Jean-Léon Gérôme, l’Orientalista.

Jean-Léon Gérôme  nacque l’11 maggio 1824 a Vesoul, suo padre Pierre era un orafo e la madre, Mélanie Vuillemont era figlia di un negoziante. Gérôme condusse i suoi studi al collegio di Vesoul è sarà naturalmente predisposto al disegno, dono che le venne rimarcato dal suo professore Mr.Cariage, anziano allievo del barone Gros, che diventerà il mentore del giovane uomo. A 16 anni, diplomato, Gérôme parte per Parigi, munito di una lettera di raccomandazione per entrare nell’atelier privato di Paul Delaroche dove farà il suo apprendistato con Gustave Boulanger, lo scultore Emmanuel Frémiet, Eugene Damey, Jean Jalabert, il caricaturista Cham, Ernést Hébert, Gustave le Gray e Jean-Louis Hamon. Gérôme seguirà al contempo i corsi delle Belle Arti su raccomandazione del  padre iniziando a copiare i dipinti più importanti del Louvre. Nel 1842, espone a Vesoul i suoi primi dipinti : Chiens savants, Esquisse de bataille, Moines au lutrin. Nel 1843 Gérôme accompagna Delaroche in Italia con diversi altri allievi. Visiterà Roma, Firenze e Napoli, ed eseguirà degli studi di architettura, paesaggi, figure e animali. Una febbre tifoide l’obbliga a rientrare e al suo ritorno entra nell’atelier di Charles Glevre, che durante il periodo di assenza dell’artista Delaroche prese in mano l’atelier. Gérôme vi resterà tre mesi, poi diventerà l’assistente del suo maestro rientrato dall’Italia. Gérôme si trasferisce in rue de Fleures, condividendo con i suoi colleghi l’appartamento, poi nel 1845 collabora con Delaroche, per il Museo di Storia di Versailles e realizza alcune decorazioni per la biblioteca del conservatorio delle Arti e dei Mestieri; sarà anche l’anno del suo primo viaggio, partendo con l’amico François Jules Got, un attore della Comédie Française, per la Russia, ma la guerra in Crimea devierà il loro percorso verso Costantinopoli. Seguiranno anni di gratificazioni come il 1855, anno che lo vede decorato a cavaliere delle Legione d’Onore all’esposizione Universale, grazie ai dipinti “Il Secolo d’Augusto” , “La nascita di Cristo”, “Il pifferaio”, ” Ricreazione al campo”, ” Il guardiano delle truppe”, che sarà acquistato dall’Imperatore. A quel punto Gérôme aprirà un atelier in rue de Notre-Dame des Champs. Nel 1856 soggiornerà per otto mesi in Egitto insieme a quattro amici : l’attore Emile Augier, lo scultore Auguste Bartholdi che sarà il fotografo della spedizione e i pittori orientalisti Léon Belly e Narcisse Berchère. Nel 1857 Gérôme esporrà “Recrues égyptiennes traversant le desert”. Il 1862  sarà l’anno del suo secondo viaggio che lo vedrà in Egitto, in Giudea, in Siria e visiterà Gerusalemme. Nello stesso anno si sposerà con Marie e la coppia avrà ben cinque figli. Nel 1868 ritorna in Egitto per quattro mesi ; l’artista è accompagnato da due dei suoi allievi, Paul-Marie Lenoir e Jean-Richard Goubie, dal cognato Albert Goupil che sarà il fotografo, e dai pittori Léon Bonnat, Ernest Journault e dal pittore olandese Willem de Famas-Testas. Di questo periplo Lenoir pubblicherà in seguito il diario “Note di viaggio : Fayoum, SInai e Petra”. In Egitto, Gérôme dipingerà una serie di tele su Bonaparte al Cairo. Nel 1869 Gérôme venne eletto membro onorario alla Royal Academy e tornerà in Egitto assistendo all’inaugurazione del Canale di Suez con i suoi amici. Il 1870 vede la dichiarazione di guerra e Gérôme con la famiglia si stabilisce a Londra rientrando pero’ subito dopo a Parigi per partecipare alla difesa della città, ma con la sconfitta di Sedan e la caduta dell’Impero fugge nuovamente a Londra e resterà sino al giugno del 1871. Il pittore inizerà la serie consacrata agli hammam e la prima tela sugli interni di moschee venne esposta alla Royal Academy. Di ritorno a Parigi constaterà che l’ Hôtel preferito era stato bombardato e quindi inagibile. Gérôme continuerà a viaggiare, Spagna, Tangeri in Marocco, Algeri, ritornando in Egitto nel 1874, anno in cui venne premiato con la medaglia d’Oro per le tele : “L’eminenza grigia” e “Rex Tibicen”. Partirà per la Turchia nel 1880, poi nuovamente in Egitto. Nel 1883 in Spagna, a Granada. Di seguito Londra, poi la Sicilia dove espose la sua scultura Tanagra che venne acquisita dallo Stato. La tragedia lo colpisce violentemente con la morte del figlio Jean, morto a 27 anni, lutto che lo prostro’ profondamente. Eseguirà per la tomba la scultura “Il Dolore”. Nel 1893 venne eletto Presidente d’Onore della Società dei Pittori Orientalisti. I suoi ultimi dipinti orientalisti vennero  presentati nel1903, si trattava del dipinto “Predica in una moschea” e “Vista della Medinét  el Fayoum”. Morirà il 10 gennaio 1904 all’età di 80 anni. Gli harem, i souks, gli hammam ed i mercati di schiavi dipinti nelle sue opere sono opera allo stato puro. L’orientalismo di Gérôme è effettivamente caratterizzato da dei gruppi di persone, danzatori, bagnanti, mercanti, soldati e particolarmente situati a Costantinopoli. Sovente aiutato dalle fotografie, il pittore sembra leggere una visione esatta dell’Oriente che ha conosciuto, senza mai rinunciare a degli aggiustamenti compiacenti e fittizzi come testimoniano le sue donne all’hammam o i mercati di schiavi. Si riconosce a Gérôme una densità rara, una tecnica impeccabile e un occhio fotografico difficile da eguagliare. La sua tecnica è “leccata”, quasi porcellanata. Lae sue tele sono lisce, fanno pensare ad un vetro placcato su una realtà a noi sconosciuta quindi attraente. Dipingeva le sue tele con dei piccoli tocchi di colore discreto che producevano, malgrado certe imperfezioni, degli effetti spaziali convincenti, con un empirismo apparentemente senza passione, che non avevano niente a che vedere con l’approccio tumultuoso e personale di Delacroix. Con la sua grande esperienza tecnica e la sua esattezza scientifica, Gérôme tenta di far dimenticare l’arte, facendo sparire le tracce del pennello. Nasconde e annulla l’impronta del suo intervento e insiste parallelamente su mille dettagli autentici  o o si suppone tali, punti essenziali che creano un atmosfera reale e il senso della scena o del tema dipinto, anche se totalmente immaginario o fantasma. Tutti questi dettagli sono chiari significati del reale, rendono credibile la rappresentazione, tentando delle ricostruzioni archeologiche. Gérôme è un vero campione della scena degli hammam (principalmente negli anni 1870 sino al 1890), giocando molto sui “deguisement orientalisti” . Situa queste scene al Cairo, in Turchia, in Marocco, ecc.. Sovente titola questi dipinti come “bains maures”ma in verità i bagni mori (d’Africa) non furono che raramente rappresentati prima del 1920.  Nei “Bain Maure” del 1880-1895, si ritrovano piuttosto degli elementi egiziani,come la fontana, il marmo a due colori e i catini  in argento, tipici esempi del periodo dei mammelucchi (Mameluk). Cosi’ come gli schiavi neri presenti nelle tele che, secondo i tratti e gli accessori studiati, sembrano essere posizionati nel Sudan. I più rappresentativi dipinti dell’artista orientalista sono : “Il Prigioniero e il Macellaio turco” (1861), “La Preghiera”, “La Porta della moschea  El-Hasanein  al Cairo” (1866), ” L’Incantatore di serpenti” (1880), “Il Mercato degli schiavi”, “Il Mercante ambulante al Cairo” e “Passeggiata all’Harem”.

