanciare, sempre in perfetta simbiosi con la nazione in tutte le sue componenti. Salutiamo la pertinenza del contenuto della Commissione consultativa della regionalizzazione che abbiamo incaricato, il 03 gennaio dell’anno passato, ad elaborare un concetto generale di un modello marocchino di regionalizzazione avanzata. A questo riguardo, rendiamo omaggio alla Commissione, al suo presidente e ai suoi membri, per la consistenza e la serietà del lavoro svolto. Salutiamo, con lo stesso titolo, il contributo costruttivo che le organizzazioni poltiche, sindacali e associative hanno apportato a questo cantiere fondatore. Seguendo un percorso progressivo, la commissione ha proposto la possibilità di instaurare la regionalizzazione avanzata per mezzo di una legge, nel quadro istituzionale attuale, attendendo che maturino le condizioni della sua costituzionalizzazione. Ora, noi stimiamo che il Marocco ha intrapreso dei progressi che si sono realizzati in materia di democrazia ed è pronto alla consacrazione costituzionale della regionalizzazione avanzata. Ci è apparso giudizioso di fare questa scelta, audace, affinchè sia l’emanazione della volontà popolare diretta, espressa attraverso un referendum costituzionale. Abbiamo inoltre deciso, nel quadro delle riforme istituzionali globali alle quali siamo fedeli, di creare le condizioni propizie di fare in modo che la consacrazione costituzionale della regionalizzazione spinga ad operare secondo degli orientamenti fondamentali che sono:

Conferire alla regione il posto che è di diritto nella Costituzione, le collettività territoriali, e, nel quadro dell’Unità dello Stato, della nazione e del territorio e conformemente alle esigenze di equilibrio e di solidarietà nazionale tra e con le regioni.

 Prevedere l’elezione dei consigli regionali a suffragio universale diretto, e la gestione democratica degli affari della regione.

Conferire ai Presidenti dei Consigli regionali il potere esecutivo delle delibere del suddetto consiglio, in luogo e in sostituzione dei governatori e dei walis.

Rinforzare la partecipazione delle donne nella gestione degli affari regionali e, in una maniera generale, all’esercizio dei diritti politici. Su questo punto conviene prevedere delle disposizioni per incoraggiare, con la legge, l’accesso legale degli uomini e delle donne alle funzioni elettive.

Procedere alla rifondazione della composizione e delle attribuzioni della Camera dei consiglieri, nel senso della consacrazione della sua rappresentatività territoriale delle regioni. Quanto alla rappresentazione degli organizzazioni sindacali e professionali, restano garantite da diverse istituzioni, in primo luogo il Consiglio Economico e Sociale e, in questo quadro di razionalizzazione dell’azione, dai componenti del paesaggio istituzionale. Il nostro obbietivo ultimo rimane quello di consolidare le fondamenta di una regionalizzazione marocchina attraverso tutto il reame, con, in testa, le provincie del Sahara marocchino, una regionalizzazione fondata su di un buon governo pronto a garantire una nuova ripartizione equa, non soltanto di attribuzioni, ma anche di mezzi tra il centro e le regioni. (…)

La sacralità che è oggetto di unanimità nazionale, e l’Islam come religione di stato garante della libertà di culto, altre alla comando dei credenti, il regime monarchico, l’unità nazionale, l’integrità territoriale e le scelte democratiche, ci danno la possibilità di consolidare un compromesso storico con la forza di un nuovo patto tra il Trono e il popolo. A partire da questo abbiamo deciso di intraprendere una riforma costituzionale globale sulla base di sette fondamenta maggiori:

Primo: la consacrazione costituzionale della pluralità dell’identità marocchina unita in ricchezza dalla diversità dei suoi affluenti, nel cuore della quale figura l’Amazighitè, Patrimonio comune di tutti i marocchini, senza esclusioni.

Secondo: la consolidazione dello stato del diritto e delle istituzioni, l’ampliamento del campo delle libertà individuali e collettive e la garanzia dei loro esercizi, oltre al rafforzamento del sistema dei Diritti dell’Uomo in tutte le loro dimensioni, politiche, economiche, sociali, culturali, ambiente e sviluppo. Questo si dovrà ottenere attraverso la costituzionalizzaione delle raccomandazioni giudiziose dell’Istanza Equità e Riconciliazione (IER), oltre che dall’impegno internazionale del Marocco in materia.

Terzo: la volontà di erigere la Giustizia al rango del potere indipendente e rinforzare le prerogative del Consiglio costituzionale, con preminenza della Costituzione e di consolidare la supremazia della legge e l’uguaglianza davanti a essa.

Quarto: consolidare il principio di separazione e di equilibrio dei poteri e l’approfondimento della democrazia , della modernizzazione e la razionalizzazione delle istituzioni, attraverso:

-un parlamento uscito da elezioni libere e sincere, al seno del quale la preminenza arriva alla Camera dei rappresentanti, con un estensione del settore della legge, tutto cio’ vegliando nel conferimento a questa istituzione di nuove competenze che permetteranno di riempire pienamente le sue missioni di rappresentazione, di legislazione e di controllo.

un governo eletto, che emani la volontà popolare espresso attraverso le urne, godendo dell’affidamento della maggioranza alla Camera dei rappresentanti

la consacrazione del principio di nomina del primo ministro in seno al partito poltico arrivato in testa delle elezioni alla Camera dei rappresentanti e sulla base dei risultati degli scrutini

il rafforzamento dello statuto del Primo Ministro come capo di un potere esecutivo effettivo, pienamente responsabile del governo, dell’amministrazione pubblica e della condotta e la messa in opera dei programmi governativi.

-la costituzionalizzazione dell’istituzione del Consiglio del governo, la definizione e la chiarificazione delle sue competenze.

Quinto: il rafforzamento degli organi costituzionali nell’inquadramento dei cittadini, attraverso la consolidazione del ruolo dei partiti politici nei quadro di un pluralismo effettivo, affermando lo statuto dell’opposizione parlamentare e del ruolo della società civile.

Sesto: la consolidazione dei meccanismi della moralizzazione della vita pubblica e la necessità di affrancare l’esercizio dell’autorità e di tutte le responsabilità o mandati pubblici con l’imperativo del controllo e della revisione dei conti.

Settimo: la costituzionalizzazione delle istanze in carico del buongoverno, dei Diritti dell’Uomo e della protezione delle libertà. (…)

Abbiamo deciso di costituire una commissione ad hoc per la revisione della Costituzione, tenendo conto, nella scelta dei suoi membri, a criteri di competenza, di imparzialità e di integrità. Abbiamo deciso che la presidenza sarà nella mani di M. Abdeltif Mennouni, conosciuto per la sua saggezza e la sua vasta esperienza giuridica. Attendiamo che il progetto della nuova Costituzione sia sottomesso al referendum popolare, che entrerà in vigore dopo la sua approvazione, e che siano messe in opera le istituzioni che saranno descritte, le istituzioni attuali continueranno ad esercitare le loro funzioni nel quadro delle disposizioni della Costituzione attualmente in vigore.

La mia volontà è di andare avanti sulla via delle riforme, tanto che potro’. Possa Dio accordarmi il Suo sotegno e gratificare le mia azioni con il successo. Io confido in Lui e vado verso Lui, Vera è la parola di Dio.  Wassalamou alaikoum warahmatoullahi wabarakatouh.

 © Riproduzione riservata

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2 risposte a “Marocco: il via a riforme storiche e referendum sulla nuova Costituzione

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