Marocco: Riforme Religiose in corso

In Marocco, in concomitanza del mese sacro del Ramadan appena terminato, diverse riforme sono state intraprese per evitare derive pericolose e fraintedimenti. Corano uniformato, controllo delle moschee, stipendio e formazione degli imam da parte dello Stato, e molto altro. Davanti ad un crescente radicalismo islamico, il califfato ha deciso di prendere il toro per le corna e modernizzare il settore “Islam”. La volontà di una politica religiosa indipendente e pulita è una priorità oggi per SAR Mohammed VI, Comandante dei Credenti, che dalla sua ascesa al trono il 30 luglio 1999, ha varato una serie di riforme per contrastare la minaccia fondamentalista, presente e costante sul territorio. Ultima di queste riforme è stata l’edizione di un milione di Corani “uniformati”. Non esiste che un solo Corano nella storia dell’Islam ma sovente le annotazioni o i commentari cambiano da una edizione all’altra, creando interpretazioni varie e a volte pericolose. La metà di questi Corani saranno distribuiti nella 50.000 moschee del paese, un terzo ai paesi dell’Africa dell’Ovest e il rimanente verrà distribuito nei luoghi di culto all’estero, frequentati dai residenti marocchini. Questa specificità di un Islam marocchino, aperto e  tollerante, in lotta contro l’estremismo, è stato rinforzato dopo gli attacchi terroristici di Casablanca, nel maggio del 2003 e i successivi del 2007. Dopo quella prima data innumerevoli misure sono state prese per arginare il fenomeno tra le quali uno stipendio regolare per gli oltre 45.000 imam, avviato con un programma del Governo lanciato nel giugno 2009, per un costo complessivo di 200 milioni di Dh. E ancora il censimento delle moschee e la loro messa in sicurezza, dopo il crollo della moschea di Meknés, nel febbraio di questo anno (un avvenimento che suscito’ la collera della popolazione che provoco’ diversi morti e centinaia di feriti). Martedi’ scorso, le autorità preposte, hanno confermato la chiusura di 1.256 moschee dichiarate non agibili, preannunciando la loro ristrutturazione a carico del Governo. L’educazione coranica ha subito anch’essa una serie di riforme importanti: una delle priorità del regime è di modernizzare i corsi di insegnamento islamico, unificare i programmi di studio e assicurare delle aperture verso altre discipline correlate. Il Marocco ha contribuito a valorizzare la figura della donna anche in ambito religioso;  nell’aprile 2006, data storica, venne nominata la prima donna imam ” mouchidates “, ruolo che esula dal dirigere la preghiera nella moschea ma che apre nuovi fronti sull’insegnamento e sulla consulenza religiosa. Tutte queste iniziative, che toccano le varie sfere religiose, fanno parte di un cantiere fondamentale nel progetto sociale condotto da SAR Mohammed VI. Recentemente, grazie ai Servizi Segreti, ma anche a questi sforzi politico-religiosi, una importante cellula terroristica è stata smantellata e, oggettivamente, dal 2007, l’altro anno orribilis per il Marocco,  nessun attentato è stato portato a segno.

 

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