Chi vuole il Caos in Marocco?

Leggo tra le righe, su diversi blog in italiano “dal Marocco” e dispacci di agenzie varie una vera goduria nell’immaginare in un prossimo futuro, precisamente domenica 20 febbraio, un sollevamento di masse inferocite e giornate simili alla Tunisia e all’Egitto. Creare disagio credo sia l’ultima cosa da fare se si ama il Marocco, ma forse questi scrivani non lo amano e di fondo non lo conoscono affatto. Democraticamente il governo, già a suo tempo, ha dato l’autorizzazione per questa manifestazione organizzata a Rabat da alcuni giovani che richiedono democrazia, giustizia e libertà, partita dalle pagine di Facebook e che ha racconto circa 4.000 adesioni. Giusto manifestare, è segno di democrazia. Il Marocco da sempre ospita manifestazioni sindacali, studentesche, associative; è la normalità in un paese che conta oltre 4.000 associazioni e 32 partiti politici attivi, oltre ad una decina di sigle sindacali. Sicuramente esistono situazione di disagio nel paese, non cosi’ violente pero’ da sollevare delle masse e creare caos in un paese che si “muove” verso una democrazia sempre più libera. Di oggi la conferenza stampa del ministro delle Comunicazioni e porta-parola del governo, Mr.Naciri, che ha ribadito che ognuno ha il diritto  di manifestare e che “il governo ascolterà le loro rivendicazioni e cercherà di esaudirle mostrando a tutti che non ci si accontenterà di ascoltare ma di trovare la soluzione adeguata al problema, nel quadro di un patnerariato costruttivo, per edificare la società con giustizia sociale e democrazia in perpetuo movimento”.  Ha poi aggiunto che “ci stiamo attrezzando per soddisfare queste convinzioni politiche, economiche e sociali nel quadro di un grande cantiere di riforme iniziate da S.A.R. Mohammed VI  in perfetta armonia con le attese di cittadini”. Il Marocco è un paese che ha ingaggiato da diversi anni un importante processo di riforme iniziando a riflettere su queste questioni dal 1996, anno della nuova Costituzione, con l’alternanza consensuale del 1998 e infine con il regno di Mohammed VI che ha avuto i coraggio di girare pagina dopo aver creato le condizioni di una lettura pubblica del passato carico di errori. Il Marocco ha una media di 24 proteste e rivendicazioni al giorno, cosa che gli permette di rivalizzare con le più grandi democrazie ed essere perfettamente coscienti e tecnici nel trattamento di queste rivendicazioni. Naciri ha concluso la sua conferenza stampa dichiarando che “il nostro approccio consiste nel tenere conto dei bisogni sociali espressi dai cittadini e questo è un dovere istituzionale. Noi siamo obbligati ad ascoltare le rivendicazioni sociali dei marocchini per apportare delle soluzioni adeguate ed abbiamo già  incrementato il budget 2011 del  10%, per sostenere progetti sociali”.  Questi appelli a manifestare sono vissuti dal Governo con molta serenità e come un avvenimento naturale nel quadro democratico e di libertà di un paese. Domenica 20 febbraio 2011 si avvicina, largo ai giovani dunque, e sono sicuro che la manifestazione sarà pacifica e civile, cosi’ come lo sono i marocchini, e servirà a far tacere illazioni e millantate rivoluzioni in arrivo nel Reame. Resta in dubbio l’adesione di Al Adl Wal Ihssane (Giustizia e Benevolenza), movimento religioso fondamentalista illegale nel paese ma tollerato, che conta oltre 200.000 aderenti. D’altro canto tutti i partiti politici di maggioranza e opposizione hanno confermato che non saranno presenti alla manifestazione dichiarando congiuntamente che  “in questo momento storico del paese servirebbe solo a creare disordini e far precipitare la società marocchina in un drammatico  deja-vu“. Credo fermamente che i 18 giorni di proteste egiziane o la rivoluzione dei gelsomini tunisina non possano trasformarsi in democrazia tout-cout, la democrazia “libera” si costruisce, con il tempo, con la volontà dei singoli e delle istituzioni, con gli scioperi e con le marce, con i dibattiti e i confronti anche serrati, con il rispetto delle regole (diritti e doveri), con  la civiltà e con il buonsenso, da parte di tutti benintenso.

 

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4 risposte a “Chi vuole il Caos in Marocco?

