Donna marocchina? No Mecca !

Le accuse piovono su Internet. I blogger marocchini e stranieri moltiplicano gli attacchi contro l’Arabia Saudita. Tutto nasce dal rifiuto fatto ad alcune giovani ragazze marocchine che hanno richiesto  un visto per recarsi alla Mecca in occasione dell’Omra (il piccolo pellegrinaggio). Secondo le autorità saudite queste ragazze cercavano di entrare nel Paese per prostituirsi clandestinamente. In Europa e in Africa gli internauti criticano il comportamento delle autorità saudite e si appellano al rispetto dela dignità della donna marocchina. E’ il caso del blogger Big Brother che scrive : “Se dipendesse da me, deciderei di non partire per la Mecca, il mio paese economizzerebbe milioni di dollari sui transfer verso l’Arabia e imporrei il visto ai sauditi, inzierei  poi a corregggere cosa c’é da correggere nel mio paese”. La giornalista sudanese Nesrine Malik, sulla sua rubrica Comments are free du Guardian, considera che l’Arabia Saudita manca di rispetto religioso con i musulmani. Su Internet come nei banchi del Parlamento marocchino, l’affare ha creato molte polemiche. Il Partito della Giustizia e dello Sviluppo (PJD) ha denunciato con vigore l’esclusione delle marocchine e in un comunicato della stampa, a fine agosto, il gruppo presieduto da Mustapha Ralmid, ha precisato che “i servizi consolari sauditi di Rabat hanno rifiutato il visto a delle giovani marocchine accompagnate dai loro genitori”. ” Alcune famiglie si sono trovate davanti all’esclusione dalle autorità saadite che si sono ostinate a non voler rilasciare il visto formulato dalle figlie, sorelle, cognate, malgrado la regolarità dei loro dossier”, sottolinea il documento. Secondo alcune famiglie, la spiegazione avanzata dai servizi consolari, per giustificare il rifiuto, è stata quella della giovane età delle ragazze che “volevano fare il viaggio per altre ragioni rispetto all ‘Omra“.  Sotto le righe, le autorità puntano il dito sulla prostituzione clandestina delle marocchine in terra santa. Viste come ragazze facili in Arabia Saudita, sono soggette  a virulente critiche. Un immagine falsa considerata dal PJD come “un affronto alla dignità delle donna marocchina“. “Noi siamo perfettamente coscienti che alcune donne possono agire in maniera inappropiata, ma questo non puo’ essere generalizzato nell’insieme delle marocchine. Molte giovani saudite si comportano in Marocco in maniera oscena e nessuno reprime i loro diritti di circolazione nel Reame, perchè noi sappiamo che si tratta di una minorità. Sono lontane dal rappresentare la gioventù saudita che noi rispettiamo“, ha spiegato Mustapha Ramid. In questo senso, il PDJ invita le autorita ad intervenire per “far cessare un tale abuso nel trattamento delle marocchine, oltre al restituire la dignità alle famiglie toccate da queste esclusioni“.  L’Ambasciata dell’Arabia Saudita a Rabat ha rigettato l’accusa di “trattamento per intenzione” dei dossier del visti dichiarandosi contrari alle discriminazioni tra uomo e donna. Secondo un articolo pubblicato dal canale arabo Al Jazzera, l’istituzione saudita avrebbe indicato che la decisione di rilascio dei visti sarà uguale per tutti i musulmani, marocchini o no. Per incrementare la polemica è apparso su internet un cartone animato kowetiano dove le marocchine sono presentate come prostitute e ladre di mariti. Un immagine incandescente che alcuni paesi del Golfo si compiacciono di veicolare al di fuori delle loro frontiere, alimentando un “pour parlé” che da anni si trascina sulla moralità delle donne marocchine. Ma non facciamo di ogni erba un fascio.

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