La Baraka (Benedizione) di Boujaâd

L’impatto della storia non è mai estraneo; i piccoli ‘drouba‘ che portano all’ultima casa di Bouaâbid Charki raccontano silenziosamente i percorsi di un uomo non come gli altri. Malgrado un relooking estremo, i muri di queste stradine non hanno perso l’impronta del tempo. L’antichità spirituale dei luoghi regala sensazioni emozionanti. ‘Sidi Bouaâbid è sempre con noi. Si sente la sua presenza e sappiamo che veglia su di noi’, testimonia Souad, una ‘nekkacha‘ che passa le sue giornate nel Mausoleo alfine di assicurare un pasto alla sua famiglia. ‘Sidi non ha mai abbandonato la regione, guardate come è diventata, grazie alla sua benedizione‘, aggiunge la pia signora, eccitata. Attraversando il piccolo labirinto di chiassose arterie dedicate agli acquisti, il silenzio dei luoghi quasi deserti in questo venerdì pomeriggio ramadanesco è pesante. Dopo un centinaio di metri una grande porta color del bronzo, solidamente chiusa, si impone e lascia presagire la fine di una esplorazione. Sidi, fate la vostra Zyara di là: il Mausoleo è chiuso per restauri da sei mesi. Nessuno puo’ entrare‘, spiega Mohhamed, ultimo dei figli di Bouâbid Charki. Propro di là si sta svolgendo una recita di preghiere, dove un giovane uomo cade in trance evocando la Baraka dei suoi antenati e prega a voce alta affinchè le richieste delle visite vengano esaudite, grazie anche all’aiuto in soldi che ognuno dei presenti offrirà. Tra Moulay Brahim a Marrakech, Sidi Abderrahmane a Casablanca, o ancora Sidi Ali Ben Hamdouch a Meknès, Bouaâd Charki di Boujaâd rappresenta una leggenda mistica nella memoria dei marocchini. La sua storia ha toccato più di una persona ed è l’orgoglio di tutta una comunità. Prima della fondazione della Zaouia Charkaouya, gli avi di Sidi Brahim Boulaâjoul e di Sidi Larbi Bensayeh installarono una tenda, scavarono un pozzo e costruirono una moschea. Da quei giorni un vero impero spirituale venne creato e continua ad attirare adepti da ogni parte del Marocco. La Zaouia, che era una tappa di scalo per le carovane commerciali che toccavano Fès e Marrakech passando per Tata, Zer e Meknès, diede l’avvio ad una serie di Mederse che offrivano un bagaglio spirituale ampio e culturalmente importante. Tra la scuola di Laâouina, di Cheick El Maâti e Al Hassania, le istituzioni religiose fecero diventare la Zaouia (Santuario) un centro di spiritualità d’eccellenza fuori dal comune. Noi siamo un associazione di Madhi che cantano per Allah e che insegna ai giovani i precetti della religione musulmana. Diamo lezioni nella moschea e incoraggiamo i bravi allievi, spiega El Haj Mohammed Habib Naciri Charkaoui, presidente del Consiglio degli Oulema di Khouribga e capo della Zaouia Chatkaouia. “Sidi Bouaâbid fu eccelso. Se l’Oriente ha le Anbyaa, il Marocco ha le Awliyaa, aggiunge. Secondo Lahcen Haddad, professore universitario in Marocco e negli Stati Uniti, che ha effettuato delle inchieste sulla città di Boujaâd, da dove proviene, la Zaouia ha giocato un ruolo importante di propaganda per una cultura raffinata, per la filosofia e il trance, mettendo in piazza una cultura cittadina che ha creato una simbiosi con la cultura beduina di Boujaad. Da sempre il suo Moussem annuale dedicato alla memoria del Santo, attira curiosi che scoprono il potere di questa piccola città e l’alone di spiritualità che si è costruito nel corso dei secoli. Restaurare questa tradizione dei Moussem dal Ministero degli Habous e degli Affari Islamici è una forma per salvaguardare l’identità dell’Islam e la sua tradizione. Chiamata anche la piccola Fès, la città delle Chorfas ospita una miriade di santi che la rende luogo culturale e spirituale. Situata tra Khouribga e Beni Mellal, Boujaad è famosa per le sue falegnamerie, per i suoi tappeti e per alcune importanti imprese di costruzione. Città che unisce l’utile al dilettevole, sa coniugare i suoi aspetti pittoreschi con la modernità e il ritratto che rende ai suoi visitatori corrisponde esattamente al suo spirito: una città-zaouia senza mura che presenta un passato storico e culturale di tutto rispetto. Il suo nome evoca un arbusto locale dai frutti amari, la Jaâda, che cresce nei suoi dintorni. Ma quello che caratterizza di più questa zona è l’élite che qui è nata e cresciuta. Mohammed Yassine El Mansouri, Mly Tayeb Cherkaoui, Amir Peretz, ex Mimistro della Difesa israeliana, e la lista continua ancora. Dalla sua fondazione questa città divento’ un crocevia di cultura, di spiritualità, di precetti e di educazione. Il mix con la comunità ebrea che rappresentava una buona parte della popolazione Boujaadie installo’ una tolleranza introvabile in altre regioni.  I musulmani frequentavano gli ebrei, studiavano nelle stesse scuole, si recavano agli stessi hamman. Le sinagoghe era a pochi metri dalle moschee e le tombe dei santi musulmani rivaleggiavano con quelle dei santi ebrei. Questo meticciato culturale e religioso fece della città una zona dove la guerra e il razzismo non avevano voce in  capitolo. Crebbe sola, si sviluppo’ e raggiunse la reputazione di piccola Fès, intoccabile in materia di rispetto dei costumi e dei principi. La sua élite lavoro’ molto per farla uscire dalla sua oscurità e vi riusci’ non senza difficoltà. Oggi le Mederse orgogliosamente vantano tra i loro ex studenti il maggior numero di  grandi Oulema del Marocco e le sue strade sono percorse da molte auto con targhe straniere, prova del suo buon risultato in materia di turismo, abbinando Baraka e spiritualità alla storia. E’ Boujaâd, la città dei Santi…..

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