I Cristiani d’Oriente

Le questioni che si sono presentate al sinodo dei “centocinquanta” arrivati a Roma dai paesi arabi del Medio Oriente sono state innumerevoli e problematiche. In effetti, la sempre più inquietante mancanza dei cristiani d’Oriente sta trasformando le loro società è porterà gravi conseguenze per l’avvenire di questi paesi. Il cristianesimo è nato in Oriente, prima dell’Islam e dopo il giudaismo. Le chiese della Palestina, della Siria, dell‘Irak, dell’Egitto o del Libano sono le grandi eredità delle prime comunità cristiane che si sono sviluppate tra il primo e il quinto secolo D.C. Con l’avvento dell’Islam nel settimo secolo molti paesi che erano cristiani si divisero sulla nuova fede che arrivava dalla penisola araba, altri furono islamizzati con la forza. Dopo questo molte minorità di cristiani si mantennero e nella più parte dei casi il loro diritto di esistere venne riconosciuto ( a fatica, ma riconosciuto). Molti paesi arabi hanno contato, nel corso dei secoli, da 10 al 20% di cristiani nelle loro popolazioni, ma in questi ultimi decenni le cose sono notevolmente cambiate, in peggio, e non solo perchè la tolleranza nei loro riguardi è scemata, ma anche per la facilità di poter emigrare in tempi brevi. Quarant’anni fa i cristiani erano il 10% della popolazione in Palestina, oggi appena l’1, 3%. In Irak, dopo l’eliminazione del regime di Saddam Hussein (che proteggeva i cristiani, come il regime di Assad in Siria)  oltre 40.000 cristiani hanno abbandonato le loro terre. In America del nord e del sud si trovano oggi delle comunità cristiane arabe composte da centinaia di migliaia di persone, molte più che nei loro paesi di origine. I cristiani arabi pagano, come tutti i cittadini dei paesi del Medio Oriente, il prezzo delle epopee coloniali e quelle del conflitto arabo-palestinese. Dopo aver beneficiato dell’educazione e degli aiuti  donati dalle varie congregazioni religiose legate all’Occidente, sono stati considerati in seguito come dei supporter di quell’Occidente tanto deprecato. La crescita delle correnti fondamentaliste musulmane ha giocato contro loro, perchè queste correnti non danno prova di tolleranza religiosa. In questo contesto, numerosi governi come l’Egitto (dove i cristiani copti sono ancora il 6/7% della popolazione) non danno la possibilità neppure di ottenere una autorizzazione amministrativa per poter riparare i loro luoghi di culto. Con l’Indipendenza dei paesi arabi, i cristiani arabi hanno generalmente acquisito uno statuto di piena cittadinanza. Dopo l’epoca della Nadha, nel XIX° secolo, molti intellettuali cristiani hanno giocato un ruolo essenziale nei loro paesi, ma tutto questo venne meno con il passar del tempo e con il dilagare del fondamentalismo. I paesi del Medio Oriente in questo momento si stanno privando di forze umane che sono avvantaggiate più di altre all’apertura verso il mondo e alla costruzione di società pluraliste e democratiche. Un altro fallimento supplementare che costerà caro, nel tempo,  a  molti  paesi medio-orientali.

Credits: Aujourd’hui le Maroc

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