Iran Barbaro e Assassino.

Mobilitazione del mondo della cultura per salvare Ebrahim Hamidi. Una ventina di scrittori francesi e di personalità del mondo della cultura, tra cui Jonathan Littell e Claude Lanzmann, hanno lanciato un appello in favore di Ebrahim Hamidi, un giovane condannato all’impiccagione in Iran perché omosessuale. L’appello pubblicato dal quotidiano francese “Le Monde”, è stato lanciato dai due scrittori transalpini e da Philippe Besson e Gilles Leroy. Dal titolo “Ebrahim Hamidi ha 18 anni e verrà impiccato”, l’appello è sostenuto dallo sceneggiatore Alfredo Arias, dall’attrice Dominique Blanc, dallo scrittore e regista Claude Lanzmann, dagli scrittori americano Jonathan Littell e il franco afgano Atiq Rahimi, tutti e due premiati con il Goncourt. “Dopo Sakineh Mohammadi Ashtiani, condannata alla lapidazione per adulterio, l’Iran persiste e firma la condanna all’impiccagione di un giovane uomo sospettato di essere omosessuale”, sottolineano gli autori. “Questa sola prospettiva ci fa inorridire, tanto è contraria al concetto stesso di umanità e ci lascia immaginare il terrore in cui vivono gli omosessuali iraniani”, proseguono.L’accusa, secondo i firmatari dell’appello, “sarebbe stata montata al termine di una banale rissa e la confessione di Ebrahim sarebbe stata estorta sotto tortura”. “Nel corso del processo, l’imputato non ha avuto diritto alla difesa. Quanto al verdetto, è stato pronunciato da un magistrato che si è rimesso al suo giudizio, procedura utilizzata quando non ci sono prove formali”, proseguono. Inoltre, nel luglio scorso, la “vittima” presunta di Ebrahim Hamidi ha riconosciuto di aver dichiarato il falso dietro le pressione dei genitori. “Se non ci mobilitiamo” Ebrahim Hamidi “morirà, se non gridiamo forte che questa condanna è insopportabile e che deve essere annullata”, conclude l’appello. I FATTI: Ebrahim Hamidi adesso ha 18 anni, ma è stato condannato a morte per presunta aggressione sessuale ai danni di un uomo avvenuta due anni prima, quando ne aveva solo 16. Ha ritrattato la sua “confessione”, affermando di essere stato costretto a rilasciarla. Oggi, rischia nuovamente l’esecuzione della sua condanna a morte ed è senza un avvocato. Ebrahim Hamidi è stato coinvolto in una rissa nella periferia di Tabriz, nella provincia dell’Azerbaijan orientale. In seguito lui e tre suoi amici sono stati arrestati, con l’accusa di aver commesso violenza sessuale su uno degli uomini con cui avevano lottato. Hamidi ha confessato il delitto dopo tre giorni di detenzione, durante il quale ha raccontato di essere stato torturato. Agli altri tre imputati è stato promesso che sarebbero stati liberati se avessero testimoniato contro Ebrahim Hamidi. Tutti e quattro sono stati inizialmente condannati a morte, ma nel corso di un terzo processo, gli altri tre imputati sono stati assolti mentre Ebrahim Hamidi è stato nuovamente condannato a morte per lavat, ovvero “sodomia”. Il 7 luglio 2010, la presunta vittima ha ammesso, in una dichiarazione registrata dalla polizia, che i suoi genitori gli avevano fatto pressione per muovere accuse false. La Corte suprema ha respinto la sentenza della Corte provinciale dell’Azerbaijan orientale e ha ordinato un riesame del caso, ma sembra che la corte provinciale voglia comunque procedere con l’esecuzione della condanna a morte. Ebrahim Hamidi attualmente non ha un legale. Era rappresentato da un importante avvocato per i diritti umani Mohammad Mostafaei, che è stato costretto a lasciare il paese a seguito delle numerose minacce subite da lui e dalla sua famiglia all’inizio dell’agosto 2010, probabilmente a causa del suo lavoro in favore di Sakineh Mohammadi Ashtiani, condannata alla lapidazione con l’accusa di adulterio. Mohammad Mostafaei ha scritto una lettera aperta sul caso di Ebrahim Hamidi nel luglio 2010 con l’intento di far crescere l’attenzione sull’esecuzione delle condanne a morte di imputati minorenni in Iran. Per imputato minorenne si intende colui che è stato condannato per un reato commesso quando aveva meno di 18 anni.

FIRMATE L’APPELLO SU AMNESTY ITALIA, VI PREGO..

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