Il Marocco gode di una stabilità “unica” nel Maghreb.

Il Reame del  Marocco si distingue per una stabilità  “unica”  nel suo sviluppo regionale, con un patrimonio culturale secolare che gli è consono”, ha dichiarato  oggi l’Hudson Institute, una  think tank multidisciplinare americana specializzata nelle questioni militari, strategiche, sulle relazioni internazionali e sul diritto. “Molti sono i fattori stabilizzanti del Marocco che non hanno uguali nella regione“,  ha sottolineato questo Istituto di ricerca in una analisi sui violenti cambiamenti in Tunisia e i sollevamenti popolari in Egitto, o ancora in Algeria, notando che “la storia del  Reame è intimamente legata al tessuto culturale del paese, conferendogli  per questo una legittimità ineguagliata nel paese». Oltre a questo vantaggio “unico”, il Marocco ha intrapreso diverse riforme politiche e sociali che possono e dovranno ispirare gli altri governi della regione medio-orientale e dell’Africa del nord, perchè siano d’esempio.   L’analisi ricorda, in questo contesto, che dall’ascesa al trono di S.M. Mohammed VI nel 1999, la libertà di stampa si è consolidata (io aggiungo che c’è ancora da lavorarci sopra) e diversi miliardi di dh sono stati investiti per promuovere le istituzioni della società civile. Nel rapporto si sottolinea “l’affetto particolare” con il quale M6 circonda le persone demunite, oltre agli sforzi  compiuti per migliorare le condizioni sociali consolidando il ruolo dei più differenti gruppi in difesa dei Diritti Umani, contro gli eccessi e gli abusi di ogni genere, e in ultimo la creazione dell’Istanza centrale per la Prevenzione della Corruzione, nuova istituzione governativa che ha preso il via da alcuni mesi. Questa importante notizia forse riuscirà a smorzare i timori di un effetto domino che qui appare improbabile. Proprio oggi pero’ un giornale importante come El Pais ha pubblicato una intervista al cugino di M6, autoesiliatosi da oltre sette anni prima in Francia e poi in USA. Il Principe Rosso (cosi’ è chiamato) ha rilasciato un intervista assolutamente di parte  dichiarando (auspicando aggiungo io)  che molto presto anche il Marocco avvierà la sua rivoluzione, seguendo le orme dell’Egitto e della Tunisia. Non vi è dubbio alcuno che questo è il sogno del principe  Moulay Hicham che dall’ascesa al trono del cugino re ha sempre avuto forti e  insanabili divergenze politiche che hanno anticipato, per protesta, il suo autoesilio. E di oggi inoltre la notizia che domenica prossima si svolgerà a Casablanca una “marcia dell’amore“, lanciata su Facebook, che vuole” rimarcare  il profondo affetto che i marrocchini hanno per il loro re“, dichiarano i giovani organizzatori sul sito web. Vi terro’ informati.

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