Gioielli berberi, arte ancestrale

I gioielli berberi secondo la loro origine, hanno forme e lavorazioni molto diversificate. Nelle campagne e nel sud, il gusto per le parure è molto vivo e questi  gioielli sono di  una sontuosità incomparabile. I più belli sono in argento, altri sono forgiati nel bronzo, ma tutti conservano ancora oggi una grande nobiltà. Sono dotati di una eccezionale purezza di linee, con i loro disegni geometrici e a volte floreali. La pasta di vetro o la cera colorata rimpiazzano sovente le gemme preziose. Questa antica tecnica si ritrova nella regione del Sousse: Tiznit, Inezgane, Taroudant, sono conosciute per i loro souks di gioielli, dove è ancora possibile trovare rari pezzi di antiquariato. A Guelmin si trovano, ed è il regno indiscusso, dei gioielli sahariani e sub-sahariani di rara bellezza. Le parure delle feste sono composte dalle Fibules, indossate sempre a coppia e unite da una catena dove vengono appesi dei talismani protettori, e servono a fissare i vestiti al livello delle spalle. Il Serdal, una sorta di fascia frontale, che viene indossata nel Medio Atlas, ed è composta da monete antiche e bastoncini di corallo, cuciti su delle strisce di lana o di seta cruda. I gioielli da “petto” sono invece delle placche in oro con pietre, oppure larghi collier in dégradé che formano delle rosacee assemblate con delle boule in oro. I gioielli berberi, complemento indispensabile del costume, giocano un ruolo essenziale nella vita sociale femminile. I gioielli “cittadini”, in oro o argento dorato, finemente cesellati, incisi, filigranati, incastonati di pietre preziose o perle, ricordano i gioielli dell’Andalusia medioevale. I gioielli rurali, in argento, con motivi più austeri ma dalle forme variegate testimoniano le influenze spagnole e africane che si sono mixate sul suolo berbero. La fabbricazione resta tradizionale, un piccolo laboratorio/fonderia dove le braci sono ancora alimentate da gentili soffi; qui i gioielli sono lavorati con arte su minuscoli banchi, a volte per terra, appoggiati su di una pietra. Le principali lavorazioni dei gioielli cittadini sono su filigrana con motivi ricamati, molto usati dai gioiellieri di Essaouira e di Tiznit. Molto usata anche la tecnica con pasta di vetro, ingabbiata in sottili e minuscole ragnatele in argento, tecnica importata dagli Andalusi che si conserva ancora nella zona di Sousse. Questi gioielli sovente hanno inserite delle pietre  preziose a cabochon (smeraldi, diamanti, rubini molto chiari detti di “Fes“), e sono magnifici. Gli uomini generalmente indossano gioielli più semplici e in argento, mai in oro. Dalla antichità il riflesso storico di questa grande civiltà è anche racchiuso nei suoi gioielli, come le Lebba: collane molto antiche fatte con lunghi pendenti che coprono il petto con un diadema centrale composto da placche decorate che si articolano su delle piccole guide, o posate su delle bande, arricchite di perle, sovente indossate dalle spose nei grandi matrimoni. La gioielleria nord-africana che si è sviluppata nel mondo rurale è al contrario prevalentemente in argento. All’origine fu una scelta economica e in seguito l’argento divento’ la caratteristica dei gioielli berberi. Tutti noi definiamo come gioiello qualcosa come un “piccolo oggetto prezioso“, ma i gioielli amazigh  si distinguono a tal punto che non rientrano in questa definizione. Sono sovente di grande taglia, rasentando a volte l’esagerazione. Come ad esempio le Fibules sopracitate (Tizêrzâi); trinagolari, hanno una testa smisurata e possono arrivare a pesare otre un kg. Le spille circolari della Kabylia (Tabzimt) hanno un diametro importante e pesano sino a 800 gr. Le pietre poi non vengono inserite solo come particolare ma costituiscono a volte il pezzo principale come nel caso delle pietre d’Ambra (Luban) nei colliers. Le donne Amazigh si coprono da testa ai piedi e indossano quotidiamente gioielli e la dismisura non è solo nelle dimensioni ma anche nella quantità. Questo è rimarcato nelle giovani spose che portano conse interi bauli stracolmi solo di gioielli. Alla quantità si aggiunge anche la diversità, considerato che esistono molte tipologie e gli orecchini sono una di queste, che oltremodo si ritrovano in tutte le civiltà, ma che presso gli Amazigh rivestono un ruolo di grande importanza. Le donne indossano gli orecchini a diversi livelli dell’orecchio, da questo i diversi nomi: Douha, Boukauat, Tixrsin, ecc.. I bracciali si portano sempre a coppia e vanno dai semplici cerchi in argento (Abzq) sino a cerchi più grandi incrostati di pietre preziose e si chiudono con una catenina (Tanbailt). Presso i Touareg, anch’essi di origini berbere, l’eredità dei loro ancestri è più marcata e i loro bracciali, spettacolari, sono generalmente in pietra, la steatite. Nella regione dell’Adrar Aïr, gli uomini lavorano la pietra sul luogo dell’estrazione, creando queste stupende polsiere. Per quanto riguarda le collane Touareg, sono di una grande bellezza: molto cariche, ricoprono tutto il petto. In Marocco si compongono di una grossa pietra d’ambra che dona loro ancora più forza e pesantezza. Le Fibule (già citate prima) e le cavigliere (Axellal) sono tipicamente berbere. La fronte è ornata da una Tarza che mette in risalto gi occhi e il viso. Più che un oggetto ornamentale per le donne, i gioieli sono un vero patrimonio culturale. Possono avere un ruolo sacro e di profilassi (proteggono dalle malattie; luban, talismani, ecc..). Questa tipologia di gioiello sacro è comunemente in argento, ma conviene precisare che nel mondo urbano, sotto il regno di Yuba II°, le donne indossavano questi oggetti sacri esclusivamente in oro massiccio. I gioielli da uomo Touareg sono spettacolari (meritano un post a parte che pubblichero’ a breve) e a volte superano in bellezza quelli delle donne : la croce del sud o la croce di Agadez o di Iferwan sono indossate esclusivamente dagli uomini e si trasmettono dal padre al figlio quando raggiunge la pubertà. Sono simboli che fanno fanno allusione alla virilità dei giovani uomini e al nomadismo tradizionale. La croce rappresenta il pomo della sella del cammello o ancora le quattro direzioni cardinali. La trasmissione dei gioielli  è un momento di pura tradizione ancestrale. Il padre convoca il figlio ed evoca l’eterna frase: ” Figlio mio ti dono le quattro direzioni del mondo perchè non sai dove tu andrai a morire“.  La gioielleria berbera è un arte svolta da chi forgia e scolpisce il metallo, donando delle forme quasi magiche, in tutto il loro splendore e la loro bellezza diversificata, travalicando i tempi, muti testimoni di una cultura ancora oggi viva e presente, che attinge dalla sua straordinaria storia capitoli fondamentali in termini di arte e manualità.

