Fantasia, cavalli e cavalieri.

Il termine “Fantasia” ha origini europee o latine e significa divertimento, creare immagini reali o irreali.  Entra nel linguaggio corrente o popolare marocchino (darija) e prende il senso di “ostentazione“;  in effetti, nel corso della Fantasia, le tribù marocchine aggiunsero, secondo le regioni, dei tocchi personali come i giochi con i fucili, acrobati, abbigliamento dai colori vivi e bardature dei cavalli importanti. Tutti questi tocchi, giudicati osé dal pubblico marocchino, fecero entrare il termine Fantasia nel dialetto per qualificare una persona ostentata, esibizionista o insolente. Ad ogni buon conto la Fantasia designa le differenti forme di manifestazioni equestri che ebbero origini dai berberi e risalgono ai cavalieri numidi, e sono visibili in diverse Regioni dell’Africa del nord. Gli europei utilizzarono il termine per la prima volta quando designarono i gruppi di cavalieri marocchini muniti di fucili, che scoprirono durante i l passaggio in Marocco del pittore Dellacroix. L’artista descrisse e dipinse una Fantasia nel 1832, durante una visita a Meknès, città imperiale. Nei suoi diari di viaggio il pittore preciso’ di aver assistito in Marocco a questo tipo di Fantasia anche nella città di Sidi Kacem e a Ksar el Kèbir. Altri pittori orientalisti come Fromentin, Chénier o Loti, in viaggio nel Maghreb, descrissero le Fantasie del Marocco. Tutte le forme di Fantasia hanno come soggetto basilare il cavallo berbero o l’araboberbero. Consultando degli archivi militari relativi alla campagna di Napoleone I in Egitto, il Veterinario Azzedine Sedrati, anziano professore all’Istituto Agronomico e Veterinario Hassan II, descrisse un ipotesi arabo-andalusa sulle origini della Fantasia di gruppo: questa condotta in gruppo con tiri di schioppo o di lance abbinata ad una strategia di andata/ritorno trova il suo fondamento nel Corano. I lunghi fucili scuri (mokahla) arrivarono più tardi, si presume all’inizio del XIX° secolo;  in effetti la prima dimostrazione di Fantasia con fucili arriverebbe da Ali ben Hodeil a Mogador (attuale Essaouira) nel 1818. Pare che questa Fantasia sia quella visibile ancora attualmente in Marocco, poichè i cavalieri indossavano già i burnos e utilizzavano i mokahala. La Fantasia di gruppo e di tiri a distanza trae origini da una tecnica marziale d’assalto ereditata dall’Islam ed è tradizionalmente una dimostrazione delle tribù guerriere rurali. La tecnica militare della Fantasia ha dato luogo ad alcuni esercizi militari tribali di tiro all’arco o al giavellotto, prima dell’avvento dei fucili. L’esercizio di carico e di tiro a distanza ad ondate (andata e ritorno) dei cavalieri, trae la sua origine da una tecnica di carica militare usata dai musulmani  e si è allargata a diversi Paesi del Maghreb e sembra anche nel Tchad. In Marocco, paese fortemente agricolo e per lungo tempo tribale (sino alla sua Indipendenza nel 1956), questa dimostrazione spettacolare è diventata una tradizione religiosa: le tribù guerriere l’associarono, con la collaborazione attiva della popolazione maschile e femminile, ai Moussem e alle feste in onore di un santo con cadenza annuale, da secoli. Dal 1818 ad oggi la Fantasia di gruppo con fucile bruno (a polvere nera) è una tradizione inscritta nel patrimonio secolare marocchino. La Fantasia in Marocco continua ad essere con il mokahla e risponde oggi a delle norme, a dei codici precisi e necessita della partecipazione della popolazione; è riduttivo pensare che consiste in una semplice esibizioni di cavalli e cavalieri davanti ad una telecamera. I fucili per esempio, come tutte le armi, hanno dei costi alti e quindi si trasmettono da generazione in generazione. La produzione di questo fucile è strettamente correlata al proseguio di queste manifestazioni e purtroppo si assiste ad un ingresso di fucili europei o cinesi, dai costi decisamenti più bassi, a discapito della tradizione. La Fantasia è organizzata spontaneamente dagli abitanti (principalmente dei semplici agricoltori o dei ricchi proprietari terrieri) e i cavalieri delle tribù devono rendersi onorabili per  potervi partecipare: avere splendide bardature per i loro cavalli ed essere in grado di ritualizzare il mokahala, dimostrando un ottimo sangue freddo (segno di distinzione, educazione e coraggio). La tradizione vuole che i cavalieri e i loro cavalli debbano simulare un assalto militare. Queste corse brevi di cavalli berberi, leggeri e aerei,  riuniti in gruppo, partono al grido di “Hadar l’khayle” (i cavalli sono pronti).  L’inizio della corsa e la sua fine sono dati da un colpo di fucile sparato in aria dai cavalieri all’unisono. Per sincronizzare i tiri ed ascoltare sono una detonazione i cavalieri sono diretti da un capo stimato della tribù, che indica loro il momento esatto del tiro, pronunciando le parole “Hadar Lamkal” (a voi i fucili). Seguono poi gli intensi youyou delle donne (un suono gutturale schioccato con la lingua) che determinerà i vincitori. Ai giorni nostri questa tradizione equestre pacifica va a sottolineare molti punti della storia tumultuosa dell’Impero: le guerre tra le diverse tribù che diedero il potere a diverse dinastie marocchine o le ribellioni contro i colonizzatori spagnoli, portoghesi, ottomani e francesi, dal nord al sud del reame. Questo spiega, in parte, la presenza della Fantasia in numerose regioni del Paese. In questi ultimi anni le autorità marocchine organizzano dei concorsi di Fantasia tra le diverse regioni dove partecipano centinaia di cavalieri. E’ importante segnalare che in alcune tribù marocchine ricche e potenti, come quella dei Chorfa Hadriyines di Sidi Chrif Denoune, le donne sono rappresentate con al seguito numerosi  schiavi, in quanto gli uomini partivano in guerra lontano dalle loro regioni o dai loro villaggi fortificati, lasciando appunto le incombenze agli schiavi per proteggere le donne ed accudirle. Un altra forma di Fantasia è quella relativa ai matrimoni berberi. Personalmente ho assistito ad una di queste e non sono previsti i fucili ma soltanto delle splendide figure acrobatiche su dei cavalli bardati in modo incredibile, con colori spettacolari e finiture in ottone e argento. Al termine dell’esibizione gli sposi a cavallo si mostrano agli abitanti del villaggio distribuendo dolci e tanti sorrisi.

