Mohammed VI e la politica del Fare.

E’ in Marocco che regna, e senza ombra di dubbio bisogna riconoscergli che tutti si sono sbagliati sul suo conto. Nessuno, nei primi anni del suo regno, avrebbe scommesso un dirham su quello che SAR Mohammed VI è diventato. Un re malgrado tutto, dicevano, il più indulgente, un re sotto controllo assicuravano gli altri, un re epicureo, un re debole che i barbuti, o l’esercito, non tarderanno da eliminare. Con, per rinforzare il tutto, alcuni libri pubblicati dagli analisti di parte più feroci, dai titoli definitivi : L’ultimo Re, Quando il Marocco sarà islamista, Il grande malinteso, ecc.. Di queste prediche apocalittiche, non resta oggi, presso i disfattisti monarchici, che un doppio motivo d’esasperazione : la sua capacità di assicurarsi enormi benefici a livello mondiale (vedi UE, USA, ecc..) e mantenere sempre ai massimi livelli la sua popolarità, dopo il nonno Mohammed V, icona nell’immaginario collettivo del popolo che rasenta il mistico (molte veggenti vedono il suo ritratto nella luna durante le notti del Ramadan).  Esasperazione o ammirazione ? Quello che fa saltare i nervi ai maroccoscettici, eternamente orfani di una transizione che avrebbe condotto il Marocco verso le rive rischiose di una sorta di monarchia elettiva, è in realtà il frutto di vero talento poltico. Niente gli è stato regalato : né la stabilità di un trono che ha dovuto riconquistarsi, come successe ai suoi ancestri, né l’amore di un popolo che rispetta solo chi stima e quindi il favore apparente che non implica forzatamente la fiducia, meno che mai l’appoggio esterno, per lungo tempo anestetizzato davanti alle incertezze di una cosi’ pesante successione. Undici anni più tardi, il regime di monarchia esecutiva non è contestato da alcun settore significativo della società, anzi, la sua legittimità si è rinforzata in rapporto al precedente regno; l’integrità territoriale non è mai stata messa in causa, e il paese prosegue a grandi passi la sua integrazione nell’economia mondiale. Certo, il Marocco non è un reame di poesie. E’ uno Stato emergente del sud del mondo, con le sue ineguaglianze, le sue tasche di corruzione invadente, i suoi pruriti arbitrari, la sua giustizia a due velocità, le sue zone di opacità finanziaria, la miseria, la disoccupazione e l’immigrazione. Ma credo che Mohammed VI sia un uomo che non ignora tutto questo, denunciando nei suoi discorsi tutto quello che c’è di malato nel suo regno. E poco importa ai marocchini se il Palazzo è ricco. Se M6, che ha le braccia lunghe ma anche orecchie fini, accorda un enorme priorità all’enorme battaglione di demuniti che sono in Marocco, non lo fa per ottenere da parte loro un certificato di carità, ancora meno una qualsivoglia gratitudine elettorale, essendo re  non è sottomesso a nessun tipo di voto. In poltica conosce bene che non si domina un popolo esercitando le sue passioni ma occupandosi dei suoi interessi. Un aforisma che serve da lezione a chi, all’interno, flirta senza sosta con le linee rosse estremiste. Per loro niente museruole, come sotto il regno di suo padre Hassan II, ma il paziente appredistato di una frase di Paul Valéry : “Uno Stato è sempre più forte quando puo’ conservare dentro di se chi vive e si agita contro di lui “.

 

 

 

 

 

3 risposte a “Mohammed VI e la politica del Fare.

  1. Quindi secondo te non c’è opposizione perchè tutti lo stimano? Oppure non c’è opposizione perchè i servizi segreti rapiscono, stuprano, torturano ed ammazzano tutti quelli che si permettono anche soltanto di criticare il Re?
    Il Re del Marocco è il governante più corrotto di tutto il Nord Africa ed uno dei più corrotti di tutta l’Africa

  2. Esiste l’opposizione, eccome se esiste….volevo ricordarti che parliamo di Mohammed VI, non del padre Hassan II….figura sicuramente cariche di ombre in un Marocco lontano anni luce dalla democrazia. Trovo anacronistico quello che scrivi, mi spiace. Il Marocco non è uno stato di polizia e non vedo come puoi dire che Mohammed VI sia il governante più corrotto di tutta l’Africa e che quotidianamente vengono torturate e uccise persone solo perchè lo criticano…..ma tu conosci il Marocco? ci sei mai stato? ci hai vissuto? o forse leggi enormi quantità di volantini di propaganda saharaoui/algerini?

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