 

4 risposte a “Gioielli berberi, arte ancestrale

  1. Splendidi chissa’ se c’è da qualche parte un museo sui gioielli berberi… Paolo hai toccato un mio punto debole adoro l’artigianato berbero e marocchino e proprio ieri ho comprato una collana con un ciondolo porta profumo a forma di cuore tipicamente berbero…quando a natale c’è l’artigiano in fiera mi perdo fra i meandri della fiera dove posso sognare e fantasticare in mezzo a queste decine di esposizioni che stuzzicano la mia fantasia…

    Paolo scusa se ti faccio una domanda OT ma centra sempre l’artigianto locale,tempo fa ho comprato una lampada marocchina sai quelle che sembrano un cappello da strega, sapresti dirmi dove posso trovare la lampadina dal momento che l’attacco è marocchino quindi diverso dal nostro? Grazie mille

    • Grazie per il voto.. 🙂 Una bella collezione è presente al Museo di Marrakech…un altra al Museo di Arte Islamica dei Giardini Majorelle…. piccole collezioni ma preziosissime…….
      Per la lampada credo dovrai cambiare l’attacco..un buon negozio di elettro dovrebbe averli…probabilmente hai il portalampade con l’attacco a scatto come si usa qui….. fammi sapere……

  2. Ciao, Paolo ho l’attacco a scatto come quello da te indicato quindi non ho scelta o lo sostituisco o vengo a Marrakech a comprare la lampadina 🙂

    Sarebbe bello leggere un tuo articolo che tratta degli oggetti che si vedono quotidianamente nei vari riad, cafè etc ma noi europei il piu’ delle volte ne ignoriamo la sua funzione al di la’ di quella puramente estetica.. Paolo fa freddissimo..

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