  1. Penso e mi auguro con tutto il cuore che il Marocco continui il suo percorso sereno di sviluppo e cambiamento iniziato da qualche anno e tangibile ogni volta che soggiorno in quel di MarraKech . Sicuramente la strada per il benessere a tutti i ceti é ancora lunga ma i passi da gigante cha si sono fatti ultimamente, come si suol dire,lasciano ben sperare……un saluto e grazie sempre per farmi sentire vicino la ville rouge con le tue parole

  2. Grazie del tuo intervento Massimo…hai ragione nel dire che ci sono disuguaglianze sociali che anno dopo anno fortunatamente diminuiscono..il lavoro è ancora lungo e colmo di ostacoli ma sono sicuro che le cose andranno nella giusta direzione…

  3. Voglio scrivervi una dura verità che dovremo affrontare nel caso in cui il 20 febbraio 2011 dovesse nascere una manifestazione popolare con disordini nel Regno del Marocco.
    Io vi capisco e sono dalla vostra parte, anche se non posso essere presente, alla vostra manifestazione popolare per i vostri diritti umani di cui dovete sempre proteggerli e blindarli in modo che nessun governo vi possa togliere la dignità di vivere la vostra vita in totale libertà e armonia.
    Il problema però è molto più complesso perché una manifestazione popolare non pacifica porterebbe a conquistare dei falsi diritti umani di ogni cittadino marocchino, sacrificando delle vittime e creando disagi interni a tutti i livelli sociali, portando così il reset assoluto del Regno del Marocco.
    Tanto per capirci il nostro Marocco si fermerà e prima di ripartire ci vorranno decenni!!! Perciò ancora povertà e una falsa democrazia basata sulle istituzioni delle multinazionali americane che privatizzeranno tutte le nostre risorse che non saranno più Made in Morocco, ma Made in U.S.A.
    Abbiamo sempre lottato come islamici per non perdere i nostri valori radicati nelle centinaia di anni e che tutt’ oggi possiamo vantare di essere ancora il popolo più solidale del mondo, ma se tutto questo verrà solo minimamente influenzato dai tenori di vita del sistema americano, potremmo perdere quei valori che in tutto il mondo ci rendono unici.
    Leggo le informazioni di Wikileaks sul governo marocchino e mi vien da ridere perché tutto il popolo marocchino sa che la corruzione in Marocco è ovunque, non credo proprio che sia una novità.
    Tutti i governi basati su una politica democratica, monarchica, anarchica, ecc. hanno dei leader corrotti e avidi che sfruttano i popoli pubblicizzando libertà ovunque, d’altronde “potere” si chiama “potere” solo perché è per pochi se fosse per tutti forse non ci sarebbero parole per descriverlo.
    Perciò se pensiamo di eliminare la corruzione dal mondo manifestando per le strade mi sa che sarà un’impresa molto ardua Wikileaks.
    Una cosa positiva che vi posso dire è che il Marocco è lo stato più potente al mondo per la sua posizione logistica. Questo ci fa pensare che le multinazionali americane non vedono l’ora di poter sfruttare il nostro stato come hanno fatto in tutti i paesi dell’africa schiavizzandoli e rendendoli più poveri di prima. Le manifestazioni che sono avvenute in Tunisia, Egitto e Libia hanno praticamente portato questi stati al blocco totale economicamente dando così il via libera alle multinazionali americane e al loro sistema finanziario corrotto che porterà questi stati nei prossimi 30 anni alla povertà più assoluta…………e questa si chiama libertà.
    Questo scenario ha portato al Regno del Marocco, per i prossimi 50 anni, prosperità e ricchezza perché tutte le multinazionali di tutto il mondo investiranno nel luogo più sicuro dell’africa, il Marocco, perché tutto il resto del nord africa non è più sicuro a causa delle manifestazioni che hanno reso questi stati non più agibili per qualsiasi investimento, pensateci, ormai è questione di mesi e poi tutti investiranno nel Regno del Marocco perché tutto il resto del mondo soffre di una crisi ormai senza tramonto.
    A noi e hai nostri valori islamici conviene tenerci, un regno corrotto come dice Wikileaks, piuttosto che avere una finta democrazia americana che sta usando la nostra manifestazione popolare del 20 febbraio 2011 per poter ribaltare il nostro sistema odierno nascondendosi dietro le parole “libertà” e “diritti”.

    Human slaves

  4. Human slaves grazie per il tuo intervento….condivido il tuo post e credo che contro una futura prossima invasione USA nel reame (tenendo conto che già gli americani sono ben presenti in diversi settori economici) l’unica soluzione sia quella di un governo trasparente co un contradditorio forte, di un popolo lucido e cosciente, che possa democraticamente scegliere cosa è buono e cosa non lo è per il proprio paese, uno sviluppo e incremento costante del turismo che per il Marocco è un settore di fondamentale importanza e serie riforme per un mercato del lavoro che manca di professioni e professionalità. Il Marocco si merita tanto….e i giovani marocchini possono fare tanto per il loro paese.

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