Notte di nozze nel III° millennio.

Gli youyou (schiocchi di lingua che determinano un sibilo particolare)  terminano, le famiglie si salutano e i luoghi dove si è svolta la cerimonia si svuotano. Si avvicina la prima notte di nozze. Dalla notte dei tempi, questo passaggio concreto dallo status di celibe a quello di coniuge, resta il trampolino di una pleiade d’abitudini dure a morire nei paesi arabi. La pressione è al suo apice e i parenti sono angosciati pensando ad un riscontro negativo, ad una vergogna per la famiglia, per la società. Soumaya Guessous, professoressa universitaria, sociologa e scrittrice afferma: “Si tratta di una violenza legittimata. Ma il dolore non è nulla se comparato a quello del non sanguinare, anche se la sposa è vergine“. Anche se la modernità ha toccato anche la prima notte di nozze, gli spiriti eternamente tradizionali riescono a rompere l’intimità di questo momento rendendolo un incubo alla Hitchcock.  Oggi molte giovani coppie si ribellano a queste usanze esigendo il diritto di preservare la loro  intimità celebrando la loro prima notte di nozze lontano dai parenti e da sguardi indiscreti. I tempi cambiano….

Nelle differenti regioni del Marocco, i famigliari accompagnano la coppia appena sposata sino alla “camera della tortura“, chiudono la porta e attendono il verdetto: l’uomo deve provare la sua virilità in un tempo record e la donna il suo onore. La notte di nozze non appartiene solo agli sposi ma a tutta la famiglia  che si sente parte integrante e si inquieta sull’andamento del rapporto. E’ il momento di provare l’onore o la virilità dei loro discendenti e le coppie dove il matrimonio è combinato sono le più esposte. Davanti ad una società che che non assimila ancora il concetto della notte di nozze in intimità tra i coniugi, le coppie si piegano sotto questa spada di Damocle: trasportati dalla pressione familliare e dalla paura di non esserne all’altezza, trasformano questo momento di comunione in competizione olimpica degna di medaglia. Il matrimonio diventa esclusivamente un evento per festeggiare il celebre “Seroual“, la pezza bianca con  le macchie di sangue che dimostrano la verginità della donna, l’avvenuta deflorazione infine. La gioia di quel pezzo di tessuto bianco intriso di sangue supera di gran lunga quella del matrimonio.  Oramai Casablanca è una metropoli europeizzata, Marrakech è diventata un must di modernità dove le donne hanno guadagnato punti in materia di diritti e di rispetto, ma il Marocco nutre ancora certe tradizioni che si oppongono al processo di modernizzazione che il paese ha scelto di avviare da un decennio. Malgrado una fierezza senza pari per recuperare il tempo perduto, i marocchini non possono ancora staccarsi da principi obsoleti. Il Seroual della prima notte di nozze imbevuto di sangue fa parte di questi costumi che hanno, da lungo tempo, segnato in profondità gli animi delle persone. Nel suo libro “Aldilà da tutti i pudori“, Soumaya Naamane Guessous spiega che “il matrimonio è sempre segnato dall’angoscia di non sanguinare per una qualsiasi ragione“. La prova d’onore regala alla donna un segno di buona reputazione e all’uomo che non è stato “segnato” dalla Tkaf, celebre stregoneria che rende l’uomo impotente e senza libido. La deflorazione dell’imene intatto (o rifatto come da statistiche) è l’unico momento di allegria e di gioia di un matrimonio e le famiglie non arrivano a capire che il Seroual puo’ anche essere falso, non quello della deflorazione. La storia di Amina è emblematica: la giovane donna racconta di aver perduto la sua verginità qualche mese prima del suo matrimonio. Con l’aiuto del marito, chiusi in camera durante la prima notte, si sono  tagliati entrambi, leggermente, un dito e hanno sporcato il Seroual per mostrarlo ai famigliari. “Abbiamo salvato le nostre due madri da una morte certa” dicono ridendo, ma in cuor loro sanno di aver rischiato parecchio..

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2 risposte a “Notte di nozze nel III° millennio.

  1. Buonasera Paolo. Seguo sempre con piacere quanto scrivi. Leggendo tra le righe di questo articolo, noto oltre alla disapprovazione anche un pò di stupore. Dunque secondo me la cosa non ti deve affatto stupire. Il Marocco ha realizzato solo ultimamente la necessità di liberarsi da cattive tradizioni. E’ solo questione di tempo. D’altronde una volta era così anche in Europa.
    Massaa said.

  2. Ciao Kawtar, no…non mi stupisce più di tanto e francamente capisco….non condivido ma l’accetto…tradizioni arcaiche, usi, costumi ancestrali, necessitano di tempo per essere elaborati….tutto questo mi ricorda tanto il nostro sud Italia non tanto tempo fa… grazie che mi segui…mi fa piacere… Felice sera……

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