 

CREDITS PHOTOS: © Christian Laheyne – 2008 – tous droits réservés.

 

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5 risposte a “Fantasia, cavalli e cavalieri.

  1. Ciao Paolo sono Fiorenza, ti ricordi che a febbraio ti avevo chiesto notizie sullo spettacolo Fantasia e dove andare a vederlo?
    Il prossimo anno se mi fermo a Marrakech spero di andare a vederlo.
    Saluti e buon Ramadan

  2. Bonsoir Paolo,

    je voudrais porter à votre attention que certaines de mes photos sont publiées sur votre site sans mon accord préalable et, plus grave, sans citation des crédits photos. Elles ont été “cambriolées” sur Flickr. Flickr n’est pas un site de photos libres de droit. Mes images sont publiées avec la mention “© Tous droits réservés”, ce qui veut simplement dire qu’elles ne peuvent être utilisées librement sans le consentement de leur auteur… http://www.flickr.com/photos/fedala/2661788481/in/set-851624/

    Je me réjouis de les voir dans un excellent article sur la Fantasia, mais il ne faut pas oublier de citer les sources photo.
    Je suis un amateur et vous imaginez que pour assumer cette passion, il est nécessaire d’investir de l’argent (eh oui rien n’est gratuit!) et du temps, faire un mini reportage sur la tbourida nécessite souvent un déplacement et un investissement de temps…

    Je ne demande pas de paiement mais juste que la source de mes photos et mon nom soient cités visiblement afins que vos lecteurs puissent aussi profiter de mon travail. Un lien vers la source des photos serait aussi le bienvenu.

    De mon coté, je pourrais aussi placer un lien vers cet article qui permettrait à mes visiteurs de découvrir votre activité à travers votre site. C’est comme cela que je conçois l’esprit blog dans la courtoisie et le respect du travail des autres.

    J’espère que mon message sera entendu et que prochainement mes photos seront assorties d’un “crédit photo : © Christian Laheyne – 2008 – tous droits réservés”. Je ne vous demanderais pas de les retirer si vous acceptez de citer les crédits nécessaires.

    Merci de faire le nécessaire…

    Chris

    • Merci Chris, desolé vraiment…..je change le lay – out de le site et le nouveau parfois dans le final de page il report pas l’ecriture…toujours je mettre le CREDITS quand il ya de texte ou des photos que’il sont pas de moi…ça cet un post vieux e je pas encore fait le controlle des tout les pages…. desolè encore…

  3. Ciao Paolo,
    l’articolo é molto interessante e da giuste informazioni riguardo alla Fantasia, ma la frase “In Marocco, paese fortemente agricolo e per lungo tempo tribale (sino alla sua Indipendenza nel 1956)” non rende omagio alla storia di un antico impero africano che ha visto susseguirsi diverse dinastie notevolmente organizzate ed influenti sia in africa che in europa atraverso L’andalusia di cui l’architettura ,per esempio,ci piace molto grazie all’impero marocchino.D’altronde se non fosse per il Marocco,molto probabilmente,,il maghreb non si chiamerebbe neanche maghreb 🙂 wikipedia italiana non da molte informazioni a riguardo ma per fortuna la pagina francese é più costruttiva e visto che sai scrivere in francese sono sicura che non avresti difficoltà a darci un occhiata! http://fr.wikipedia.org/wiki/Maroc
    Grazie
    Una fiera berbera

    • Ciao Hazare, in accordo con te…peccato che dopo la Reconquista sia stato un susseguirsi di lotte intestine e fratricide..è rimasto molto poco di quel periodo…senza tener conto che la maggiorparte dell’artigiano, dell’archittetura e quant’altro era in mano agli ebrei….un saluto…

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