Pat, una Donna Coraggiosa in Mali.

Diema dista 350 Km da Bamako, la capitale del Mali. E’ un paese di confine, solo 140 Km dalla Mauritania, terra di passagio e crocevia in terra d’Africa. Qui vive da oltre 10 anni una donna straordinaria, Pat, che mi ha emozionato e mi ha ridato la certezza che nel mondo esistono realmente persone speciali, uniche e irripetibili. Pat parti tanti anni fà per un lungo viaggio che dall’Inghilterra doveva portarla in Nigeria, per svolgere il suo lavoro di professoressa nell’Università della capitale. Con la sua auto si avventuro’ in terra mauritana e poi in Mali dove venne sorpresa dalla stagione delle pioggie e da alcuni grattacapi all’auto. Riparo’ a Dienna e ci resto per un paio di settimane, condivendo con gli abitanti le sue giornate e inizio’ a organizzare piccole attività per i residenti. Il suo viaggio prosegui’ verso la Nigeria, prese possesso della sua cattedra in Sviluppo e i giorni ripresero a scorrere nella normalità, sino a quando ricevette una telefonata dal capo villaggio che, quasi irritato, gli chiedeva quando sarebbe tornata laggiù. Pat si sorprese e promise che un giorno sarebbe passata a salutarli ma ebbe come risposta un perentorio: “questa è casa tua, tu hai condiviso con noi i giorni, hai mangiato alla nostra mensa, hai dormito nelle nostre capanne, questa è casa tua ! “. Questa telefonata sconvolse non poco Pat che, senza nenche pensarci troppo, parti’ e si trasferi’ a Dienna, lontano dalla civiltà e dal benessere. Qui organizzo’ il suo Village Ventures (www.villageventures.info). Una serie di capanne che incorniciano un grande spiazzo dove si ritrovano anatre, galline e altri animali, una tenda sempre aperta dove si intravede il suo letto, avvolto da una zanzariera, e un grande tavolo dove si cucina. Il mondo di Pat. Qui vive da dieci anni, sfidando la mancanza di soldi, la solitudine, la burocrazia, gli standards a cui era abituata. Queste capanne saltuariamente vengono affittate a viaggiatori di passaggio ma gli incassi sono miseri e comunque non bastano ad alimentare i tanti progetti che lei ha in mente. Ad oggi sono 140 i villaggi che sono presi in carico da Pat, oltre 2.000 persone dipendono” da lei. E poi l’ospedale di Dienna, fatiscente senza neppure l’anestesia per la sala operatoria  (quando arrivai una giovane donna aveva appena partorito, il flebo era appeso ad un ramo, legato con il filo di ferro alla branda militare, lei pero’ sorrideva abbracciando quello splendido  Gesù Bambino nero) e le tante storie di miseria che quotidianamente reclamano giustizia. La cosa che più mi ha sconvolto è stata la scena di una decina di bambini orfani, al campo, che davanti a me hanno raccolto del pane duro di tre giorni (che stavo per portare alle galline) e lo hanno divorato sotto i miei occhi. A quel punto avevo in macchina un pacco di biscotti che immediatamente ho diviso in parti uguali a tutti loro, poi ho pianto. Pat mi ha visto è mi ha raccontato la storia di un bambino di appena 5 anni, affamato, che ricevendo un pane anzichè mangiarlo lo mise nella saccocia del suo pantalone, tre volte più grande della sua taglia, e alla domanda del perchè non lo mangiasse si senti’ rispondere ” che no, lo portava alla mamma, l’avrebbe diviso e mangiato insieme “. Questo brutto film (in Marocco queste cose non succedono più, credetemi) che ho vissuto e che non si è fermato a Dienna mi ha spronato a fare di più e quindi partendo ho promesso a Pat che l’avrei aiutata, con tutte le mie forze. In questo momneto Pat sta aiutando tutti:  bambini, donne incinte, diversamente abili, proprio tutti. Con la sua macchina percorre quotidianamente il bush africano avventurandosi in villaggi sperduti portando aiuti, medicine, a volte pannelli solari e cucine solari, quaderni e libri. Ma è sola e non pensiate che sia una ricca signora inglese, un po’ snob, che si diverte a fare del bene. Lei non ha soldi, davvero, molto pochi e quei pochi li usa per migliorare le condizioni di vita di 2.000 persone, portando sedie a rotelle, cibo e medicine. In questo periodo sta insegnando  ad usare il pc, collegandolo ad un impianto elettrico alimentato con alcuni  pannelli solari e ancora l’igiene personale ai bambini, distribuendo saponette, dentifrici, asciugami e quant’altro.  Grande Pat, è nel mio cuore, l’ammiro tanto, incondizionatamente. E mi chiedo come puo’ una donna occidentale, sola, sperduta nel bush africano, a vivere una vita dedicata eslusivamente agli altri. Ma lei è la risposta.

 

Se siete interessati a darmi una mano, scrivetemi, e grazie se farete passare questa informazione a più persone. Io vedro’ Pat nel mese di Marzo e al più tardi ad agosto saro’ da lei per un paio di settimane.

 

3 risposte a “Pat, una Donna Coraggiosa in Mali.

  1. Paolo, facci sapere come poter contribuire…credo tu possa “vedere” il mio indirizzo mail, rispondimi anche privatamente…cercherò di pubblicizzare la cosa tra i colleghi d’ufficio….sarà una piccola goccia….però vale la pena di provare….non si possono lasciare sole persone così “speciali”
    Marzia

  2. Grazie Marzia, hai detto bene..una piccola goccia… ma tante piccole goccie diventano un mare…..mi mettero in contatto con la tua email… Felice notte….

  3. Pingback: Pat: Bamako-Londra, via Marrakech « My Amazighen…Last Exit Marrakech!·

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