Crisi libica: Mohammed VI e Ban Ki Moon a colloquio

SAR Mohammed VI ha avuto ieri un colloquio telefonico con Ban Ki Moon, Segretario Generale dell’ONU, sulla grave crisi libica in corso.  Sono state confermate le decisioni prese dalle Nazioni Unite, in particolare la risoluzione adottata il 26 febbraio scorso dal Consiglio di Sicurezza, che condanna la violenza e l’uso della forza contro i civili, oltre alle sanzioni che includono l’embargo sulle armi, l’interdizione ad uscire dal paese per il dittatore e i suoi famigliari, il congelamento blocco dei beni e la procedura aperta dalla Corte Penale Internazionale.  Ban Ki Moon ha ringraziato Mohammed VI per l’azione umanitaria svolta a Ras Jdir, a qualche km dalla frontiera tunisina-libica e per l’importanza delle cure prodigate dalle equipes mediche marocchine rivolte alle persone rifugiate. Ban Ki Moon ha ringraziato il Marocco per lo sforzo delle autorità attraverso importanti dispositivi di rimpatrio per via aerea e marittima, non solamente in favore dei cittadini marocchini, ma in favore di oltre 200 rimpatriati dell’Africa subsahariana che non potevano lasciare il territorio libico senza il sostegno e l’azione solidale del Marocco. Per oggi, domenica 6 marzo è pevisto l’arrivo a Tangeri di altri due navi chee trasportano 4.000 marocchini residenti in Libia e altri 100 subshariani prevalentemente del Mali che verranno poi imbarcati alla volta di Bamako. La Fondazione  Mohammed V per la Solidarietà ha poi messo in atto, a partire da ieri, diverse operazioni  presso l’aereoporto Mohammed V di Casablanca e al porto di Tangeri Med, per facilitare l’accesso in Marocco dei loro connazionali, con una assistenza rivolta alla loro situazioni personali sino all’arrivo nelle loro famiglie di origine. I posti di accoglienza, gestiti da una equipe di assistenti sociali e di medici, avranno come compito di accompagnare amministrativamente, logisticamente,  e a livello sanitario , ogni cittadini rimpatriato. Questa azione umanitaria si inscrive nel quadro delle missioni assegnate da Mohammed VI alla Fondazione Mohammed V per la Solidarietà, missioni che hanno la priorità di seguire e rimpatriare in sicurezza  i marocchini residenti in Libia.

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