11 settembre 2001, una data da non dimenticare.

Questa foto è stata intitolata The falling man (l’uomo che cade). E’ stata scattata dal fotografo Richard Drew ed è diventata uno dei simboli di quellla TRAGEDIA . Almeno 200 persone saltarono dalle torri in fiamme e morirono, precipitando su strade e tetti degli edifici vicini a centinaia di metri più in basso. Alcune persone che si trovavano nelle torri al di sopra dei punti di impatto salirono fino ai tetti degli edifici sperando di essere salvati dagli elicotteri, ma le porte di accesso ai tetti erano chiuse; inoltre, non vi era alcun piano di salvataggio con elicotteri e, quella mattina dell’11 settembre, il fumo denso e l’elevato calore degli incendi avrebbe impedito agli elicotteri di effettuare manovre di soccorso. Le vittime degli attentati furono 2974, esclusi i diciannove dirottatori: 246 su quattro aeroplani (88 sul volo American Airlines 11, 59 sul volo United Airlines 175, 59 sull’American Airlines, 77  e 40 sul volo United 93,  2.603 a New York e 125 alPentagono. Altre 24 persone sono ancora elencate tra i dispersi. Tutte le vittime erano  civili a parte 55 militari uccisi al Pentagono Furono più di 90 i Paesi che persero cittadini negli attacchi al World Trade Center.

La gente che per non morire bruciata viva si buttava dalle finestre degli ottantesimi o novantesimi piani o centesimi  piani. Rompevano i vetri delle  finestre, le scavalcavano, si buttavano giù come ci si butta da un aereo avendo addosso il paracadute. E venivano giù cosi’ lentamente. Cosi’ lentamente…Agitando le gambe e le braccia, nuotando nell’aria. Si, sembravano nuotare nell’aria. E non arrivavano mai!. Verso i trentesimi piani, pero’, acceleravano. Si mettevano a  gesticolare disperati, suppongo pentiti, quasi gridassero help-aiuto-help. E magari lo gridavano davvero. Infine cadevano a sasso e paf!. Santiddio, io credevo d’aver visto tutto alle guerre. Dalle guerre mi ritenevo vaccinata, e in sostanza lo sono (…) Pero’ alle guerre ho sempre visto la gente che muore  ammazzata. Non l’ho mai vista la gente che muore ammazzandosi, buttandosi dalle finestre di un ottantesimo piano. Hanno continuato a buttarsi finché, una verso le dieci, una verso le dieci e mezzo, le Torri sono crollate….”

Oriana Fallaci “La rabbia e l’orgoglio” Ed. Rizzoli International  

 

 

6 risposte a “11 settembre 2001, una data da non dimenticare.

  1. ………….e dire che dopo tutto questo invece di accellerare verso la tolleranza , l’integrazione , il rispetto dei popoli, delle razze e delle religioni , viene fuori “l’imbecille di turno” che minacciando di bruciare il corano non fa’ altro che soffiare su un fuoco che andrebbe definitivamente SPENTO.

    • La Colpa è di tutti noi Marco…nessuno escluso….pensavo stamattina quanto sarebbe stato bello oggi vedere a Ground Zero e in giro per il mondo cristiani, ebrei, musulmani e laici pregare insieme lanciando cosi’ un grande monito a chi usa le religioni per fare del Male…utopia…buona giornata…

  2. non so cosa ti spinga a ricordare questo triste episodio visto che tu che risiedi in un paese musulmano,penso che tutte i disastri in america siano tutti manipolati,vedi asassinio
    di kennedi,guerra in vietnam,interferenza spionistica in vari paesi,pretesa di esportare la democrazia in paesi musulmani con il chiaro pretesto del posseso del petrolio.
    Inoltre con tutti la tecnologia spionistica degli americani mi pare che comunque non abbiano fatto gran che per evitare l’11 settembre. la verita’ e’ ancora molto lontana.!!!!
    e i milioni di morti tra i tutsi e gli utu chi li ricorda?dammi retta goditi marrakesh e lascia
    la politica da parte.besmella.

