“Matrouz”, dialoghi ricamati e musiche tra i popoli.

Attraversato da correnti berbere, andaluse, nere africane, ebree e musulmane, il Marocco esprime la sua “art de vivre” e le sue musiche attestando la sua multipla personalità interculturale. Da queste ricchezze sono scaturite diverse correnti musicali; una di queste è la giudeo-araba, sovente confusa con derive popolari come la “Nouba”, che propongono un attacco molto simile. Una lunga vocalizzazione nostalgica con un fondo di leggerissime corde e percussioni. Poi tutto si unisce in un formidabile arabesco ornamentale con “voci di miele”. “Matrouz” significa “ricamo“. Ricamo della musica, dei canti, della teatralità. Lingue diverse si intersecano: l’arabo con l’ebreo, il giudeo-spagnolo con il latino e poi ancora con l’arabo, in un crescendo di dolcezza e di emozioni rare. Bellezza della musica e della poesia ma anche cultura e manifesto della pace e della tolleranza. Le “Andalusie Atlantiche di Essaouira”  hanno preso il via nella città degli Alisei e termineranno il 31 ottobre 2010. Si tratta di un Festival che i melomani e gli appassionati della Musica attendono con impazienza, musica “impegnata” ma di facile ascolto, ancestrale e malata di nostalgie. Questa è la musica del “Matrouz”, giudeo-araba e marocco-andalusa-spagnola, del flamenco e del malhoun, che in questi giorni si respirà con il vento di Essaouira. La città atlantica riceverà, con la sua generosità culturale, dei grandi artisti che sono delle referenze nel mondo della musica antica, sia del Marocco che del mondo intero. Sulla scena di Bab El Menzeh e negli spazi di Dar Souiri, un omaggio vibrante regalerà momenti preziosi sotto il segno del metissaggio e della pace. Questa sera sarà di scena Mohamed Briouel, affiancato dalla corale “Re David” (Hevrat David Hamelech) di Strasburgo, che donerà la giusta misura della perennità della scuola musicale giudeo-araba; subito dopo il rabbino Haim Louk raggiungerà l’orchestra di Fès per rivisare pagine forti e tra le più belle del Matrouz, dimostrando, se ce ne fosse bisogno, che la musica è un eccellente banco di prova per il dialogo e la tolleranza. Le celebrazioni del Matrouz si arricchiranno di altri generi che renderanno omaggio a questa arte. Poesia e canti sono in programma quotidianamente ma come vuole la tradizione del Festival, le mattine saranno consacrate al dibattito e alla riflessione con un tema importante: “Condivisione delle culture per la costruzione di uno spazio privilegiato di resistenza all’arcaismo e alla regressione“. I lavori di questo forum, aperto a tutti, si svolgeranno nello spazio di Dar Souiri. Essaouira ancora una volta si conferma come città della pace e delle diversità, affiancando questo Festival al più famoso International Worl Music e Gnawa che si svolge nel mese di giugno.

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