5 risposte a “Jean-Léon Gérôme, l’Orientalista.

  1. Ciao Paolo a proposito di orientalisti oggi ho visto un ‘articolo su donna casa di repubblica le foto della casa di Lutens a Marrakech il posto è pieno di quadri orientalisti con un arredamento da mille e una notte, il naso ha dichiarato che per viverci è troppo lussuosa e preferisce rimanere alla palmierie.

    Domanda si tratta dello stabile dove ci sara’ il museo del profumo?

    Hanno lavorato 500 artigiani per 35 anni… 🙂

  2. Che splendore di palazzo, ho visto delle foto che mi hanno incantata è tapezzata da opere d’arte orientaliste, gioielli berberi, fibule berbere, libri, senza contare il legno intarsiato, patii stupendi, divani rivestiti in stoffe che provengono da parigi lo stesso atelier che fornisce il vaticano, insomma una cosa davvero alla grande…mi sa che hai proprio ragione anche se è ricco avra’ impiegato tutti i suoi soldi, dicono che per visitarlo tutto occorrono due ore…Lutens è anche un fotografo quindi ha i gli occhi per i particolari, la sua collezione infinita di libri d’arte quella la invidio proprio per non parlare dei quadri che ha appesi alle pareti di questo splendi do palazzo moresco o meglio serie di palazzi.

    Ma tu lo hai mai visto da dentro? Se lo vedi Paolo sono sicura che t’innamori di quel posto…

  3. Ciao Paolo, credo sia in corso a Bruxelles una mostra sui pittori orientalisti…è da anni che cerco qualche bella rirpoduzione da appendere in casa( ovviamente non sono Lutens e non posso permettermi l’originale) …ma in Italia è molto difficile trovare qualche cosa di accettabile ed anche sui siti di stampe on line non è che cia sia molta scelta …qualche suggerimento??
    Buona giornata!!

  4. Ciao Marzia, fai come ho fatto io..cerca una bravo pittore, giovane, con una bella mano e sottoponigli la foto ingrandita del quadro che vuoi…prova…altra soluzione: ci sono delle buone tipografie che stampano in digitale su cotone, sulla tela…scaricati il dipinto su di una chiavetta (in alta risoluzione) e vedrai il risultato….io lo faccio con le fotografie d’autore, anche in misure importanti come 1,30 mt su 1 mt….risultati eccellenti…Felice domenica…

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