  3. Carissimo Wraits, essendo pensante, con una dignità e una morale, pur risiedendo in un paese musulmano (ma cosa vuol dire “non so cosa ti spinga a ricordare questo triste episodio visto che tu che risiedi in un paese musulmano”, me lo puoi spiegare??) questa giornata mi rattrista molto, francamente. Io non faccio parte di quella schiera di persone che crede sia stato un complotto, mi spiace, ma credo alla pura e semplice volonta di infami terroristici codardi senzapalle (perchè sono dei senzapalle all’ennesima potenza) che hanno spezzato la vita di 3.000 persone, di tutti i credo e di 90 nazioni, in nome di un loro Dio .Punto. Detto questo nutro un profondo rispetto per i familiari di tutti questi innoncenti (empatia) che si sono visti, nel giro di poche ore, togliere per sempre i loro cari. Concordo sul fatto che l’era Bush è stata un disastro totale sia per l’America che per il mondo…pero’ oggi è Storia. Si volta pagina con nuove idee, nuove soluzioni, nuovi traguardi, spero. Sul discorso di tutti i massacri che si perpetuano quotidianamente nel mondo ne sono al corrente ma ogni storia ha la sua storia, e noi siamo i testimoni, a volte, inermi e scostanti di queste efferratezze. Oggi, 11 settembre 2010, mi riferisco a quanto è accaduto a Ground Zero quel maledetto giorno di nove anni fa. Un giorno che ha cambiato, volenti o dolenti, il mondo. Bisogna combattere sempre per un mondo più giusto e come ho scritto precedentemente sarei stato molto felice se oggi avessi visto nei media arabi un minimo accenno compassionevole a questa tragedia, o ancora più felice se avessi visto a Ground Zero, vicino ai familiari delle vittime, tanti, tantissimi musulmani, imam e semplici credenti, portare il loro affetto interreligioso…mi sono sbagliato…era un Utopia anche quella…Felice domenica…
    p.s Sul discorso della democrazia sono d’accordo con te, non si puo’ esportare. I paesi arabi, tutti, non possono ancora ad oggi, vivere in una democrazia. Non ne sono in grado, non sono attrezzati, non sanno cosa sia, e fuori dal loro modus vivendi quindi non possono gestirla….ci vorrà del tempo..altro tempo ancora.

  4. Paolo, la mia frase era riferita alle tue certezze di carattere geopoitico,
    ami il Marocco la sua cultura la sua gente,hai scelto di vivere con coraggio e curiosita’ questa bellisima esperienza cercando di capire di conoscere dove vivi .Con Altrettanto coraggio , curiosita’ e dubbio si potrebbero affrontare i grandi problemi del mondo.tutto qui.

    proverbio persiano:il dubbio e la chiave di tutte le conoscenze chi non dubita di niente non sa niente.
    ( un pensiero commosso a tutte le vittime del terrorismo del mondo)

  5. Caro Wraits, certezze poche, come sempre, nella mia vita. L’esperienza del Marocco, in tutta sincerità, si sta trasformando giorno dopo giorno..tutto diventa sempre più difficile e talvolta capisco molti luoghi comuni… non è facile, non è un gioco, è una scelta che ho affrontato con la passione, sei anni fa, di chi vede le cose con degli splendidi occhiali dalle lenti rosa…oggi questi occhiali hanno cambiato il colore delle loro lenti…si stanno scurendo, anno dopo anno. Ma tanto è l’amore per questo Paese che a volte mi dico: “a la guerre comme a la guerre”. A volte penso che non si è trattato di coraggio, anzi non lo credo, ma di una semplice scelta di vita, voluta dalle contingenze della vita stessa, dalla mia innata curiosità che mi ha portato sempre a fare scelte drastiche (meno male mai definitive!)…poi subentra il lavoro, il bussiness, le responsabiltà su tante persone che dipendono da me per mangiare …per condire il tutto. Pero’ sono positivo….e Marrakech je t’adore!!

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