Marrakech, la quiete dopo la tempesta.

Stamani Marrakech si è svegliata sotto uno splendido sole, con la gente per le strade che si recava al lavoro e guardava incredula  i danni causati da quell’orda selvaggia di deliquenti che ieri sono riusciti a metterla a ferro e fuoco. La conta dei danni è iniziata, le strade sono state ripulite e i proprietari delle attività commerciali si sono rimboccati le maniche. Tutti si chiedono come sia stato possibile? Come è stato possibile che un gruppo di 200/300 persone sia riuscita a creare una situazione cosi’pesante a discapito di tuttala comunità perbene della Ville Rouge. Dove era la polizia? La Gendarmerie Royale? I vigili? Oggi in tanti chiedono risposte perchè in tutta questa brutta storia sono i marocchini  che hanno pagato il prezzo più alto. Nessun giornale parla della tragica giornata passata ieri a Marrakech, quando il silenzio di una splendida giornata primaverile era spezzato dalle sirene della polizia e dalle ambulanze. Ufficialmente non ci sono morti nè feriti (i dati non ufifciali parlano di 5 morti di cui 3 agenti della polizia e decine di feriti), ma le informazioni sono oggi inesistenti e si è scelto di usare un profilo basso, direi bassissimo, come la polizia ieri. I dati che riguardano la manifestazione pacifica di ieri, 20 febbraio, parlano di una adesione scarsa alla manifestazione, che ha pero’ insegnato a tutti una grande lezione di civiltà. Nessun incidente, pochissimi i momenti di tensione in città come Hoceima, nel Rif, a Larache e in altre piccole città del centro. Tutto si è svolto in maniera civile e democratica; i partecipanti hanno manifestato per una società più giusta, per le riforme impellenti, per i diritti umani che a volte sono latitanti, per un Marocco giusto e maturo. Come in tutti i paesi civili del mondo. Cori, canti e balli, striscioni colorati, nessuna ha attaccato il re Mohammed VI ma da più parti si chiedeva un cambio di governo radicale, per estirpare “la corruzione e le disuguaglianze”. Quando la manifestazione è terminata, verso le 14.00 in tutto il paese, in città come Tangeri e Marrakech, si è scatenato l’inferno. Gruppi inferociti di ragazzi molto giovani sono in effetti riusciti a tenere in scacco la città sino a notte inoltrata quando la polizia ha iniziato una serie di arresti che sono andati avanti per molte ore (oltre 65 persone sono oggi in prigione, ma sono ancora poche!).  Molti manifestanti hanno creato della barriera umane davanti alle banche, ai negozi, ai bar, per far si che questi deliquenti non avessero accesso alle loro scorribande, ma è stato vano. Il Ministero degli Interni, la Prefettura, i commissariati e gli organi di sicurezza dovranno rispondere di questa  giornata, non è tollerabile e i cittadini spaventati  vogliono ed esigono risposte. Marrakech, il Marocco e i marocchini non meritano tutto questo!.

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2 risposte a “Marrakech, la quiete dopo la tempesta.

  1. Domenica 27 arriveremo a Marrakech….è da mesi che aspettiamo questa vacanza!
    La situazione tornerà alla normalità nei prossimi giorni o sono previste altre manifestazioni?
    Spero che la quiete dopo la tempesta duri a lungo!!!

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